Paul Simon

Paul Simon
  • Rock, Pop/Rock, Folk-Rock, Soft Rock, Album Rock, Singer/Songwriter, Adult Contemporary, Worldbeat
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L'alfiere della world music, il musicista capace di coniugare pop music ed emozione a qualsiasi latitudine.
Paul Simon è certamente il poeta popolare più amato della sua generazione. In un'epoca in cui tutti predicavano impegno sociale, lui sceglie la strada dell'intimismo, sposando uno stile musicale e una poetica che non avevano reticenze a mostrare la fragilità e la solitudine dell'uomo contemporaneo. Esaurito un ciclo, si reinventa cultore di musica etnica, sempre però senza perdere di vista la forma-canzone, dando vita a un lavoro seminale in cui unisce senso del ritmo afrocentrico e la sua irrefrenabile attitudine pop.
Paul Simon nasce a New York nel 1942. Suo amico di quartiere è Art Garfunkel. I due quasi per gioco si cimentano sin da piccoli a cantare hit rock'n'roll, con lo pseudonimo di Tom and Jerry, e arrivano anche a sfornare una canzone che ottiene un certo successo, "Hey Schoolgirl". Poi le loro strade si dividono, a causa degli studi di Art, che si dedica all'architettura. Paul invece non molla, provando da subito a campare di sola musica. Lavora inizialmente come autore, finché non riesce a ottenere un contratto discografico per lui e Garfunkel. Assieme incidono una serie di cover, accompagnandosi con la sola chitarra acustica, omaggiando la moda lanciata in quegli anni da Bob Dylan, e che in breve diventa il must di tutto il Greenwich Village. Paul e Art amano invece in maniera smisurata in rock'n'roll dei primordi, ma tant'è. Nasce così "Wednesday Morning 3 AM"(1964), il loro debutto discografico, corredato anche da qualche trascurabile pezzo originale. Bastano però pochi mesi, per arrivare a quello che sarà la loro hit per eccellenza, "Sound Of Silence", che il producer Tom Wilson, responsabile della rivoluzione elettrica di Dylan, trasforma dalla primitiva versione unplugged a una canzone per chitarra elettrica, basso e batteria. Ma quel che fa presa del pezzo è la denuncia aperta dell'incomunicabilità che attraversa il mondo dei giovani, e che si trasforma in solitudine. Paul diventa in poche settimane un idolo di massa. Lui però è all'oscuro di tutto: si trova in Inghilterra a incidere una raccolta di canzoni folk, "Song Book"(1965), e solo al ritorno a New York scopre quello che è successo.
La chiave del successo di Paul Simon dei mesi successivi è legata al suo lungo gregariato: si ritrova con i cassetti pieni di canzoni pronte per diventare hit. Così è per "Kathy's Song" e "I Am A Rock". Il vero e proprio album del duo arriva con "Parlsey Sage Rosemary And Thyme"(1966), che non ha al suo interno altre canzoni esplosive, e bada più che altro ad allargare i confini stilistici di Paul e Art. Vengono perfezionati i celebri intrecci vocali, e gli arrangiamenti vengono arricchiti di una strumentazione meno spartana. In "Scarborough Fair"(1968) fanno capolino clavicembalo e triangolo, e viene utilizzata per la prima volta la registrazione su otto tracce. Nello stesso anno arriva il singolone epocale "Mrs. Robinson", inserito nella colonna sonora di "Il Laureato", il film di grandissimo successo di Mike Nichols. La semplice narrazione dei sentimenti di un ragazzo qualsiasi fa breccia tra i giovani americani. Un altro inno generazionale è l'anthemica ed enfatica "America". le due canzoni confluiscono in "Bookends"(1968), con cui la coppia inizia a sperimentare in studio tecniche di sovraincisione per le tracce vocali, che porteranno a effetti polifonici sorprendenti. L'album della maturità arriva nel 1970, con "Bridge Over Troubled Water", registrato con un sedici tracce. Il suono diventa orchestrale, quasi da big band, in canzoni raffinatissime come "Cecilia" e "The Boxer": da un lato, sperimentazione radicale nell'introduzione di elementi ritmici di stampo classicista, dall'altro le solite cristalline melodie da abc del pop. E i fiati danno un respiro soul a molte canzoni, lasciando intravedere quelli che saranno gli sviluppi ulteriori della carriera di Simon.
Proprio all'apice del successo, il duo si separa. È un vero e proprio shock per i loro fan. Le ambizioni musicali di Paul però vedono ormai il duo con Garfunkel come troppo limitante. Nel 1972 Simon edita il primo album solista, "Paul Simon", che da subito svela la sua anima esotica e terzomondista. Dà spazio a reggae e salsa, mostrando un'insospettabile maestria nella contaminazione sonora, e nella capacità di mantenere intatto il plusvalore pop delle sua canzoni. Interlocutorio invece è il lavoro successivo, "There Goes Again Rhymin'Simon"(1973), interamente dedicato alla black music, con inserti di ragtime da manuale e un blend sonoro virato al blues. Dopo il progressive pop di "Still Crazy After All These Years"(1975), che si rivela un mezzo fiasco, coi suoi arrangiamenti barocchi, Paul Simon cede alle pressioni del suo manager, e prepara un clamoroso rientro con Art Garfunkel, celebrato in uno storico concerto nel 1981 a Central park, alla presenza di 500.000 persone. Ma, a fronte dell'enorme successo, si tratta solo di una parentesi. Dopo il delizioso manierismo di "Heart And Bones" (1983), Paul approda a "Graceland" (1986), vero punto e a capo della world music, in cui unisce il funk irrefrenabile della popolazione nera del Sudafrica alle sue melodie, ancora una volta intatte: come sposare Fela Kuti e Beatles, country e James Brown. L'hit planetaria "You Can Call Me Al" è il manifesto di questo nuovo corso. Nel 1990 il gioco si ripete con "The Rythm Of The Saint", dedicato alla tradizione brasiliana. Dopo un lungo silenzio discografico, legato anche all'onerosa scrittura di un musical per Broadway, con "You're The One" Paul Simon torna all'intimismo delle origini. A cui resterà sempre legata la sua leggenda.