Outlandish

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Outlandish

Pop senza frontiere.
Ad un primo ascolto gli Outlandish potrebbero sembrare una rap-pop band made in Usa dalle inflessioni latine, una via di mezzo tra Aventura, B2K e Backstreet Boys, tanto per intenderci.
Ma il gruppo non ha niente a che vedere con gli States. Anche se paiono usciti dal ghetto di una metropoli americana, i tre in questione sono Isam Bachiri, Lenny Martinez e Waqas Qadri, ragazzi d'origini rispettivamente marocchina, honduregna e pakistana. Ma in realtà, a parte Lenny, sono nati e cresciuti nella fredda Danimarca - Outlandish in inglese significa appunto stranieri – ma questo non ha impedito loro di coltivare un sogno tutto 'americano'.
I tre si conoscono nel '91 e la matrice comune è l'hip hop: condividono la passione per la breakdance e per i cantanti rap statunitensi (De La Soul, Tribe Called Quest, NWA, Dr. Dre, Snoop, ecc…) e insieme incominciano a scrivere le prime rime e a rappare. Il primo singolo a colpire le charts scandinave è "Pacific To Pacific", nel 1997, seguito a ruota da "Saturday Night", incluso nella soundtrack di "Pizza King", una pellicola incentrata – forse non a caso - su storie di immigranti.
Il loro rap è comunque mitigato dalle influenze più melodiche dell'r&b, della musica latina e araba e del pop in genere. I brani del loro primo album – "Outland's Official", pubblicato nel 2000 – come anche quelli successivi rispecchiano la loro natura multirazziale con testi che adoperano lingua inglese e spagnola con la stessa disinvoltura. Ma i contenuti e gli argomenti trattati sono molto simili a quelli di molti colleghi colored d'oltreoceano: fede in Dio, ingiustizia, valori, fiducia in se stessi, rivendicazioni razziali, indignazione sociale, speranza.
L'album, trainato dalle hit "Walou", "Wherever" e "Come On" raggranella 6 nomination ai Danish Music Awards del 2000 e porta a casa il premio per il Danish Hip Hop Album Of The Year.
Il secondo album completo – "Bread & Barrels Of Water" – valica i confini nazionali per riscuotere ampi consensi radiofonici e commerciali anche in Gran Bretagna e nel resto dell'Europa. L'album è trainato da alcuni singoli azzeccati, tra cui "Aisha", rifacimento di una bellissima ballata di Khaled e "Guantanamo", un'accattivante brano – ispirato da Lenny, che a Cuba ci ha vissuto - con tanto di chitarra cubana e testi, ovviamente, in spagnolo.