Pixie Lott

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Le canzoni ci sono tutte, naturalmente, ma è la voce che ti colpisce in testa come la padella dei cartoni animati di Tom & Jerry: una voce potente, ricca e della quale non si può più fare a meno, con la profondità e la maturità di una diva del soul unita all'energia di una popstar teenager. Tutto questo arriva, in modo quasi impossibile, dalla bocca di una cantante con un packaging talmente perfetto che la gente la chiama Pixie – 18 anni e ancora su di giri perché da poco può frequentare i club senza la carta d'identità della sorella maggiore.
Prima di raggiungere i cinquanta – l'età che lei ufficializza come “anziana” - Pixie Lott ha un bell'elenco di modeste ambizioni da realizzare. Incontrare persone straordinarie, è una voce dell'elenco. Esibirsi in posti pazzeschi è un'altra voce del suo elenco. Vuole conservare tutti gli amici che ha ora, ma farne anche di nuovi, e tanti, e vuole continuare a scrivere canzoni, comprese un paio che possano cambiare la vita delle persone. Infine, vuole “cantare per l'eternità”.
Ascoltando i brani di questa nuova cantante di gran talento, si capisce che non si tratta di pretese assurde e il suo entusiasmo – incoraggiato da questo catalogo di future hit – è certamente contagioso. Con uno stile che attira l'attenzione, la voce magnetica, l'abilità nel ballare e una vera attitudine nello scrivere canzoni dal ritmo contagioso, Pixie ha passato lo scorso anno, dopo la firma con la Mercury Records, tirando fuori il meglio in tutte le persone con le quali ha collaborato. La sua personalità, la sua ricca vocalità e il singolare magnetismo che la contraddistingue sono ben evidenti nel primo singolo 'Mama Do', il classico racconto della teenager che scappa di nascosto nel cuore della notte per uscire con i ragazzi, scritto con i noti autori Phil Thronalley e Mads Hague.
Le canzoni di Pixie, traboccanti d'entusiasmo ed energia, rappresentano gli ultimi 18 mesi trascorsi lavorando in giro per il mondo con la crème de la crème dei creatori di brani pop. Insieme a Thornalley, Pixie ha collaborato in studio con Cutfather e Jonas Jeburg (che hanno lavorato con tutti, da Kylie alle Pussycat Dolls), Red One (Lady Gaga 'Just Dance'), il collaboratore di Lily e Beck Greg Kurstin, il compositore di hit Ruth Ann Cunningham, Toby Gad, il produttore e autore di NY dietro a 'If I Were A Boy' e 'Big Girls Don't Cry', e Kara DioGuardi, compositrice superstar e nuovo giudice di American Idol.
Pixie è una cantante di 18 anni che canta, finalmente, come una diciottenne ed ha un atteggiamento nuovo, espressivo, divertente e liberatorio che si adatta perfettamente al suo stile vocale. Se avete seguito i video diaries di Pixie su You Tube, vivaci e talvolta un pò matti, avrete un'idea abbastanza chiara degli ultimi due anni della sua vita, pieni di sessioni di songwriting, uscite e autoinviti ai party; per avere un quadro completo facciamo però un passo indietro e concentriamoci sulla ragazzina cresciuta nel Kent e che si è ritrovata con il nomignolo Pixie già in giovane età (la si può chiamare con il suo vero nome solo quando si comporta male), spesso sottoposta all'ascolto dei cantanti preferiti di mamma, i Take That e Diana Ross. In poco tempo Pixie comincia a scegliere i suoi cantanti preferiti – Mariah è stata una passione fin dall'inizio – e a scuola il suo interesse per il canto e il ballo la portano a fare un'audizione per Italia Conti. In quell'occasione conquista una rara borsa di studio che le permette di continuare i suoi sogni di cantante e ballerina e le apre le porte ad un'ampia gamma di opportunità, dalle partecipazioni in Chitty Chitty Bang Bang nel West End a registrare con Roger Waters dei Pink Floyd.
