Ornella Vanoni

Ornella Vanoni
  • Classical, Chamber Music
  • Una voce magnifica e inconfondibile. Un fascino d'altri tempi. Un'interprete a tutto tondo. Ornella Vanoni [... altro]

Una voce magnifica e inconfondibile. Un fascino d'altri tempi. Un'interprete a tutto tondo.
Ornella Vanoni nasce a Milano il 22 settembre del 1934: il padre è un industriale farmaceutico e l'infanzia e l'adolescenza le trascorre tra collegi in Svizzera, Francia e Inghilterra. Nel 1953 s'iscrive all'Accademia d'Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, all'epoca diretta da Giorgio Strehler, del quale, dopo poco diventa compagna.
Nel 1956 il debutto sul palcoscenico, in veste di attrice ma anche di cantante: intuite le sue grandi doti vocali, Strehler le fa infatti interpretare alcuni canti popolari della Rivoluzione Francese negli intervalli dello spettacolo "I Giacobini" di Zardi. Nascono in seguito a questa esperienza le cosiddette "Canzoni della mala", scritte per lei, oltre che dallo stesso regista, anche da Fiorenzo Carpi, Gino Negri e Dario Fo: presentate come vecchi canti popolari ritrovati dopo una serie di ricerche, raccontano storie violente e tragiche di minatori uccisi, delinquenti milanesi e carcerati calabresi.
Brani come "Sentii Come La Vosa La Sierna Si" e "Canto Di Carcerati Calabresi" – pubblicati su 45 giri dalla Ricordi tra il 1958 e il 1960 – se si guadagnano da subito la censura in radio e in tv, impongono la Vanoni come interprete sofisticata e intellettuale, certamente un personaggio fuori dal coro.
Nel 1960 avviene l'incontro fondamentale con Gino Paoli, in quel periodo autore per la Ricordi: tra i due nasce un felice sodalizio artistico (si trasformerà anche in amore), che lancia definitivamente la Vanoni, soprattutto grazie al successo stratosferico del brano "Senza Fine".
Nei primi anni '60 la Vanoni porta avanti parallelamente l'attività di attrice (celebre la sua interpretazione nel "Rugantino" di Garinei e Giovannini) a quella di cantante, consolidando notevolmente la sua fama con una serie di hit come "Che Cosa C'è" (firmata da Paoli) e "Tu Si Na Cosa Grande", con la quale vince il Festival di Napoli del 1964 in coppia con Domenico Modugno.
A riprova della notorietà ormai raggiunta, negli anni a venire si susseguono una manciata di partecipazioni al Festival di Sanremo, la più fortunata delle quali è del 1968 a fianco di Don Backy con "Casa Bianca", che si piazza seconda. Ma non c'è solo Sanremo: la Vanoni, che in questo periodo lascia la Ricordi e passa alla Ariston, pubblica anche alcuni tra i suoi più grandi successi, come "Un'Ora Sola Ti Vorrei" e "Tristezza". Il decennio si chiude con l'uscita di due dischi dal titolo emblematico, "Ai Miei Amici Cantautori 1 & 2", nei quali la rende omaggio ad alcune delle più prestigiose firme della canzone internazionale.
Nel 1970 è ancora a Sanremo (il brano che presenta è "Eternità") e poi in vetta alla classifiche con "L'Appuntamento". Se la produzione discografica prosegue a gran ritmo, la Vanoni da vita in questi anni anche a uno spettacolo dal vivo del tutto personale, nel quale alterna canto e recita, consolidando la sua immagine di interprete a 360 gradi.
Il 1974 segna la rottura con la Ariston, a cui segue la nascita di un'etichetta personale, la Vanilla. Inizia in questo periodo anche la collaborazione con il produttore Sergio Bardotti, insieme al quale si confronta in maniera più cosciente con la dimensione dell'album: il primo frutto del nuovo sodalizio è "La Voglia La Pazzia L'Incoscienza L'Allegria", realizzato nel 1976 con il poeta Vinicius de Moraes e il musicista Toquinho, entrambi brasiliani.
L'anno successivo è a fianco dei New Trolls, con i quali nascono il doppio album "Io Dentro, Io Fuori" e una lunga e fortunata tournèe. Sempre in quell'anno la cantante milanese spiazza un po' tutti decidendo di posare nuda per l'edizione italiana di Playboy, ma al posto di un compenso in denaro chiede che le venga donata una statua di Arnaldo Pomodoro: l'artista accetta e tra i due nasce una grande amicizia.
