R.E.M.

R.E.M.
  • Jangle Pop, College Rock, Alternative Pop/Rock, American Underground, Alternative/Indie
  • Gli U2 d'America. Secondo voi esiste un gruppo strapagato, capace di suonare dentro chiese sconsacrate, [... altro]

Watch R.E.M.'s entire performance from their 1991 Unplugged!

Gli U2 d'America.
Secondo voi esiste un gruppo strapagato, capace di suonare dentro chiese sconsacrate, cantare testi incomprensibili e fare dischi bellissimi senza tournée?
I R.E.M. sono quel gruppo.

ATHENS, USA
È il 19 aprile 1980 quando quattro studenti universitari di Athens (Georgia, profondo Sud dell'America del Nord) debuttano live per allietare il compleanno di un'amica. La location è la chiesa abbandonata di Oconee Street e il quartetto (che nel frattempo ha scartato i nomi Cans Of Piss e Twisted Kites) si fa chiamare come il mondo dei sogni celato dalla dicitura medica Rapid Eyes Movement: in arte, R.E.M.
La formazione sfoggia l'artistoide Michael Stipe (classe 1960, voce), l'ex commesso di negozi discografici Peter Buck (1956, chitarre), il secchione Mike Mills (1958, basso) e il suo compagno d'avventure Bill Berry (1958, batteria). Lo stile dei primi R.E.M. è un cocktail che si avvicina alle melodie dei Byrds, aggiungendovi quelle suggestioni punk e indie-rock che in Georgia avevano già affermati adepti: Pylon, dB's e B-52's soprattutto.
Tutto ciò va mixato con le linee guida che formeranno l'avventura-R.E.M. in tutta la loro carriera: estetica alternativa, attivismo sociale e uso musicale della voce. In questo senso, il primo singolo della band è un manifesto programmatico: "Radio Free Europe", concentrato di allusioni politiche e linee vocali indecifrabili, esce nel luglio del 1981 per la Hibtone Records e nonostante la copertina bizzarra non sfugge all'occhio delle emittenti universitarie che lo trasformano in un successo underground. Le case discografiche non stanno a guardare: IRS, label indipendente, mette il quartetto sotto contratto e ne pubblica il debutto ("Chronic Town", mini con 5 brani più un doccione in copertina) mentre l'Italia sta festeggiando la vittoria ai mondiali di calcio.

MURMUR
La critica saluta con favore "Chronic Town" e spiana la strada al primo LP come si deve ("Murmur", 1983) che catapulta i R.E.M. dal circuito alternativo alla ribalta nazionale: disco dell'anno per Rolling Stone (gli avversari sono Michael Jackson e gli U2, con due sciocchezzuole di nome "Thriller" e "War"). Il trentatré è l'essenza del gruppo: un cantato quasi inestricabile, chitarre jingle-jangle, i primi cavalli di battaglia (oltre a "Radio Free Europe" ci sono "Talk About The Passion" e l'onirica ballata "Perfect Circle"), più tanti suoni celati in tessiture apparentemente semplici: "Murmur", ricorderà la band, è un disco da sentire in cuffia, ma anche una delle prime parole imparate dai neonati anglosassoni.
Intanto l'attività live prosegue intensa, senza peraltro frenare la verve creativa: per registrare il secondo disco "Reckoning" (1984) bastano 11 giorni in studio. Il follow-up è più compatto del precedente, brilla per l'artwork naif del reverendo Howard Finster (amico di Stipe) e contiene almeno due perle: l'orecchiabile "(Don't Go Back To) Rockville" e "So. Central Rain", inamovibile dalle scalette live anche negli anni '90.
A questo punto, il combo è a una svolta: sfruttare l'onda alternativa e vivere di rendita, oppure cambiare?
La risposta a questi dubbi non si può trovare dentro "Fables Of The Reconstruction" (1985), difficile terzo disco metà così così e metà bello: così così perché durante le registrazioni il gruppo rischia di sciogliersi, bello perché è un trentatré adorato dalla critica. Merito delle sonorità sospese fra atmosfere sognanti ("Feeling Gravitys Pull", "Maps And Legends" e "Green Grow The Rushes") e torridi uptempo ("Life And How To Live It" "Driver 8" e "Cant Get There From Here").
Ma la vera svolta arriva nel 1986 col quarto disco "Lifes Rich Pageant", che viene espressamente progettato con sonorità più rock chiedendo aiuto a Don Gehman, già produttore di John Cougar Mellencamp. Il risultato: primo disco d'oro per la band, nonostante i testi sempre più impegnati e capaci di spaziare dall'ambientalismo di "Fall On Me" e "Cuyahoga", alla politica di "The Flowers Of Guatemala".
C'è un solo problema: manca l'hit.

