Razorlight

Razorlight
  • Avant-Garde
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Johnny Borrell dice che scrive canzoni meglio di Bob Dylan.
Johnny Borrell, che per inciso è il leader dei Razorlight, ovviamente esagera, però la sua band è tutto meno che scadente: buon rock, e che tempismo. Il buco lasciato in Inghilterra tra 2002 e 2004 dai Libertines ha spianato il campo a molti giovanotti rampanti, che poi sono rimasti sulla cresta dell'onda.
Ecco, i Razorlight fanno la loro entrata in scena, tutta chitarre e urletti yeah, proprio nel vuoto di potere dei Libertines. Nascono nell'estate del 2002 dall'unione del londinese Borrell (voce e chitarra, leva 1982) e del chitarrista svedese Björn Ågren, a cui si aggiungono a breve anche il batterista Christian Smith-Pancorvo (metà inglese metà peruviano) e il bassista Carl Dalemo, amico di vecchia data di Björn. Le prime registrazioni sono rudimentali, ma piene di scintille, e così i quattro riescono a strappare qualche sterlina alle case discografiche e a registrare un demo.
I nastri arrivano a John Kennedy della radio XFM, che trasmette qualche pezzo creando una certa attesa intorno ai Razorlight. Nell'estate del 2003, mentre i quattro sono al lavoro rinchiusi in studio, fuori si scatena la gara delle label per aggiudicarseli. Vince la Mercury Records, che in agosto spedisce i ragazzi al Summer Sonic Festival in Giappone e poi pubblica "Rock'N'Roll Lies" come primo singolo.
Al ritorno in Inghilterra, la band intensifica i concerti, cambia il dimissionario Smith-Pancorvo con Andy Burrows e porta avanti le registrazioni del disco di debutto. Il nuovo singolo è "Rip It Up" (novembre 2003), poi nel 2004 tocca a "Stumble And Fall" e all'irresistibile "Golden Touch".
In estate, finalmente, arriva l'album "Up All Night", sfrigolante garage-rock che traduce in stile britannico la lezione degli Strokes. Il primo posto in classifica, la partecipazione al festival T In The Park e al Glastonbury, l'ottimo singolo "Vice", l'attenzione della stampa specializzata e anche le controversie (come l'accusa di scarsa originalità) ribadiscono che i Razorlight non sono una bolla speculativa.
Nel 2005 la band è ancora caldissima. Regala due grandi esibizioni al Glastonbury, questa volta da headliner, e al Live 8 di Londra, finendo però sotto il fuoco incrociato per non aver devoluto il cachet in beneficenza; la giustificazione ufficiale è: "Calma, con la nostra situazione economica non possiamo permettercelo". Poi i Razorlight suonano di spalla ai Queen e agli Oasis, di fronte a platee sterminate. Intanto Borrell trova il tempo per versare vetriolo su alcuni colleghi: i Kooks, ad esempio, diventano uno dei suoi bersagli preferiti.
Il 2006 è un altro anno topico. Il gruppo fa beneficenza insieme a Roger Daltrey degli Who, ai quali poi fa di spalla insieme agli Zutons. Anticipato dal singolo "In The Morning", a luglio esce il secondo LP, omonimo. Dopodiché i Razorlight si imbarcano nel loro tour più grosso e aprono anche un concerto di Richard Ashcroft.