Paul Oakenfold

Paul Oakenfold
  • Club/Dance, Electronica, House, Trance, Acid House, Goa Trance, Progressive Trance
  • Ê uno dei pochi superstar-dj di fine Secondo Millennio, responsabile di aver cambiato la cultura giovanile [... altro]

Ê uno dei pochi superstar-dj di fine Secondo Millennio, responsabile di aver cambiato la cultura giovanile europea a cavallo fra gli anni '80 e '90. Il mito di Ibiza, del balearic sound, dei trasferimenti in massa di teenager britannici nell'isola spagnola e delle pazze nottate passate a ballare la techno sulla spiaggia è anche opera sua. Come frutto del suo genio creativo è l'esportazione delle serate baleariche nei club più in di Londra, rivelatesi un punto d'attrazione non solo per i giovani desiderosi si lasciarsi andare ai ritmi tribali, ma anche per gli esponenti per la nascente scena indie.
La carriera di Oakenfold comincia nella capitale inglese a fine anni '70, quando impara a fare il dj in piccole discoteche nel West End. A inizio anni Ottanta si trasferisce a New York dove si mantiene lavorando come corriere ad Harlerm. È il momento in cui la Grande Mela trasuda di creatività musicale: l'hip hop è il sound più fresco in città e Larry Levan (forse il primo superstar dj, capace di ispirare nella folla un fanatismo pari a quello per i grandi artisti rock) fa registrare il sold out al Paradise Garage ogni settimana, grazie al suo stile unico, ipnotico e rivoluzionario: l'acid house.
Ritornato a Londra, Paul diventa una vera e propria autorità in fatto di hip hop. Si fa una tale reputazione che in pochissimo tempo diventa il cerca-talenti della Champion Records, per la quale fa firmare Will Smith – allora metà del duo Jazzy Jeff & The Fresh Prince. Poco dopo mette sotto contratto la all-girl-hip-hop band delle Salt'n'Pepa.
Dalla Champion passa poi alle succursali inglesi della Profile e Def Jam.
Contemporaneamente, però, si rende conto che fare il dj è il suo interesse principale e presto si trova a intraprendere una strada che non tocca mai momenti di down. Scopre l'isola di Ibiza e il fascino che può avere il sound delle Baleari sulle frotte di adolescenti europei alla ricerca dell'ultima sensazione estiva. Finita la bella stagione, riporta quella stessa atmosfera nella grigia Londra, dove dà vita a serate regolari di balearic sound a cui partecipano anche i maggiori esponenti dell'emergente guitar music britannica, come Happy Mondays e Stone Roses, destinati a diventare punti cardine del britpop.
Nel 1989, insieme al partner-in-crime Steve Osborne, produce gli Happy Mondays: il risultato è l'EP “Rave On”, uno dei primi rappresentanti della scena Madchester e fonte di ispirazione per altri artisti d'Oltremanica. Il disco precede il miglior album dell'intera carriera dei rocker mancuniani, “Pills 'n' Thrills and Bellyaches” del 1990.
È qui che Oakenfold instaura un rapporto molto forte con il rock: fa da dj a vari concerti e, insieme al fido Osborne, produce band come New Order, Cure e Massive Attack. Non a caso i due vengono riconosciuti dall'Industria Fonografica Britannica (BPI) come i migliori produttori dell'anno.
Nel 1991 il dj è avvicinato dagli U2, in procinto di terminare “Achtung Baby”. Finisce col remixare “Even Better Than The Real Thing” e “Mysterious Ways”, dando al quartetto irlandese una dimensione totalmente nuova. Sorprendentemente (ma poi neanche tanto!) la sua versione di “Even Better…”, pubblicata come singolo, entra in classifica in una posizione più alta dell'originale. Da qui inizia un rapporto duraturo di collaborazione con Bono e soci, che lo invitano ad aprire il loro storico Zoo TV Tour e più tardi a rilavorare “Beautiful Day”, dando origine a un pezzo che raggiunge la #1 nella chart dance americana.
Determinato a controllare il suo destino, Oakenfold mette su una propria etichetta, la Perfecto, nel 1990. Durante gli anni successivi la label non fa soltanto da canale di distribuzione dei suoi lavori, ma anche da piattaforma di lancio per nuovi talenti, incoraggiando talenti del Vecchio Continente come Timo Maas e Hernan Cattaneo.
Come remixer, ottiene sempre maggior credito grazie ai lavori con Arrested Development, Snoop Doggy Dogg e Madonna. Dal vivo incanta le folle di ogni parte del mondo, dall'Alaska alla Cina, dal Brasile all'India, dalle Filippine al Sud Africa fino ad arrivare all'Area:One festival (quello organizzato da Moby) nell'estate 2001.
È attivo anche nel mondo del cinema, tanto che contribuisce a comporre le colonne sonore di “Swordfish”, il blockbuster interpretato da John Travolta, e de “Il Pianeta delle Scimmie” di Tim Burton.
Ma il ruolo di 'semplice dj' e soprattutto l'essere accomunato soltanto alla dance, gli va stretto. Ecco allora che all'inizio del Nuovo Millennio comincia a lavorare a una re-invenzione di se stesso e nell'estate 2002 esordisce con il suo primo album solista. Il risultato, “Bunkka”, è un disco che prende a prestito dalla tecnologia dance per esplorare il pop, il guitar-rock e l'hip hop. Aiutato da vocalist d'eccezione come Perry Farrell dei Janes' Addiction, Shifty Shellshock dei Crazy Town, Ice Cube, Asher D dei So Solid Crew, Grant Lee Phillips dei Grant Lee Buffalo, Tricky e Nelly Furtado, Oakenfold riesce a mettere insieme un debutto che lo mette di diritto sotto l'etichetta 'artista'.
Ma il contributo migliore al lavoro, la vera chicca, è una traccia su cui compaiono i vocal di Hunter S. Thompson, il notorio creatore del gonzo journalism e l'autore di “Fear & Loathing In Las Vegas”.
Insomma, come direbbero i Chemical Brothers, “superstar-dj, here we go!”