DALLA FINE DEL MONDO A BUGS BUNNY
Però niente paura: il successone arriva nel 1987, anzi saranno addirittura tre. Nell'ordine: il primo singolo in Top Five americana ("The One I Love"), il primo milione di copie ("Document" è disco di platino Usa) e il primo inno-tormentone-generazionale con la dylaniana "It's The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine)", dove Michael Stipe inventa il bigino della cultura yankee guarnendo il tutto con liriche espressioniste. "Document" è finora l'album più maturo dei R.E.M. e rinnova i fasti del quartetto anticipando il successo planetario, che però arriverà l'anno successivo. Non senza cambiamenti.
Infatti il 1988 è l'anno della svolta per il poker di Athens: dopo cinque dischi per la IRS firmano un contratto miliardario con la multinazionale Warner: "Perché ci piace Bugs Bunny", dirà Michael Stipe. Il frutto della rinascita sono 11 brani intrisi di sonorità fresche e simpatie ecologiste: l'album che ne risulta si chiama "Green", è pubblicato il giorno delle elezioni (il gruppo sostiene pubblicamente Dukakis) e sarà promosso nello storico show durante cui i R.E.M. suonano per intero il disco più tutto "Murmur", rimarcando la continuità col passato.
Dall'Europa sono appena calati gli U2, ma "Green" è la definitiva consacrazione di un gruppo ormai uscito dall'underground: lo testimoniano l'ennesima incoronazione su Rolling Stone ("la migliore rockband d'America") e il primo tour mondiale che in 11 mesi presenta una collezione di orecchiabilità e malinconia (da "Pop Song 89" a "Stand", passando per "You Are The Everything" e "World Leader Pretend") destinata a non ripetersi più. I R.E.M. si esauriranno?

FUORI DAL TEMPO
Per nulla: tre anni dopo, ricerche sonore e accessibilità producono la massima sintesi tra sperimentazione e forma-canzone. È nato "Out Of Time" il capolavoro che mette d'accordo fan e critica viene pubblicato nel compleanno di Jack Kerouac, sposando singoli ("Near Wild Heaven", "Shiny Happy People" con Kate Pierson dei B-52's, e "Radio Song") e composizioni più riflessive ("Low", "Country Feedback" e "Half a World Away", che aprirà la loro prima esibizione per MTV Unplugged).
E in più, c'è la super-hit: "Losing My Religion".
Grazie a "Losing My Religion" i R.E.M. diventano star cosmiche: il video diretto dal regista indiano Tarsem apre le dighe delle megavendite (4 milioni di copie in America) e delle premiazioni (3 Grammy Awards + 6 MTV Video Music Awards), che lascerebbero presagire una tournée trionfale.
Ma tutto questo non succede.
Invece i quattro fanno un breve giro promozionale di show acustici (intanto là fuori imperversa il grunge) in piccoli club, e poi si rifiondano subito in studio per registrare quello che oggi è universalmente riconosciuto dalla critica come il capolavoro assoluto dei R.E.M. Trattasi di "Automatic For The People" (1992), collezione di canzoni acustiche senza tempo con arrangiamenti orchestrali affidati all'ex Zeppelin John Paul Jones, che strappa l'ambitissimo supremo riconoscimento di Rolling Stone: cinque stelle su cinque. E i singoli non saranno mai così numerosi, addirittura 6: "Drive", "Man On The Moon", "Everybody Hurts", "The Sidewinder Sleeps Tonite", "Nightswimming" e "Find The River".

