Phil Collins

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Phil Collins

Batterista nato, pianista, cantante: Phil Collins è la dimostrazione che puoi avere successo anche se non hai il fisicaccio e stai perdendo i capelli; l'importante è saperci fare sul serio. Quando nel corso degli anni '80 diventa uno dei cantanti pop di maggior successo al mondo forse è lui il primo a rimanerne sorpreso, ma dopo il classico pizzicotto per verificare che non sia tutto un sogno la realtà parla chiaro: "In The Air Tonight", il suo primo singolo da solista, ha veramente conquistato la seconda posizione in patria (l'Inghilterra, dove è nato il 30 gennaio 1951).
Molto prima di tutto questo Phil Collins è un bambino prodigio, che alla tenera età di 12 anni sta già in scena al London's West (è Artful Dodger nel musical Oliver!). Da quel momento in avanti si comporta come il prezzemolo in cucina: sta bene un po' ovunque, compresa una comparsata nel film dei Beatles "A Hard Day's Night".
L'adolescenza è tutta all'insegna di musica, batteria e band con gli amici: prima i The Real Thing, poi i Freehold (con i quali Phil Collins entra per la prima volta in sala di registrazione), infine gli Hickory (che nel giro di poco tempo cambiano nome in Flaming Youth e nel 1969 pubblicano "Ark II", album ben recensito dalla stampa specializzata ma poco gradito al pubblico). Il vero decollo nel mondo della musica arriva nel 1970, quando viene scelto per sostituire il batterista dei Genesis, art-rock band destinata a fare la storia della musica inglese. Ma questa è un'altra storia, o almeno lo è fino al 1974, quando Peter Gabriel abbandona la band lasciando vacante il posto di cantante solista: dopo provini, tentativi e insoddisfazione a manetta, il resto del gruppo decide che la soluzione è dentro di sé e lancia l'ugola di Phil Collins (la leggenda dice che la decisione sia arrivata dopo 400 audizioni).
Il risultato è una graduale semplificazione del sound dei Genesis, così da assecondare le caratteristiche musicali della voce di Collins, ma anche questa è un'altra storia, quella della nuova fase dei Genesis. Fino a quando, nel 1981, Phil Collins pubblica il suo primo album solista: "Face Value" diventa un campione d'incassi più di qualunque album dei Genesis e spara il singolo "In The Air Tonight" nella zona calda delle chart.
Gli anni '80 sono all'insegna del piede in due scarpe con aggiunte varie: da un lato i Genesis, dall'altro la carriera solista, qua e là la vena jazz portata avanti con i Brand X (da tempo sua band collaterale), se capita pure colonne sonore per il cinema e qualche ruolo come attore. Ma tutto questo ben di dio non puoi mica portarlo avanti per troppo tempo, e così arriva l'anno 1993: dopo il tour mondiale dei Genesis seguito alla pubblicazione di "We Can't Dance" (1992), Collins rientra in studio e pubblica "Both Sides", ma il suo album solista #6 diventa il primo a non produrre alcuna grossa hit e a non diventare multi-platino. Nel 1995 Phil Collins lascia definitivamente i Genesis, l'anno successivo pubblica "Dance Into The Light" e si imbarca in un tour solista di grande successo.
Ma la parte finale degli anni '90 segna un forte rallentamento della produzione: i fan devono aspettare il 1999 per poter godere di un disco live con tanto di big band al seguito ("A Hot Night in Paris") e ben 6 anni prima del vero e proprio ritorno in studio ("Testify", anno 2002). In mezzo, però, c'è l'Oscar 2000 per la miglior canzone originale grazie al tema del film "Tarzan", premio venuto dopo 2 precedenti candidature e dopo la vittoria ai Golden Globe (notoriamente trampolino eccellente per gli Oscar).