Primal Scream

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Primal Scream

"Siamo i Primal Scream…mi spiego?" (Bobby Gillespie).
Chiaro. Chiarissimo.
La carriera dei Primal Scream potrebbe essere letta come un bigino dell'indie-rock British degli anni '80 e '90. La band comincia la sua carriera in una camera da letto di Glasgow all'inizio degli anni Ottanta: trovando ispirazione negli sperimentatori alchemici che vanno sotto il nome di Can, Suicide e Public Image Ltd., un giovanissimo Bobby Gillespie sforna ritmi su ritmi pestando un paio di coperchi dell'immondizia.
Insieme al chitarrista Jim Beattie, Bobby forma il gruppo (come cantante) nel 1984, quando è impegnato nel ruolo di batterista per i noise-rock Jesus & Mary Chain. I Primal siglano un contratto con la Creation Records di Alan McGee (la stessa eche, qualche anno più tardi, scoprirà gli Oasis) nel 1985 e nel giro di un anno sfornano un paio di singoli in ambito di rock psichedelico.
Ma non decollano fino al 1986, quando Gillespie lascia definitivamente i Mary Chain e vengono arruolati i chitarristi Andrew Innes e Robert Young.
Il B-side "Velocity Girl", un pezzo di chitarre dirompenti, finisce in "C86" di NME, una compilation di gruppi pop underground rappresentativi della scena indie inglese di allora. Il debutto della band, "Sonic Flower Groove", viene finalmente pubblicato nel 1987 dalla sotto-etichetta della Creation, la Elevation. L'album viene ben accolto dalla comunità alternativa, come anche il suo seguito "Primal Scream" (1989), che contiene matrici hard rock e punk che vanno dai Rolling Stones ai New York Dolls, dagli Stooges agli MC5.
Intanto Beattie lascia la band, che a questa altezza è stanziata a Brighton e formata da Gillespie, Innes, Young, Phillip 'Toby' Tomanov alla batteria, Henry Olsen al basso e Martin Duffy dei Felt alle tastiere.
Mentre il decennio declina, il sottobosco musicale britannico è sempre più dominato dall'imponente movimento acid-house. I Primal Scream si lasciano subito affascinare dalla nuova musica dance e chiedono a un amico, il DJ Andrew Weatherall, di remixare una traccia, "I'm Losing More Than I'll Ever Have". Weatherall rimaneggia completamente la canzone, aggiungendo un groove di basso pesante ed echi reggae-dub, cancellando gran parte della strumentazione originaria e interponendo vari livelli di sample, fra cui una frase detta da Peter Fonda nel film "The Wild Angels". Il nuovo mix viene intitolato "Loaded" e diventa un caso clamoroso, portando il rock&roll sulle piste da ballo e la dance fra gli amanti del rock&roll.
Il terzo album, "Screamadelica", anticipato dal singolo "Come Together", vede i Primal al lavoro non solo con la coppia di produttori Weatherall e Hugo Nicholson, ma anche con Jimmy Miller, già collaboratore degli Orb e dei Rolling Stones. Ciò che ne scaturisce è una fusione caleidoscopica e neo-psichedelica di dance, dub, techno, acid house, pop e rock, e viene salutata dalla stampa britannica con recensioni entusiaste. Pubblicato nella primavera del 1991, "Screamadelica" è una pietra miliare del brit-pop degli anni Novanta, che spinge la techno e la house nel mainstream da classifica. L'album è un successo notevole e vale al gruppo l'ambito riconoscimento del Mercury Music Prize nel 1992.
A questo punto, nessuno sa cosa i Primal Scream avrebbero inventato dopo un simile album-monstre. E infatti arriva la sorpresa che lascia di stucco: con "Give Out But Don't Give Up", Gillespie e soci si ritirano nell'hard rock anni Settanta. Uscito nel 1994, l'album è atteso con trepidazione, ma il suo sound vintage convince poco e si può considerare un mezzo flop. Ancora peggio, danneggia la reputazione del gruppo come innovatore, una situazione a cui Bobby e compagni reagiscono con la title-track del film culto del 1996, "Trainspotting". La canzone segna un ritorno agli stili dance di "Screamadelica", con tinte più dark.
La band (che nel frattempo ha cambiato due elementi, inserendo il bassista degli Stone Roses Gary 'Mani' Mounfield e il batterista Paul Mulreany, e ha aggiunto Kevin Shields come terzo chitarrista per i live - resterà fino al 2005) continua a lavorare per tutto il 1996 al quinto album "Vanishing Point", pubblicato nell'estate del 1997 e accolto da recensioni acclamanti. A distanza di pochi mesi esce anche l'album di remix "Echo Dek".
Il magnifico "XTRMNTR", un urlo di protesta umana e politica, feroce e viscerale, segue nella primavera 2000 e vanta la collaborazione di grandi esponenti della dance come Dave Holmes e Chemical Brothers.
2002: mese dopo mese, monta un'attesa spasmodica intorno alla nuova incarnazione della band. Che non tradisce: "Evil Heat", anche se forse meno ispirato del predecessore, vende alla grande e conferma lo stato di forma della band. Nel 2003 esce la raccolta celebrativa "Dirty Hits".
Tolta la parentesi di una esibizione controversa al Glastonbury Festival del 2005, i Primal Scream si eclissano per lavorare con tutta calma al nuovo materiale e si ripresentano sulla scena solo nel 2006, prima con il singolo "Country Girl" e poi con l'LP "Riot City Blues". Ospiti d'onore: Will Sergeant degli Echo & The Bunnymen, Warren Ellis dei Bad Seeds di Nick Cave e Alison Mosshart dei The Kills.
Ricapitoliamo l'ultima formazione: Gillespie (voce), Innes (chitarra), Young (chitarra), Mounfield (basso), Duffy (tastiere) e Darren Mooney (batteria). Parte ovviamente un tour promozionale principalmente in Inghilterra, ma con qualche date anche nel resto d'Europa. Durante la tournée però Young lascia la band per motivi sconosciuti e viene sostituito da Barrie Cadogan dei Little Barrie.
A gennaio del 2007 la band è pronta per tornare in studio di registrazione per dar vita a "Beautiful Future. Il disco, che arriva sugli scaffali de negozi a luglio del 2008, è il primo per la nuova etichetta, la B-Unique/Warner, e presenta diverse special guest come la marimba usata dagli ABBA per registrare alcuni dei suoi pezzi come "Money, Money, Money" e "S.O.S.". Una parte dell'album infatti è stato registrato insieme a Björn Yttling agli Atlantis Studios di Stoccolma, il luogo dove la band svedese ha inciso alcuni dei suoi più grandi successi. Ma anche star in carne e ossa prendono parte al disco: Lovefoxxx dei CSS in "I Love To Be Hurt (You Love To Be Hurt)", Linda Thompson nella cover di "Over And Over" dei Fleetwood Mac e Josh Homme dei Queens Of The Stone Age che regala un cammeo nel brano che chiude l'album "Necro Hex Blues!".