IL MOSTRO E NUOVE AVVENTURE
Anche stavolta niente tour mondiale, ma intanto, là fuori, il mondo sta cambiando. Nel 1992 Clinton è diventato presidente, ma soprattutto c'è una nuova generazione di musicisti che ha riportato il rock alle sue origini sanguigne e ruspanti grazie a un capofila che abbandonerà presto l'amico Michael Stipe: il suo nome è Kurt Cobain. È lui il vero patrono dietro la metamorfosi dei R.E.M.: surrogata nelle dodici tracce di "Monster" (1994), primo disco di chitarre dai tempi di "Green" e primo biglietto da visita per una platea di nuovi ascoltatori che negli anni '80 erano troppo giovani per notarli, ma che ora scuotono le teste mentre "What's The Frequency, Kenneth?" apre la prima tournée mondiale dopo 5 anni d'astinenza.
Il Monster Tour è un momento importante nella carriera dei georgiani: si farà ricordare per il nuovo look di Michael Stipe, la commemorazione di Cobain (Mike Mills eseguirà sempre "Let Me In" imbracciando la sua chitarra) e la breve durata, visto che Bill Berry viene colpito da aneurisma cerebrale in pieno concerto.
Ma la parabola-R.E.M. è ancora in ascesa: proprio durante questo tour il gruppo sforna storiche collaborazioni con i propri miti (Patti Smith in "E-Bow The Letter") e registra un nuovo disco, trattando le prove di palcoscenico come uno studio d'incisione per ricavarne "New Adventures In Hi-Fi", l'album numero 10. Il nuovo LP esce nel 1996, è pieno di citazioni bibliche e viene preceduto dal dubbio per il rinnovo con la Warner che farà nascere il contratto discografico più ricco nella storia del Rock: 80 milioni di dollari per cinque dischi (solo Robbie Williams saprà fare meglio, ma dovranno passare molti anni).
Secondo i R.E.M., "New Adventures In Hi-Fi" è il miglior disco dei R.E.M. Dopodiché, i R.E.M. come li conosciamo non esisteranno più: il 30 ottobre 1997 Bill Berry lascia la band per motivi personali e di salute, intaccando una formazione che sembrava granitica anche nella spartizione dei crediti.
"Siamo una vera democrazia socialista", dichiarava spesso Stipe, che all'indomani della dipartita invece commenterà agrodolce "Un cane con tre zampe è pur sempre un cane", preparando così l'ennesima risurrezione della formazione di Athens: i tre sopravvissuti non si perdono d'animo, decidono di non sostituire Berry, usano affermati drummer come turnisti (tipo Barrett Martin degli Screaming Trees, ma la scelta cadrà sul fido collaboratore di Beck, Joey Waronker) e soprattutto interrompono il sodalizio col produttore Scott Litt che durava da ben 5 dischi.

AVANTI A FORZA TRE
Nasce così "Up" un disco realmente nuovo, a cominciare dalle melodie, proseguendo con l'inedita fascinazione per le tastiere e la pubblicazione (per la prima volta) dei testi nel booklet: ennesima conferma di una rinnovata luce sul lato introspettivo dei R.E.M. E a chi sarà dedicata la frase scritta sul CD ("Thank You")?
A voi la scelta.
"Up" intanto viene portato in tour (contrariamente ai progetti iniziali), mentre proseguono le avventure extraconiugali di Stipe & soci su progetti più o meno estemporanei: dagli Hindu Love Gods ai Tuatara, dai 1Giant Leap alla colonna sonora di "Man On The Moon", per la regia di Milos Forman con l'interpretazione di Jim Carrey e Courtney Love. Per l'occasione i R.E.M. pubblicano "The Great Beyond" (2000), un brano inedito nato dall'incontro di leggerezza e nostalgia che preannuncia le sonorità del nuovo disco.
L'atteso ritorno avviene nel maggio del 2001 con "Reveal": "disco-decapottabile" presentato anche in Italia (delirio generale a MTV Sonic) e pensato per soddisfare quei fans che avevano poco apprezzato il visionario "Up", ma che in realtà ne prosegue la scia aggiungendovi semplicemente la coesione armonica dell'era "Automatic". Alla fine i successi non mancano: da "All The Way To Reno" alla meritevole ballad "I'll Take The Rain" (supportata da un video-cartoon in stile Radiohead), alla programmatissima "Imitation Of Life", una sorta di variazione moderna sugli arrangiamenti di "Losing My Religion".
Dopodiché, ancora silenzio – se escludiamo la disavventure giudiziarie di Buck, processato per aver aggredito in stato di ebbrezza il personale di un aereo e infine assolto, e la pubblicazione gratuita sul sito di "r.e.m.IX", ossia "Reveal" shakerato con elettronica e campionamenti.
L'ennesima pausa del gruppo si interrompe durante la guerra in Iraq, con un inedito appositamente diffuso via Internet ("The Final Straw", ossia all'incira 'la goccia che fa traboccare il vaso': invettiva contro Bush e le sue petrolguerre). A ottobre esce "In Time: The Best Of R.E.M. 1988-2003", che raccoglie 16 canzoni (di cui 15 singoli) del vasto repertorio della band, con l'aggiunta dei singoli inediti "Bad Day" e "Animal"; a breve segue la "Special Limited Edition", che in più offre un secondo disco di rarità, chicche e b-side.
Per gli ingordi, i fan che devono avere tutto-tutto e i collezionisti, viene pubblicato anche "In View: The Best Of R.E.M. 1988 – 2003", compilation di 16 videoclip arricchita anche da una sezione live. E che dire del bel volume "R.E.M. Book" con le foto di Francesco Virlinzi, il primo libro fotografico sui quattro (in origine) di Athens?

