Regina Spektor

Regina Spektor
  • Folk, Anti-Folk, Singer/Songwriter
  • Dalla Russia con amore e anti-folk. È un miscuglio di influenze, storie e vite diverse, che in qualche [... altro]

Dalla Russia con amore e anti-folk.
È un miscuglio di influenze, storie e vite diverse, che in qualche modo hanno saputo amalgamarsi per trasformarla in una cantautrice di spessore: Regina Spektor arriva infatti da quella che allora era l'Unione Sovietica (è nata a Mosca, il 18 febbraio 1980), cresce in una famiglia ebrea e a nove anni d'età si trasferisce coi suoi a New York, nel quartiere del Bronx.
Qui lima con calma e metodo un talento destinato a farla diventare una delle voci più autorevoli del cosiddetto anti-folk, cioè quel genere musicale che mescola l'atteggiamento punk e le sonorità della tradizione folk statunitense (come fanno, ad esempio, The Moldy Peaches e Ani DiFranco).
I genitori di Regina Spektor sono musicisti: papà suona il violino per passione, mamma invece insegna musica al conservatorio. Finisce che Regina comincia a studiare il pianoforte classico all'età di sei anni, ascoltando però anche il rock 'n' roll che il padre trafuga dall'est Europa (ci sono soprattutto cose di Beatles, Queen e Moody Blues).
Tutto questo trova un nuovo, inedito terreno fertile col trasferimento negli States. All'inizio un pianoforte tutto suo Regina non ce l'ha e allora viene buono quello della locale sinagoga. Poi i soldi per comprarlo si trovano e così riparte anche lo studio più intenso, complice pure l'iscrizione al conservatorio. In tutto questo amalgama di suggestioni arriva infine il mondo del jazz e soprattutto la musica di Billie Holiday, che infatti è il centro nevralgico del primo disco di Regina Spektor, l'autoprodotto "11:11" (2001).
Anche il secondo album è autoprodotto: si intitola "Songs" e insieme alle sempre più frequenti esibizioni dal vivo le procura l'ammirazione di Alan Bezozi, batterista dei They Might Be Giants.
È lui a sponsorizzarla presso Gordon Raphael, producer degli Strokes.
Insomma: finisce che nel 2003 Regina Spektor si ritrova ad aprire i concerti degli Strokes durante la loro tournée statunitense. Finisce anche che Raphael e Bezozi decidono di affiancarla nella lavorazione del suo terzo album, "Soviet Kitsch" (2004, inizialmente autoprodotto e in seguito distribuito grazie a Sire Records).
Successivi concerti insieme a Kings Of Leon, Mates Of State, Kimya Dawson e ancora Strokes, contribuiscono ad aumentare la sua fama, tanto che all'inizio del 2006, e vista la difficoltà nel reperire i suoi primi dischi, viene pubblicata la compilation "Mary Ann Meets The Gravediggers And Other Short Stories" (distribuita in tutto il mondo).
Sempre nel 2006, a giugno, Sire Records produce e distribuisce "Begin To Hope", quarto album ufficiale di Regina Spektor e suo primo lavoro completamente gestito da una label. La novità piace alla critica, che conferma la stima nei suoi confronti e la inserisce di diritto fra le realtà più interessanti del panorama anti-folk.