Pavement

Pavement
  • Lo-Fi, Noise Pop, Indie Rock, Alternative Pop/Rock, Alternative/Indie
  • Una delle band underground più influenti degli anni '90. I Pavement, alla pari dei Sebadoh, sono infatti [... altro]

Una delle band underground più influenti degli anni '90.
I Pavement, alla pari dei Sebadoh, sono infatti stati il gruppo di riferimento del movimento low-fi che ha caratterizzato la scena indie-rock dello scorso decennio. Concepiti inizialmente, negli anni '80, come un progetto a due tra i chitarristi/vocalist Stephen Malkmus e Scott Kannberg, gradualmente i Pavement si sono ampliati e trasformati in una band vera e propria.
Dopo i primi EP e l'album d'esordio, "Slanted And Enchented" pubblicato per la Matador Records nel 1992, il gruppo si ritaglia in fretta una larga fetta di fan appassionati e guadagna il rispetto dei colleghi e i favori della critica.
Nel giro di pochissimi anni, i Pavement sono già un modello per molti gruppi rock underground, sia americani che britannici. Il disco e il gruppo rafforzano la loro popolarità con un tour nazionale che, pur non raggiungendo molte città, rimarrà famoso per le performance del gruppo e per l'insano esibizionismo del batterista Gary Young: saluta il pubblico all'entrata stringendo loro le mani, fa la verticale durante lo show, distribuisce insalata fuori dalla porta, di quando in quando collassa per il troppo bere. Dopo l'allontanamento di Young, rimpiazzato da Steve West dopo la pubblicazione nell'inverno del 1992 dell'EP "Watery Domestic", i Pavement ritornano nei negozi nel 1994 con un secondo album completo, "Crooked Rain, Crooked Rain", forti di un batterista potente e con la testa sulle spalle e di uno studio di registrazione con tutti i crismi.
A questo punto il gruppo cerca piuttosto velleitariamente di 'ripulire' il suo sound per renderlo più incisivo e allettante -- tentativo che culmina con la quasi-hit "Cut Your Hair" (che entra nella top ten dei singoli rock) - ma il risultato non coincide con i gusti mainstream: il grande pubblico probabilmente li considera ancora troppo stravaganti. Così la band ritorna volentieri a ricoprire il ruolo di gruppo simbolo del rock underground americano: quella è la loro vera dimensione, solo così riescono ad esprimersi al meglio ed è giusto che continuino su quella strada.
Contemporaneamente Malkmus e Nastanovich contribuiscono a "Starlite Walker", album di esordio dei Silver Jews, lineup capeggiata dal loro ex-compagno di college David Berman.
Nella primavera del 1995 la compagine californiana ritorna subito sugli scudi con il terzo lavoro completo, "Wowee Zowee", un disco eclettico e complesso che non riceve il medesimo unanime consenso dei precedenti.
Ben altra accoglienza viene riservata al quarto album, "Brighten the Corners", registrato con il producer Mitch Easter e dato alle stampe all'inizio del 1997, che viene salutato con lodi sperticate e recensioni più che positive.
Per "Terror Twilight" del 1999 la formazione riesce ad avvalersi del prezioso tocco di Nigel Godrich (producer di Beck e Radiohead) ma purtroppo il disco rimarrà il quinto e ultimo album dei Pavement, che si scioglieranno di lì a poco.
Il gruppo torna nel 2010 e il 12 marzo pubblica "Quarantine The Past", un Best Of uscito su etichetta Domino, distribuzione SELF. La raccolta propone 23 brani completamente rimasterizzati, che abbracciano l'intera carriera dei Pavement tra il 1989 e il 1999, dal graffiante e misterioso sound delle loro prime uscite disponibili solo in vinile a quello ricco e sfaccettato degli ultimi album.
'Quarantine The Past' arriva nei negozi in contemporanea con la partenza del loro primo tour da lungo tempo, l'ultima apparizione risale all'autunno del 1999, con tappe in Nuova Zelanda, Australia, Inghilterra, Europa e USA.