Peter Gabriel

Peter Gabriel
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Spirito d'avventura e innovazione sono gli ingredienti chiave del successo di Peter Gabriel.
Lo si potrebbe riassumere così: genio indiscusso della musica dell'ultimo quarto del '900, visionario interprete del suono portato al limite dell'umano, responsabile della teatralità e del rock ground-breaking dei Genesis, controverso paladino dei diritti dell'uomo quando ancora le rockstar attiviste non esistevano, profondo estimatore delle potenzialità della tecnologia applicata alle sette note, artista tanto noncurante delle esigenze commerciali delle case discografiche quanto attento all'ispirazione perfetta, interprete minuzioso delle melodie fatte visioni.
Inglese del Surrey, Peter nasce il 13 febbraio 1950. In gioventù comincia a suonare la batteria in band rock e soul. Nel 1966, fonda una collective di cantautori insieme ad alcuni compagni di liceo: inizialmente si fanno chiamare Garden Wall. Poco dopo sarebbero diventati i Genesis.
Con Gabriel come leader, vocalist e principale autore dei testi, si fanno conoscere per gli elaborati show live, il sapore teatrale delle loro esibizioni e l'approccio avventuroso che hanno nei confronti di una musica multistrato e sfaccettata. La band ottiene presto il riconoscimento delle masse e diventa un culto album dopo album. Il settimo, "The Lamb Lies Down On Broadway", viene considerato come il definitivo punto di rottura e di inversione di tendenza nel rock contemporaneo.
È solo il 1974.
Anima irrequieta alla ricerca di nuovi orizzonti, Gabriel lascia il gruppo nel 1975 per perseguire la carriera solista. I suoi primi tre long-playing portano, come titolo, il suo nome, ma sono ricordati come "Rainy Windshield" (1977 – la copertina lo vede nascosto dietro il parabrezza di un auto bagnato dalla pioggia) da cui è tratto il singolo di successo "Solsbury Hill", "Fingernails" (1978 – la faccia dell'autore è 'graffiata' sull'artwork del disco) che include "D.I.Y." e "Melting Face" (1980 – con il volto di PG in fase di fusione). Quest'ultimo, prodotto da Steve Lillywhite, lo consacra definitivamente come uno dei musicisti più ambiziosi e innovativi del rock grazie a hit come "Games Without Frontiers” ma soprattutto a "Biko", il grido di libertà ispirato all'attivista anti-apartheid sudafricano Steven Biko, assassinato nel 1977. Quello sarebbe stato il primo passo dell'ex-frontman dei Genesis nel mondo dell'attivismo sociale. La canzone con cui, per anni, avrebbe chiuso i suoi concerti facendo tremare l'audience in un oceano di emozioni. Più tardi, nel 1988, il singolo avrebbe di nuovo preso d'assalto le airwaves per la sua inclusione nella colonna sonora del film di Richard Attenborough "Cry Freedom", basato sulla vita di Biko).
E proprio il lavoro fatto con i musicisti africani per quel brano lo ispira a dar vita a WOMAD (World of Music, Arts and Dance), un'organizzazione ideata per promuovere in occidente l'arte tradizionale e contemporanea delle più svariate etnie del mondo attraverso performance, progetti educativi e dischi. Per finanziarlo, si imbarca in un reunion-tour (l'unico e solo) con i Genesis da cui scaturisce un doppio disco live: da lì in poi, WOMAD diventerà un evento annuale.
Tutto questo accade mentre la sua carriera solista è in piena ascesa: il nuovo album "Security", del 1982, si rivela un successo ancora più grande del suo predecessore, trainato dall'irresistibile "Shock The Monkey", che si guadagna una nomination ai Grammy. L'anno successivo è la volta di un doppio disco dal vivo, "Plays Live", mentre il 1984 vede la luce il suo primo lavoro per il cinema. È il momento della colonna sonora di "Birdy" di Alan Parker, che fa vincere a Gabriel il Gran Premio della Giuria a Cannes.
Dopo aver messo a punto un altro progetto volto alla promozione delle arti multi-etniche sposate alle nuove tecnologie, con la fondazione della Real World Inc., completa i lavori al quinto album in studio, "So".
Pubblicato nel 1986, l'LP è il suo breakthrough commerciale indiscusso, soprattutto grazie alla #1 "Sledgehammer", un pezzo prepotentemente pop ispirato al soul della Stax, accompagnato dal video che ha rotto tutti i record: rimane, a vent'anni di distanza dalla sua prima presentazione in TV, il clip più trasmesso in assoluto da MTV e il detentore del maggior numero di Video Music Awards (9 in tutto) nella storia dell'evento, oltre a ricoprire la vetta dei Top 100 Best Videos of All Times di Rolling Stone. Altre highlight del lavoro sono "Big Time", "In Your Eyes", "Don't Give Up" (che lo vede interpretare un toccante duetto con Kate Bush) e "Red Rain" – canzone che qualche anno dopo donerà a Greenpeace per la compilation "Rainbow Warriors.
