Ratt

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Best Of Me (Video)

L'heavy metal pomposo e melodico dei Ratt ha reso il quintetto di Los Angeles una delle più famose e importanti band hard rock durante gli anni Ottanta. Finita l'epoca del glam, iniziano le liti, i problemi di droga, addii e reunion, fallimenti e pugnalate che non fermano, però, la macchina da ratt'n'roll capitanata da DeMartini e Blotzer.
La storia inizia a San Diego, fine anni Settanta, quando il cantante Stephen Pearcy mette in piedi una band chiamata Mickey Ratt, che nel 1980 incide un singolo di scarso successo e decide di tentare la sorte a Los Angeles.
Dopo un paio d'anni a farsi le ossa nei club della città degli angeli e una scorciata al nome, i Ratt riescono a entrare con "Tell The World" nella leggendaria raccolta "Metal Massacre" (che bagnò anche il debutto dei Metallica"). Anche la formazione, dopo una serie di avvicendamenti, trova la sua stabilità: con Pearcy ci sono Robbin Crosby (chitarra), Warren DeMartini (chitarra), Juan Croucier (basso), e Bobby Blotzer (batteria).
Nel 1983 i cinque californiani ci provano con "Ratt", EP uscito sotto etichetta indipendente, che vende bene trascinato dall'hit "You Think You're Tough" e porta la band nell'orbita delle major. Si fa sotto la Atlantic, che nel 1984 è pronta a lanciare "Out Of The Cellar", un esordio col proverbiale botto.
L'album è un mix tra l'anima glam di gruppi come Aerosmith e il riffaggio serrato di scuola Judas Priest, inaugura la fortunata moda di mettere una modella sulla copertina di un LP e vende più di tre milioni di copie. Le radio rock ruotano a ripetizione "Round And Round", lo stesso fa MTV con il video consegnando al mondo il look da star hollywoodiane dei Ratt.
Il secondo album della band, "Invasion Of Your Privacy", esce nel 1985 e parte più in sordina del suo predecessore. Alla lunga, però, vende più di due milioni di copie, confermando i cinque californiani stelle di primo piano nella trionfale stagione del pop-metal. Il loro successo è giocato tra le cavalcate chitarristiche di DeMartini e i testi di Pearcy, pieni di riferimenti sessuali. Questi e la copertina di "Invasion", chiaramente una scena di voyeurismo con protagonista la playmate Marianne Gravatte, mettono il gruppo nel mirino della P.M.R.C., associazione di genitori bacchettoni che riesce a imporre l'etichetta di parental advisory sul disco.
Non che una cattiva pubblicità del genere possa far male a un combo rock: "Dancing Undercover" (1986) continua la striscia dei dischi di platino, anche se spiazza, in un primo momento, critica e pubblico con le sue sonorità più dure e thrash. È una deviazione che dura poco, "Reach For The Sky" (1988) riporta i Ratt sui binari del glam metal ma, pur vendendo all'altezza dei suoi predecessori, dà segni di stanca artistica.
Per uscire dall'empasse creativo, la band cambia produttore (Sir Arthur Payson, in realtà Desmond Child, prende il posto dello storico Beau Hill) e si affida al songwriting dello stesso Child, coautore di molti pezzi di Bon Jovi (poi lavorerà con Alice Cooper, Meat Loaf e altri mostri sacri del rock USA). Il risultato però è un flop al botteghino.
"Detonator" esce nel 1990 ed è salutato dai fan come uno dei migliori lavori firmati Ratt. Non vende semplicemente perché i tempi stanno cambiando, i ciclone grunge è arrivato e sta mettendo in ginocchio tutta la vecchia guardia dell'hard rock da classifica. DeMartini e soci incassano a fatica, e ci mettono del loro per colare a picco. Crosby, devastato dalla droga, diventa impresentabile dal vivo e decide di prendersi una pausa per la riabilitazione, sostituito per qualche tempo dall'ex ScorpionsMichael Schenker.
Nei Ratt regna grande incertezza, Blotzer e Croucer tengono congelato il monicker aspettando tempi migliori mentre DeMartini pubblica due album solisti e Pearcy prova altre strade, fondando gli Arcade e i Vertex. Nel 1994 un'altra tegola cade sulla testa del gruppo: Crosby scopre di avere l'HIV, ed esce definitivamente dall'orbita della band.
Nel 1997 Blotzer, DeMartini e Pearcy decidono che è ora di tornare a fare del ratt'n'roll, e iniziano pubblicando "Collage" (1997), album di b-side, remix e pezzi live. Croucer non è molto convinto della nuova operazione, decide di non prenderne parte o forse viene fatto fuori dagli altri tre. Al basso arriva Robbie Crane, ex Vince Neil Band, con cui viene registrato "Ratt", pubblicato sotto Portrait (ovvero, Sony) nel 1999. L'album manca un po' di smalto, e non riesce a sfondare al di fuori della cerchia dei fedelissimi e dei nostalgici.
I Ratt non si scoraggiano e decidono di tornare a suonare in cinque, scritturando Keri Kelly come secondo chitarrista. Non dura molto, nel 2000 viene sostituito dall'ex cantante dei Mötley CrüeJohn Corabi che passa fisso alla chitarra ritmica. Nonostante l'acquisto di lusso, la situazione in casa Ratt torna a farsi complicata: Pearcy se ne va per fondare i Vicous Delit e i Nitronic, poi pubblica vecchio materiale e organizza delle date live sfruttando il nome Ratt.
DeMartini e Blotzer non stanno a guardare, portano il vecchio frontman in tribunale e ottengono il pieno controllo del monicker storico. Dietro al microfono arriva l'ex L.A. GunsJizzy Pearl, ma i guai non sono finiti. Nel 2001 Crosby annuncia ufficialmente di avere l'AIDS, l'anno dopo muore per overdose di eroina. Croucer e i vecchi compagni si riavvicinano per pubblicare un album commemorativo, ma il veleno sparso nel corso degli anni è troppo per pensare a una vera reunion della formazione storica.
Con Crane, Corabi e Pearl, DeMartini e Blotzer portano avanti il progetto Ratt concentrandosi soprattutto sull'attività live, lasciando molto spazio a vari progetti progetti paralleli.