Raiz

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Ritmo e sangue. E la sperimentazione come scelta ideologica.
Il vero nome di Raiz (ma si fa chiamare anche Rais, o Raiss) è Gennaro Della Volpe, nato a Napoli e a Napoli cresciuto in tutti i sensi: umanamente, culturalmente, musicalmente. La città partenopea ce l'ha nel sangue e nelle sue orecchie il suono meticcio di tarantelle e dub, funk e jazz, keyboard e mandolino, Mediterraneo e Africa . Il suo senso dello spettacolo, della drammaturgia da palco, della comunicazione non tradisce i cromosomi: i riferimenti di Gennaro- Raiz sono la tradizione raffinata di Sergio Bruni, i canti tradizionali della campagna, Giulietta Sacco, le tammurriate, perfino la sceneggiata di Mario Merola.
La carriera musicale di Raiz passa obbligatoriamente attraverso gli Almamegretta, band che fonda nel 1991 con Gennaro T., Paolo Polcari e D. RaD. Il nome del gruppo è sintomatico del progetto musicale: la traduzione 'italiana' è anima migrante capace di costruire un groove fatto di ritmi sinuosi, travolgenti, etnici ed eclettici, elettronici ed elettrizzanti. "Anima Migrante" è anche il titolo del primo Lp del gruppo, uscito nel 1993 e accolto come una ventata d'aria nuova nella musica italiana, un mix di avanguardia e roots revival, edificato su innesti di reggae, dub e pop nella tradizione napoletana.
Raiz è la mente e il frontman degli Almamegretta. Nel 1995 esce "Sanacore" e la band diventa 'aperta': la line up muta di continuo grazie a musicisti e influenze sempre nuove e diverse. Raiz vive tra Napoli e Londra, centrale di smistamento del sound più alternativo e sviluppa collaborazioni con gente del calibro di Bill Laswell (per il progetto Ashes, in compagnia di Eraldo Bernocchi), di Stewart Copeland, Asian Dub Foundation, ma anche con Luigi Cinque ("Tangerine Cafè") e Pino Daniele. Sconfina nel mondo del cinema, scrivendo pezzi per colonne sonore e recitando in "Cuore Scatenato", il western siciliano di Gianluca Sodaro.
Dal 2001 Raiz comincia a guardarsi intorno, sganciandosi ogni tanto dagli Almamegretta e collaborando da solista in altri progetti, come quello con Orchestral World Groove, combo italo-pakistano con base a Londra. Lo stesso anno avviene un ulteriore passo in avanti verso una carriera indipendente dagli Almamegretta: lavora a "Brecht's Dance", opera teatrale di Cantieri Teatrali Koreja, in cui le musiche originali di Kurt Weill vengono rivisitate da Raiz stesso e da Pier Paolo Polcari.
Ormai Raiz si sente autore e performer maturo per il salto verso l'avventura da solo e decide di prendersi una pausa sabbatica dagli Almamegretta, senza necessariamente molare la sua creatura. Si isola in una villa di Fregene con i produttori Polcari e Vernetti e lavora a "Wop", l'album che esce nel maggio 2004, anticipato dal singolo "Scegli Me". È un disco d'amore, dice il suo autore, che mescola atmosfere world e groove elettronici. Ma è anche un disco militante, arrabbiato, migrante nei suoni come nei contenuti (wop è il nickname dispregiativo con cui si indicavano gli emigranti italiani in Usa che lavoravano senza passaporto) e verace, come sempre, nella voce carnale di Raiz.
Nel frattempo continua la sua avventura teatrale (in tour con "Brecht's Dance" fino al 2005) e si cimenta nuovamente come attore nel film di Ago Panini "Aspettando il Sole" (2008). Nel 2006 esce "Unisono", il secondo disco del progetto Ashes, ma Raiz sente anche che è arrivato il momento di dare un seguito a "Wop". A fine settembre del 2007 è tutto pronto per l'uscita di "Uno", anticipato da ben tre singoli con relativi video: "Nanninnella X", "'O Paraviso 'Nterra" e "Never Forget You". Ancora una volta nella sua musica Raiz riesce a far dialogare la sua esperienza di artista coma la A maiuscola con la sua terra natale creando un suono mediterraneo e partenopeo capace di confrontarsi con il presente.