TEMPO DI POLITICA
Intanto, già dal giugno 2002 e poi per i primi mesi del 2003, Stipe e soci sono al lavoro sul nuovo LP, registrando materiale bastante per 4 dischi diversi. Con loro non c'è il solito Joey Waronker, defezionario, sostituito per l'occasione da Bill Rieflin, batterista che in curriculum annota Ministry, Nine Inch Nails, Chris Cornell e KMFDM: un tizio che pesta duro, a conferma del vociferato, rinnovato feeling dei R.E.M. con le chitarre.
In estate la band sbarca in Europa e giunge in Italia per 3 date entusiasmanti (a Padova ci sono ad accoglierli 18mila persone, al Neapolis Festival suonano con Patti Smith), poi a settembre è impegnata nella tournée nordamericana, che alla penultima data regala un emozionante momento di nostalgia quando Berry sale sul palco e suona con gli ex-compagni "Permanent Vacation". È solo un momento (chissà?), poi Berry torna al suo mestiere, lo chef di sushi.
E finalmente eccoci al disco: annunciato dal singolo "Leaving New York", a ottobre esce "Around The Sun", uno dei lavori più dichiaratemente politici mai sfornati dai R.E.M., che si dispongono in prima linea contro Bush e a sostegno di John Kerry. Tanto da imbarcarsi in un tour intensissimo di 10 giorni battezzato Vote For Change, insieme a Bruce Springsteen e a molti altri artisti, da Jackson Browne alle Dixie Chicks, da Ben Harper ai Pearl Jam. Poi Stipe e compagni partono per la tournée mondiale, che tocca l'Italia a gennaio 2005.
Nel settembre del 2006 scatta l'ora della reunion con lo storico batterista: Bill Berry suona insieme ai vecchi compagni ad Athens, nel corso di un concerto di beneficenza. Nello stesso mese i R.E.M. sono nei negozi di dischi con "And I Feel Fine: The Best Of The I.R.S. Years 1982-1987", che raccoglie alcuni tra i migliori pezzi pubblicati con la label I.R.S.
Nel marzo 2007 arriva l'annuncio della fine del sodalizio con il produttore Pat McCarthy e dell'inizio della collaborazione con Garret "Jacknife" Lee, già collaboratore, tra gli altri, di U2, Green Day, Snow Patrol e Bloc Party. Pochi giorni dopo arriva un importante riconoscimento alla loro popolarità: vengono introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame insieme a Patti Smith, Van Halen, The Ronettes e Grandmaster Flash And The Furious Five.
All'inizio dell'estate, il gruppo partecipa con la canzone "Dream #9" alla raccolta di cover di John Lennon "Instant Karma: The Amnesty International Campaign To Save Darfur" e tiene cinque Live Rehearsals, cinque "concerti di prova" presso l'Olympia Theatre di Dublino, in cui fa ascoltare al pubblico le nuove track, tutte dominate da un sound rock.
Per ingannare l'attesa del nuovo lavoro, previsto per la primavera del 2008, nell'ottobre 2007 esce il primo CD/DVD dal vivo, "R.E.M. Live", registrato a Dublino nel 2005.
Il 28 marzo finalmente il disco arriva anche nei negozi di dischi italiani anticipato dal singolo "Supernatural Superserious", il cui video è stato girato a New York in due location davvero particolari: un sexy shop e un ristorante italiano. Poco dopo parte il tour negli States ma ben presto Michael Stipe arriva anche in Europa dove fa tappa in Italia per ben 5 date a luglio del 2008.