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Pino Daniele

Nato a Napoli il 19 Marzo 1955, Pino Daniele è il primogenito di sei figli. Studia a Napoli, dove si diploma come ragioniere, nonostante la sua passione sia quella di fare musica e iscriversi al conservatorio. Amante della musica, comincia a suonare all'età di dodici anni in piena beat generation: la prima esibizione è a una festa di amici dove prende la prima stecca con la voce e comincia a capire allora che essere al centro dell'attenzione comporta grossi impegni. Pino Daniele ha avuto la fortuna di crescere nel clima sessantottino quando la musica aveva una grande forza sociale, in quanto espressione di una generazione pronta a cambiare il mondo. Lui e il suo gruppo suonano giù nel quartiere Sanità, a Vico Fontanelle, dove il cantante del gruppo Enzo Ciervo ha uno spazio dove si può suonare senza dare fastidio a nessuno (in poche parole: una grotta). Ed è proprio lì che sono passati tanti artisti dell'ambito partenopeo: da Enzo Avitabile agIi Osanna, Corrado Rustici, Edoardo Bennato, "Nuova Compagnia" e tanti altri gruppi rock, oltre naturalmente- al gruppo di Pino, i Batracomiomachia (il nome è dato loro dal genio del gruppo, Gianni Battelli). Il suo incontro con Rosario Jermano, batterista e percussionista noto per la sua capacità artistica, dà vita ad una serie di formazioni che affinano sempre di più il suo stile. Rosario gli consiglia di realizzare una serie di canzoni che rispecchino uno stile musicale particolare fra il blues e la tradizione: il progetto si chiama "Terra Mia" (1977). La prima esperienza discografica di Pino Daniele avviene a Napoli: il cantante degli Showmen, Mario Musella sta realizzando un album, e il suo produttore-arrangiatore Tony Mems cerca un gruppo di giovani musicisti: è proprio la band di Pino a passare l'esame. Un'altra possibilità di suonare arriva da Jenny Sorrenti (sorella del famoso Alan), proveniente da un gruppo chiamato Saint Just, dove suona anche il sassofonista Bob Fix; insieme realizzano Suspiro per la EMI, dove Pino appare per la prima volta come chitarrista. Una delle esperienze che ha veramente segnato il suo cammino musicale è quella con il gruppo Napoli Centrale (nato dallo scioglimento degli Showmen), la cui musica è stata ed è ancora uno dei punti di riferimento del sound parteneopeo. Con Pino Daniele (1979), il secondo album dopo Terra Mia, comincia la sua esperienza da solista, i primi concerti e le prime formazioni, ma quella che tutti conoscono e che ha avuto un grosso riscontro di pubblico è quella con James Senese, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Joe Amoruso e Rino Zurzolo: una perfetta macchina 'da combattimento'. La popolarità arriva nel 1980 con l'album "Nero A Metà", che dà vita alla nuova canzone napoletana: un latin blues con una linea melodica tipicamente mediterranea. Nello stesso anno Pino ha l'onore di aprire il concerto di Bob Marley a Milano, presso lo stadio san Siro, davanti a 80.000 persone. Nel 1981 esce l'album "Vai Mo'", con la partecipazione dei migliori artisti napoletani. La band diventa 'storica' dopo il famoso concerto nel 1981 a piazza del Plebiscito a Napoli con oltre 200.000 persone; un momento di grande emozione dopo il quale le strade dei componenti del line-up si dividono. Ognuno seguì il suono del suo tamburo, come dice Pino. Nel 1982, una serie di incontri fanno modificare il suo percorso musicale: Gato Barbieri (il maestro del sassofono) gli insegna ad apprezzare di più la melodia e a cercare di cantare con lo strumento. Pino indirizza così i suoi esperimenti musicali verso una forma di musica internazionale, molto avanti rispetto al suo tempo, da cui risulta l'album "Bella 'mbriana", primo disco che ospita artisti stranieri (Alphonso Johnson e Wayne Shorter). Dopo "Musicante" (1984), esce il doppio album dal vivo "Live Scio", un lavoro che riesce a mettere insieme blues, rock, jazz, salsa e il meglio della musica tradizionale napoletana. Nel 1985 esce un altro disco, "Ferryboat" con la partecipazione di Gato Barbieri e Steve Gadd. L'interesse di Pino per la musica etnica e il jazz nasce dai suoi esperimenti in nuove forme di espressione che studia soprattutto durante i suoi tour europei. L'album "Schiezzechea With Love" (1988) dimostra un'approfondita ricerca del suono mediterraneo mescolata ai suoni Africani, inoltre nello stesso anno Pino inizia la collaborazione con l'attore e regista Massimo Troisi, per il quale produce le memorabili colonne sonore di "Le Vie Del Signore Sono Finite" e "Pensavo Fosse Amore E Invece Era Un Calesse". L'album "Mascalzone Latino" del 1989 segna un ritorno a sonorità più acustiche, mentre due anni dopo il blues fa di nuovo capolino con "Un Uomo in Blues", album che segna l'inizio di un nuovo periodo creativo. "Non calpestare i fiori nel deserto" album che segue numerosi lavori anche live, segna un nuovo ritorno alla musica internazionale propria di Pino. L'album raggiunge i numeri uno di tutte le classifiche, Pino vince il Festivalbar. "Dimmi cosa succede sulla terra" (1997) si aggiudica dieci dischi di platino e l'anno successivo è decisamente l'anno di maggiore successo per la sua carriera: "Yes I Know My Way" contiene sedici canzoni tra inedite (una delle quali con i Simple Minds) e alcune già pubblicate. La discografia ufficiale di Pino raggiunge quota quindici con l'album "Come Un Gelato All'Equatore" pubblicato nel marzo del '99. Il 12 gennaio 2001 esce "Gente di Frontiera", l'ottimo biglietto di presentazione di "Medina" il nuovo album che ha raccolto in pochi mesi ampio consenso di pubblico e di critica.