Quarashi

Quarashi
  • Rock, Rap-Rock, Alternative Metal
  • Mai sentito parlare di rapper islandesi? No? Informatevi meglio: perché i Quarashi, gruppo di Reykjavik [... altro]

Mai sentito parlare di rapper islandesi? No? Informatevi meglio: perché i Quarashi, gruppo di Reykjavik amano comunicare con il pubblico tramite rime pungenti bombardate fuori dai microfoni a mille all'ora. Sono loro i rebel with a pause del Terzo Millennio.
Pur provenendo da un posto dimenticato, che per lo più ha generato artisti gelidamente emotivi come Bjork e i Sigur Ros, per tutta la loro vita non si sono fatti scappare nessuna delle novità provenienti dall'occidente. E da esso hanno succhiato lo spirito del funk, del rap, del punk e dell'hard rock per dare origine a un nuovo modo di fare industrial hip hop.
I Quarashi sono quattro tipetti niente male: Sölvi è il produttore e il batterista, Hössi Olafsson il lead singer (sia rap che cantato), Stoney Fjelsted e Omar Swarez sono due MC che si conoscono dall'infanzia. Tutto comincia nel 1996 quando Sölvi incontra Stoney – a quel tempo skateboarder di tali qualità da essere soprannominato Quarashi, il sovrannaturale, ndt – durante un periodo di servizio comunitario in un parco giochi di Reykjavik. Ovvio che quando si è trattato di trovare un nome per la band, la scelta non sia stata ardua anche perché il talentuoso Stoney aveva già reso famoso il suo tag prima in Arizona, dove si era trasferito per un po', e poi nella cittadina natale, che aveva provveduto a tappezzare con il distintivo graffio.
Dopo aver suonato in una punk-rock band locale di nome 2001, sentono entrambi il bisogno di sperimentare oltre e sviluppano una forte predilezione per la produzione in studio rispetto alle canoniche prove di gruppo. Sölvi produce un demo su cui Hössi spalma le rime: il risultato, “Switchstance”, registra il tutto esaurito delle 500 copie che erano state stampate. In una sola settimana!
L'album che segue, fa capolino nel 1997 e vende più di 6 mila copie, diventando ben presto disco d'oro in IslandaQuello stesso anno, i Quarashi si trovano ad aprire i live di Fugees e Prodigy, oltre a remixare la stessa “Diesel Power” di Liam Howlett e soci. Il 1999 vede pubblicare il follow-up “Xeneizes”, che bissa il successo del primo. È lì che cominciano i lavori al terzo disco e che finalmente intraprendono una serie di tappe dal vivo negli States. Il successo Oltreoceano li assale come un uragano, soprattutto grazie alla risonanza delle loro performance sui palchi. Basti come esempio lo show del Brownie di New York, durante il quale l'esplosività ad alto voltaggio della band fa scoppiare uno dei monitor, trasformando quello che doveva essere un tranquillissimo showcase per addetti ai lavori in una vera e propria rivolta.
In quel momento tutti si accorgono che sono pronti per il grande passo.
“Jinx” viene pubblicato agli inizi di ottobre 2002 per la major Columbia Records ed è una panacea di suoni che vanno dall'hip hop più tradizionale all'industrial più oscuro, portato in campo quando da una drum machine, quando da un vero batterista. Gli scratch lasciano lo spazio a grasse bassline e chitarre gracchianti; vocalizzi eterei si fondono con i flussi di parole di due o tre rapper contemporaneamente; fiati, pianoforti, voci varie vengono campionate e distorte, nel tentativo di mixare il breakbeat inglese con l'hip hop americano: una combinazione inarrestabile fra Chemical Brothers e Prodigy da una parte, e Cypress Hill e Public Enemy dall'altra.
Il primo singolo ad essere tratto dall'LP è “Stick 'Em Up” - inserito anche nella colonna sonora del film “Orange County” - un sicuro party-tune che stimola eccitazione e adrenalina nell'ascoltatore e che fa gridare all'arrivo dei Beastie Boys dei ghiacci.
Allora, chi ci sta a scommettere che il piglio sbarazzino di Hössi & friends sarà capace di affiorare come un geyser bollente dal cuore degli iceberg?