Mentre "So" conquista contemporaneamente le classifiche americana e inglese, Peter sale sul palco del primo concerto di beneficienza per Amnesty International nel 1986, insieme agli U2 e Sting. Esperienza ripetuta nel 1988 con lo Human Rights Now! Tour, che tocca molti paesi nel mondo e che vede nel line-up Bruce Springsteen, Sting. Fra l'88 e il '90 partecipa anche ai concerti sold-out del Wembley Stadium di Londra per sostenere la causa del leader anti-apartheid Nelson Mandela, e abbraccia la causa di Greenpeace dirigendosi alla volta della Russia per sensibilizzare la popolazione sovietica riguardo ai problemi ambientali. In questo periodo contribuisce anche alla raccolta One World One Voice che presenta artisti di tutto il mondo.
Per uno come lui, che da adolescente aveva rinunciato a una borsa di studio nella scuola di cinema per perseguire le sue aspirazioni musicali, il fondere l'arte visiva con quella sonica rappresenta una forte tentazione e un'inevitabile punto di passaggio. È naturale che, quando nel 1989 viene chiamato da Martin Scorsese a scrivere lo score di "L'Ultima Tentazione di Cristo", non possa dire che sì. Quello che ne esce va a costituire "Passion", un ulteriore passo avanti nel world-beat, stra-osannato e premiato con un Grammy Award, il suo prodotto più sperimentale e inconsueto, nel quale intervengono musicisti e cantanti di livello eccelso, accuratamente selezionati per tentare di integrare vari stili musicali molto differenti tra loro. Tanto è il suo spessore che da esso prende le mosse il fortunato programma radiofonico della BBC, “Mixing It”.
"Passion" è anche il primo inciso per Real World Records, l'etichetta lanciata da lui e da WOMAD nel 1989 per promuovere un ampio spettro di artisti provenienti da tutto il mondo. Gli uffici dell'etichetta sono piazzati all'interno del complesso di studi di registrazione di Bath, Wiltshire, che si chiama – ovviamente – Real World Studios. Un vero e proprio centro dell'universo per tutti gli artisti che una volta all'anno si trovano a creare, comporre, provare, scambiare suoni gli uni con gli altri in quella che è conosciuta come la Real World Music Week.
Per l'uscita del suo decimo album solista, l'attesissimo "Us" (1992), Gabriel commissiona a undici esponenti delle arti visive le loro interpretazioni dei nuovi brani: i lavori vengono esposti alla British Contemporary Art Exhibition nel 1993 e in una mostra appositamente allestita in Giappone. Il disco, segnato da una serie di vicissitudini personali alquanto tormentate – come un divorzio doloroso – è molto più dark di "So" e forse per questo motivo non riesce a bissarne il clamoroso successo, nonostante il singolo "Steam" prenda molto a prestito dalle sonorità e intenzioni di "Sledgehammer". In ogni caso, quando si tratta di Peter, tutto è relativo. "Us" si aggiudica comunque candidature ai Grammy e agli MTV Video Music Awards negli States, e vince un Brit e un Q Award in patria.
In quello stesso periodo avvia il programma Witness insieme alla Reebok Human Rights Foundation con lo scopo di dotare gli attivisti dei diritti umani nei vari continenti di videocamere, laptop e altri strumenti di comunicazione per portare a galla le ingiustizie nel mondo. L'organizzazione diventa tanto capillare che, all'alba del Terzo Millennio, ha al suo attivo la fornitura di centinaia di camcorder a oltre 50 paesi e la programmazione di un webcast bisettimanale attraverso il Quicktime Channel della Apple.
Il 1993 è un altro anno impegnativo: prima inizia il più ambizioso WOMAD tour della sua carriera, che lo porta per tutti gli States insieme a Sinead O'Connor (con la quale, al tempo, ha una relazione amorosa). Poi, a novembre parte il Secret World Tour, prodotto da Gabriel e dal regista e designer canadese Robert Le Page. Lo spettacolo, portato in giro per diciotto mesi e visto da fan di cinque continenti, miscela il taglio teatrale visionario e sperimentale di Le Page con una rassegna di canzoni imperniate sui rapporti umani. Dalle riprese e registrazioni della data di Modena, del novembre, ad opera del regista François Girard, nasce il doppio album e il video “Peter Gabriel Secret World Live”.
Infine è la volta della Real World Multimedia, costituita con l'obiettivo di sviluppare, produrre e pubblicare CD-Rom di concezione avanzata, sfruttando al massimo le new technologies. Ne risulta una serie di titoli interattivi – fra cui "Xplora" e "Eve" - che conquistano numerosi riconoscimenti in tutto il mondo, tra cui l'ambito Milia D'Or, due BAFTA, il BIMA, lo Sparky dell'Interactive Media Festival e quattro Digital Media Award.
