Okkervil River

Okkervil River
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Dal Texas a San Pietroburgo un fiume folk in piena.
Nella culla del conservatorismo che è il Texas si alzano spesso voci controcorrente di sperimentalismo, soprattutto musicale. Austin, piccola e "ridente" cittadina, è un piccolo covo di questi flussi alternativi. Proprio ad Austin si formano gli Okkervil River nel 1998. Il nome della band è tratto da un breve romanzo russo, e dal omonimo fiume che scorre in quel di San Pietroburgo; l'organico si avvale di ben sei musicisti impegnati nei più vari strumenti della tradizione folk, dal benjo alla fisarmonica, passando per le più classiche chitarre acustiche e dalle percussioni. Come tutte le favole che si rispettino anche quella degli Okkervil inizia al liceo, dove i tre membri originari si conoscono e decidono in seguito di trasferirsi proprio a Austin per coltivare le radici di una propria band. Nella line up spicca il cantante compositore Will Sheff, unico membro a resistere al passare degli anni. Il primo concerto ha luogo proprio in un club di Austin nel 1999. In quel periodo la band ha in mano un EP autoprodotto dal titolo "Bedroom EP", a cui segue un vero e proprio disco sempre autoprodotto: "Stars Too Small To Use" permette alla band di entrare nel roster del concerto SXSW del 2000, a cui seguì un recensione di un giornale locale. Il nome degli Okkervil comincia a circolare. È proprio grazie alla vetrina di SXSW che il gruppo può registrare un primo disco ufficiale sotto etichetta: approdati a Jagjaguwar sfornano repentinamente due dischi. "Don't Fall In Love With Everyone You See" esce nel 2002, mentre a fine 2003 esce "Down The River Of Golden Dreams" registrato a San Francisco. Qualche cambio di line up in occasione del SXSW del 2004 ed ecco la band pronto ad un nuovo capitolo in studio. "Black Sheep Boy" è il disco della consacrazione. Virgin/EMI si interessa al lavoro della band e decide di proporre un contratto per il lancio europeo del disco, che esce accompagnato da un EP nel 2006. Il disco successivo è quello della conferma di critica e pubblico. Acclamato dai giornalisti specializzati "The Stage Names" vende 10.000 copie. Il successo sembra non saziare la voglia di produrre della band che a fine 2007 pubblica un mixtape di nove pezzi intitolato "Golden Opportunities": se a ciò si aggiungono i numerosi side project dei musicisti impegnati negli Okkervil, live memorabili, apparizioni in compilation e produzione di materiale inedito viene da pensare che forse un po' di mentalità conservatrice fa bene alla musica del futuro.