A 14 anni, Pixie, sfogliando The Stage, trova nella piccola pubblicità un annuncio che avrebbe dato il via alla sua carriera. E' difficile leggere questi annunci e pensare che possa venire fuori qualcosa da questi testi oscuri, da queste ricerche a volte abbastanza sospette di giovani ragazzi e ragazze, ma in breve tempo quest'annuncio porta Pixie a New York, per iniziare a scrivere e registrare demo. Da quel punto in avanti, le cose crescono a valanga. “Ricordo che ero a scuola,” racconta Pixie, “e mi arriva un messaggio che mi dice che LA Reid stava arrivando per incontrarmi il giorno successivo in un hotel. Non sapevo neanche chi fosse e non avevo mai partecipato ad un meeting.” Come poi scopre, LA Reid è un produttore e autore di canzoni vincitore di Grammy. Pixie si inventa un appuntamento dal dentista, salta le lezioni, canta una canzone di Mariah Carey per LA, torna a scuola il giorno successivo senza dire niente a nessuno.
Passa il tempo, i demo pubblicati sul MySpace di Pixie aumentano e scoppia una guerra, che porterà poi Pixie a firmare per la Mercury in Inghilterra e la Interscope in America. I risultati sono una serie di canzoni che coprono tutta la gamma del regno dei teenager, cuori che saltano, cuori che si spezzano, sogni infranti e cotte che fanno sognare. 'Turn It Up' racconta la storia di una coppia di teenager che si lasciano ma restano amici, mentre dall'altro capo di una relazione, nella fase in cui gli effetti personali vengono buttati fuori dalla finestra sulla strada di sotto, troviamo 'Cry Me Out', una ballad epica e in stile Alicia Keys. Questa canzone dice “è proprio ora che ti dai una mossa,” sorride Pixie. “Si potrebbe metterla accanto a 'Cry Me A River' di Justin, dice a qualcuno che deve accettare la responsabilità, e dire “le lacrime scendono” non significa niente.” Da notare: 'Cry Me Out' contiene anche la frase “I got your emails, you just don't get females” [ho ricevuto le tue email, tu proprio non le capisci le ragazze] una couplet che racchiude tutto quello che abbiamo bisogno di sapere sul preciso stato della politica sessuale dei teenager degli anni 2000. 'Gravity' invece è un brano in stile 'No Air' e parla di quanto sia facile allontanarsi, quanto sia difficile restare distanti e quanto velocemente ci si senta attratti dalle persone e poi rigettati nella direzione opposta. È una canzone che parla di un amore in stile bungee jumping.
Come molti fan della musica moderna, Pixie ha un approccio diversificato riguardo alla musica che ama ascoltare. Ammira lo stile di Gwen Stefani e Rihanna ed è affascinata dall'arte di scrittura di Alicia Keys. Poi si gusta il rock dei The Strokes e The Kooks. Sul palco ama Mariah per la voce e Britney per i movimenti e la comunicativa; fuori dal palco ammira lo spirito indipendente di Lauryn Hill e la costante ricerca di Christina Aguilera per la qualità. Per quanto riguarda la vecchia scuola, Pixie ama la voce e il pop dance di Whitney Houston ed Evelyn Champagne King. A rappresentare i maschi c'è Stevie Wonder, con il suo catalogo di canzoni ancora oggi eseguite e amate in tutto il mondo. Tutto ciò sarebbe sufficiente per farci sentire al fondo di una scala molto alta, ma Pixie è pronta per la sfida e il risultato è un'artista la cui musica è divertente ma non stupida, affilata ma non altezzosamente d' avanguardia. La musica di Pixie ha una genuina consistenza ed ha soul, ma allo stesso tempo mantiene una rara leggerezza. Al centro di tutto questo, Pixie è semplicemente Pixie. “Ci deve essere una forza emotiva, deve esserci onestà in ciò che canto, siano parole scritte da me o da altri. Devono avere un significato per me altrimenti non posso cantarle.”
Siamo in una fase strana nel pop, dove il successo di un artista sembra essere in qualche modo misurato dalla pubblicità ai prodotti, dalla gamma di profumi o dalle apparizioni nei reality show. Le ambizioni di Pixie Lott sono per fortuna tradizionali. Sa che avrà avuto successo quando, dice “avrò venduto i CD, quando guarderò e vedrò una folla enorme.” Sono obiettivi semplici e non a caso la sua musica ci porta indietro ad un periodo più spensierato nel mondo pop quando le cose importanti erano le grandi canzoni, le grandi idee e i cantanti eccezionali. “C'è un posticino per me,” dice Pixie, le mani educatamente incrociate sul tavolo. “Non vedo l'ora di buttarmi nella mischia…”