Dopo un periodo di relativo silenzio, alla fine del 1997 Mark Fisher chiede a Peter di aiutarlo a ideare uno spettacolo per lo spazio centrale del Millennium Dome di Londra. L'anno seguente vengono passati in rassegna numerosi spunti narrativi e visivi e nel 1999 Gabriel ne compone la musica. La prima dello spettacolo ha luogo il 1º gennaio 2000. "OVO", l'album che ne scaturisce pubblicato il 12 giugno su etichetta Real World/Virgin, è la storia di tre generazioni che incorporano il passato, il presente e il futuro dell'umanità, esplorando ancora una volta le fonti più interculturali quanto a ispirazione musicale e spaziando dai bodhran celtici ai beat hip hop, dalle percussioni tribali africane alle distorsioni techno.
Da sempre attratto da Internet, nello stesso periodo fonda - insieme a Charles Grimshaw - la On Demand Distribution, società che si impone in Europa come leader nella fornitura di servizi per la distribuzione sicura di musica attraverso il web, potendo contare su numerosi accordi di partnership con case discografiche e rivenditori.
Finalmente, dopo anni passati a sperimentare, provare nuove strade, rimettersi in gioco nel mondo del cinema (con "Long Walk Home" la OST del film di Phillip Noyce, "The Rabbit-Proof Fence" che esce nel giugno 2002), interessarsi all'evoluzione futura della società nel suo complesso e addirittura lavorare con i primati per esplorarne le capacità di comunicazione attraverso la musica e i new media, nel settembre 2002 dà alla luce "Up". Ogni traccia è accompagnata da una fotografia commissionata direttamente da PG ad artisti internazionali per rappresentare lo spirito dell'album. Una collezione di dieci brani che esplorano i misteri della nascita, della vita e della morte utilizzando le strutture pop-rock-dance-world che da sempre caratterizzano il suo lavoro.
Nell'LP figura anche l'emozionante voce dello scomparso Nusrat Fateh Ali Khan - quasi volesse dare ancora più significato al tema trattato – ed esordisce sua figlia Melanie ai backing vocals. Il primo singolo tratto dall'album (pubblicato il 21 settembre, giorno di plenilunio, per volontà del suo stesso autore perché, dice, "è il momento in cui la terra, l'acqua e il cielo sono alla massima attrazione e tutto assume maggiore compattezza") è "The Barry Williams Show", una traccia tanto pop nel sound quanto controversa nel testo e – ancora di più – nel video. Quest'ultimo, diretto da Sean Penn, vede la messa in scena di uno dei tanti talk-show verità d'Oltreoceano, quelli in cui la white america che vive di hamburger e patatine va a confessare la propria vita 'disfunzionale'. Ma il vero scandalo sta nell'ultimo quarto del filmato, quando tutte le comparse cominciano a sanguinare da stigmate che appaiono improvvisamente sul loro corpo, per affogare poi in un diluvio universale che ricorda tanto una pioggia rossa.
Ironia della sorte, proprio l'artista che ha visto un suo video entrare nel Guinness dei Primati per il maggior numero di airplay su MTV, adesso vede il nuovo clip – non più crudo di qualsiasi reportage ben visibile da tutte le famiglie ai telegiornali in prime time – bandito dalle frequenze televisive o confinato alla programmazione notturna.
Ma non sarà questo certo a fermare il suo messaggio che, dopo pochi mesi dall'uscita del disco, viene portato sui palchi di tutto il mondo con un tour diretto dallo stesso Robert Le Page.
Il futuro di Peter, non è altro che Up.
Ecco allora pronta già l'anno seguente la raccolta "Hit" con i brani più celebri dell'artista a celebrare una prolifica carriera che non si ferma certo al solo aspetto musicale. Gabriel infatti spazia dalla creazione di videogiochi ai programmi per il download musicale (OD2) e insieme a Brian Eno fonda un potente sindacato chiamato M.U.D.D.A., acronimo di Magnificent Union of Digitally Downloading Artists, per la tutela dei diritti d'autore. Nel giugno 2005 insieme all'imprenditore industriale David Engelke rileva la Solid State Logic, azienda leader nella produzione di console per il mixaggio audio. Ed è sempre lui l'inventore dell'applicazione che permette al programma ITunes di catalogare la musica per playlist a seconda del genere musicale. Un uomo tuttofare, la cui produttività passa anche alle due figlie di prime nozze, Melanie e Anna, che accompagnano spesso i lavori del padre: durante il tour Growing Up del 2002 le due donne sono rispettivamente vocalist e regista del documentario che celebra l'ennesima avventura live di Gabriel. L'artista è al lavoro per ultimare due album in uscita a breve. E' presente al Play Arezzo festival 2008, dopo le quattro apparizioni datate 2007. Un evento da non perdere per i suoi numerosissimi fans.