Inaugurano gli anni '80 tre dischi con cui Ornella Vanoni si lascia alle spalle l'immagine di sex symbol raffinata: "Ricetta Di Donna" (1980), "Duemilatrecentouno Parole" (1981) e "Uomini" (1983) sono tre lavori della maturità, in cui la cantante si cimenta per la prima con la scrittura dei testi.
Il 1985 segna il grande ritorno a fianco di Gino Paoli, con una tournèe sold out ovunque, dalla quale scaturisce il disco live "Insieme". L'anno successivo è la volta di un progetto discografico ambizioso, che conclude la collaborazione con Bardotti: nell'album "Ornella e..." la cantante e attrice reinterpreta una serie di classici della canzone italiana (da Memo Remigi a De Gregori) accompagnata da alcuni dei più grandi jazzisti statunitensi, tra i quali George Benson e Herbie Hankock.
Nel 1987 esce l'album "0", altro lavoro di grande respiro, che vede la partecipazione artistica di Ivano Fossati e del produttore Greg Walsh; per il tour che segue l'impianto scenico è firmato dall'amico Arnaldo Pomodoro.
Con il decennio dei '90 si apre una nuova pagina nella carriera della Vanoni: l'uso della voce si fa più nasale e introspettivo, la produzione artistica si dirada e le apparizioni in pubblico vengono centellinate. Dall'incontro con il produttore Mario Lavezzi nascono due ottimi dischi, "Stella Nascente" (1992) e "Sheerazade" (1995), mentre "Argilla" (1998), è frutto della collaborazione con il jazzista Paolo Fresu. Nel 1999 è ancora a Sanremo, dove duetta con Enzo Gragnaniello nel brano "Alberi", poi incluso nel live album "Adesso".
Nella primavera del 2000 arriva l'insolita collaborazione con i Delta V, insieme ai quali nasce il "Per La Bellezza Tour", che, in nome della difesa del patrimonio artistico italiano, tocca alcuni dei teatri più suggestivi della Penisola. Tra il 2001 e il 2002, sempre con Lavezzi, la Vanoni torna a confrontarsi con la cover, pubblicando ben tre dischi: "Un Panino, Una Birra E Poi...", "E Poi... La Tua Bocca Da Baciare" e "Sogni Proibiti" (quest'ultimo dedicato al repertorio del grande Burt Bacharach).
Il 2004 è la volta di un nuovo capitolo dello straordinario rapporto artistico con Gino Paoli: esce infatti il disco d'inediti "Ti Ricordi? No Non Mi Ricordo", a cui fa seguito una trionfale tournèe, poi immortalata nel doppio album "VanoniPaoli Live".
Dopo una piccola nuova incursione nel teatro, la cantante torna in studio di registrazione e a settembre del 2007 arriva sugli scaffali dei negozi "Una Bellissima Ragazza", un disco di inediti realizzato con la collaborazione di Mario Lavezzi, Gino Pacifico, Grazia Di Michele, Renzo Zenobi, Ron e Renato Zero oltre a Paolo Fresu alla tromba e Mario Biondi alla voce in "Cosa M'importa". A novembre parte il tour che, anche questa volta, è un vero e proprio spettacolo grazie alle scenografie di Giancarlo Cauteruccio e la direzione musicale di Mario Lavezzi.
Il 2008 si apre con Ornella che riceve importanti riconoscimenti come il Premio Milanodonna - le donne che hanno fatto grande Milano, il Premio Marisa Bellisario Speciale alla Carriera e il Premio Lunezia, con la motivazione che il disco "Una Bellissima Ragazza" ha un indiscusso valore musical-letterario. L'anno prosegue con il tour Ornella Live 2008 che vede la nostra esibirsi nei più bei luoghi storici d'Italia. A ottobre è la volta di tirare le somme e così è arriva la raccolta "Più Di Me" che contiene i suoi più grandi successi eseguiti in duetto con artisti importanti come Mina, Ramazzotti, Jovanotti, Mannoia, Baglioni, Dalla, Morandi, Consoli, Pooh e l'emergente Giusy Ferreri. Il 18 ottobre invece per festeggiare i suoi 50 anni di carriera si concede una festa di tutto rispetto regalando ai fan (30mila persone!) un grande concerto in piazza Duomo a Milano.