Rancid

Rancid
  • Punk-Pop, Ska-Punk, Punk Revival, Alternative Pop/Rock, Third Wave Ska Revival, Alternative/Indie
  • I campioni dell'hardcore melodico (insieme a pochi altri). La storia dei Rancid è una storia di amicizia. [... altro]

I campioni dell'hardcore melodico (insieme a pochi altri).
La storia dei Rancid è una storia di amicizia. Quella che lega Tim Armstrong e Matt Freeman, soprattutto: i due nascono e crescono ad Albany, un chilometro quadro di incazzatura e frustrazione proletaria a uno sputo da Berkeley, in California. In una realtà simile, la loro amicizia non è un vezzo: è spesso questione di sopravvivenza.
Matt e Tim si conoscono a scuola quando hanno cinque anni, cominciano a suonare insieme al liceo (rispettivamente il basso e la chitarra, ma Tim canta anche) e non si fermano più. Nel 1987 formano gli Operation Ivy, nei quali suonano sotto pseudonimo – Tim si ribattezza Lint, l'altro Matt McCall - insieme a Dave Mello (batteria) e Jesse Michaels (voce). Il gruppo ha vita breve (schiatta nel 1989), ma scava un segno profondo, diventando l'epicentro di quella scena musicale della East Bay articolata intorno al collettivo artistico del club Gilman Street.
La fine degli Op Ivy segna il crollo di Tim, che sprofonda nell'alcolismo e riemerge dalla crisi solo grazie a Matt e alla nascita di una nuova band, i Rancid, nel settembre 1991. L'urgenza di trovare un batterista viene risolta assoldando Brett Reed, amico di Tim e suo compagno nella stanza che i due occupano sopra un negozio di alcolici nella periferia tra Berkeley e Oakland.
Nel giro di un paio di mesi i Rancid cominciano a suonare dal vivo e in breve arrivano, nel 1992, alla pubblicazione del primo singolo "I'm Not The Only One" per la Lookout! Records (che avrebbe in seguito riesumato l'opera degli Op Ivy e lanciato gente come i Green Day).
Nel 1993 la band, passata sotto l'ala della Epitaph di Brett Gurewitz, pubblica il suo feroce debutto omonimo e si mette in cerca di un secondo chitarrista. L'indiziato principale – dopo la brevissima parentesi di Billie Joe Armstrong dei Green Day - è Lars Frederiksen, nativo della vicina Campbell e attivo per un certo periodo come chitarrista degli UK Subs. Inizialmente Lars rifiuta l'approccio, dedicandosi ai suoi Slip, ma quando la band si scioglie entra nei Rancid e impara tutto il loro repertorio in una settimana. A settembre il neonato quartetto affronta il primo tour nazionale, a novembre è già oltreoceano a radere al suolo l'Europa.
All'inizio del 1994 esce per la Fat Wreck Chords, label di Fat Mike degli Offsping, il singolo "Radio Radio Radio", scritto insieme all'Armstrong dei Green Day. Ispirati dalla passione per il punk della Londra 1977 e in particolare per i Clash, poco dopo i Rancid pubblicano il secondo disco "Let's Go", ancora più idrofobo del precedente: 23 fucilate registrate in presa diretta e marchiate dal doppio cantato di Tim e Lars. "Radio", "Tenderlion" e "Ghetto Box" diventano subito canoni live della band, che assaggia anche un boccone di successo mediatico su MTV grazie a "Salvation", storia miserevole della permanenza di Tim presso la Salvation Army. Le vendite sono sorprendenti e raggiungono prima il disco d'oro e poi quello di platino.
È lapalissiano: i Rancid hanno potenzialità enormi e, tenendo conto del contemporaneo botto commerciale di Offspring e Green Day, le major fameliche serrano l'assedio e scatenano una guerra per impossessarsi del gruppo. La Maverick Records di Madonna (si racconta che l'offerta sia accompagnata da una foto nuda della star) e la Epic avanzano seducenti offerte a svariati zeri, ma i quattro rifiutano, coerenti con il loro credo nell'indipendenza artistica, garantita incondizionatamente dalla Epitaph.
"Let's Go" viene promosso con un intenso tour mondiale, poi la band torna in studio. Nel 1995 i Rancid danno alle stampe "... And Out Come The Wolves", un album sorprendente per varietà di stili e ispirazione. Le tre canzoni simbolo sono "Roots Radical", impregnata di aromi raggae, "Time Bomb", un tornado ska, e "Ruby Soho", ovvero la canzone d'amore secondo i Rancid.
Ormai protagonisti indiscussi del revival del punk nella sua incarnazione melodica, girano gli Stati Uniti con il festival itinerante Lollapalooza, insieme ai maestri Ramones, ai Metallica, ai Soundgarden e ad altri. Alla fine della tornata di concerti, nel 1996, i quattro si prendono una pausa e si separano per dedicarsi ad altro: Frreman suona con Exene Cervenka, ex cantante degli X, in una band chiamata Auntie Christ, Armstrong fonda la label Hellcat (costola della Epitaph) e con Frederiksen si dedica a produrre e promuovere band emergenti.
Quando i Rancid si rimettono in moto, idee ed energie sembrano triplicate. Per tutto il 1997 lavorano sul nuovo disco, registrato errando tra San Francisco, Los Angeles (nei Bloodclot Studios di Tim), New York, New Orleans e la Jamaica: "Life Won't Wait" esce meno potente e più raggae-ska, ma comunque tirato, coraggioso (l'hammond e il pianoforte di "Cranefish", ad esempio) e militante, l'urlo di un mondo proletario e sommerso.
Il disco, autoprodotto e registrato in gran parte in presa diretta, vanta una schiera di ospiti speciali: membri delle band ska Specials e Hepcat, Dicky Barrett dei Mighty Mighty Bosstones, Buju Banton, Roger Miret degli Agnostic Front. Poi, i Rancid passano tutta l'estate a scatenare il pogo del Warped Tour.
Nel 2000 esce il secondo LP omonimo, che abbandona in buona parte le influenze ska e si comprime in un hardcore al calore bianco. I vecchi fan resistono, la comunità punk più cruda (quella che non ha mai molto amato i Rancid) apprezza. Un ritorno alla purezza clashiana degli esordi, mondata dagli orpelli ska che avevano annacquato la forza d'urto del gruppo. Frederiksen continua la sua opera di cantore della classe operaia anche con il disco solista “And The Bastards” (2001).
Nel 2002 i Rancid realizzano uno split insieme ai NOFX, pubblicato dalla label BYO come "Vol. III" della sua serie-carotaggio sulla salute del punk. Un anno silenzioso, per il resto, escludendo l'omonimo disco di debutto dei Transplant, progetto parallelo di Tim e Travis Barker dei Blink 182, e l'esordio fumigante dei Distillers, combo punk rock guidato alla carica da Brody Armstrong, mogliettina crestuta di Tim.
"Indestructible " esce nell'estate del 2003, dopo tre anni di eclissi creativa: prodotto da Brett Gurewitz, segna il passaggio della band nella scuderia di una major, la Warner Bros, alla faccia delle frequenti dichiarazioni di indipendenza orgogliosamente sparate nel corso degli anni. Fan e puristi, perplessi, si interrogano sul perché.
A settembre i Rancid sbarcano all'Independent Days Festival di Bologna.