Primal Fear

Primal Fear

Lo sfogo di un uomo beffato dal destino, che credeva di poter realizzare il sogno di ogni fan: diventare membro di uno dei suoi gruppi preferiti, sostituire il cantante che l'ha sempre fatto impazzire e che ha preso come modello per la propria voce; insomma il proprio idolo. Questo in maniera forse un po' fredda e superficiale possono essere definiti i Primal Fear, creatura di Ralf Sheepers che nel '94 lascia dopo tre album i Gamma Ray, infatuato dalle più o meno veritiere sirene che lo vedevano come nuovo screamer dei Judas Priest.
Ma purtroppo per il buon Ralf il suo sogno non si concretizza e da vero tedesco, cocciuto e tenace, decide quindi di mettere in piedi una sua versione dei cinque inglesi, come a voler ribadire o dimostrare che si sono sbagliati e che lui avrebbe potuto prendere il posto di Rob Halford più che degnamente. Nascono da questa sana voglia di rivincita verso il prossimo i Primal Fear. Il nostro chiama a sé un'altra vecchia volpe del metal classico tedesco, Mat Sinner, leader, bassista e cantante degli irriducibili Sinner, che nonostante una lunga carriera dedicata all' intransigenza riesce solamente con i Primal Fear ad ottenere una relativa fama. Assieme ai due leader troviamo Tom Naumann e Klaus Sperling, rispettivamente alla chitarra e alla batteria. Il debutto esce i primi mesi del '98 e non passa certo inosservato, in un periodo in cui le sonorità classiche vengono riscoperte in modo folle ed inaspettato, ed il disco riscuote un discreto successo. Un album che fonde la voce di Sheepers a ritmiche e compattezza tipicamente tedesche, facendone un lavoro quadrato e deciso, ma che rispetto alla fantasia della coppia KK & Tipton perde ingloriosamente il confronto. Il lavoro successivo non si discosta onestamente molto, a cominciare dalla copertina che rivede protagonista l'aquila d'acciaio che sembra anch'essa voler tanto rinverdire l'immaginario Judas. Il nome acquista un certo peso, soprattutto in Germania, dove riscuotono notevoli consensi e in parte anche in Italia. Successivamente all'uscita del secondo disco “Jaws Of Death” il gruppo registra l'entrata di un secondo chitarrista, Stefan Leibing che accompagna il gruppo dal vivo durante la tournée estiva. Riguardo al nuovo album, uscito i primi mesi del 2001 ancora un altro cambio di chitarra: in luogo di Tom Naumann entra nella band Henry Wolter. In definitiva un onesto gruppo di tradizionale heavy che vive grazie alla voce di Sheepers e che, come altri, sta godendo del rinnovato interesse nei confronti del genere, che non sembra interessato a fare altro se non suonare della musica potente e disimpegnata, fatta apposta per rendere dal vivo.