Res

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RES è l'astro nascente della musica black/pop/rock/soul/acid-jazz americana.Un po' Lenny Kravitz al femminile, un po' Gwen Stefani versione black, un po' Lauryn Hill superfici. Si pronuncia Riis.
Esagerati? Forse, ma il suo stile ricco di contaminazioni trip-hop, hip hop e rock fa di lei un'artista che esula dal classico filone soul, r&b e rap. È un'interprete a 360° con una voce inconfondibile e un'immagine da paura.
I miracoli musicali senza tempo che oltrepassano i confini dei generi si creano quando la voce giusta si incontra con il produttore giusto al momento giusto. Alanis Morissette e Glen Ballard sono le due anime che hanno portato alla luce “Jagged Little Pill” nel 1995, Fiona Apple e Andrew Slater hanno originato l'intimo e profondo “Tidal” nel 1996. Tre anni più tardi, lo stesso Slater e Macy Gray hanno instillato la vita nello smash hit “On How Life Is”. L'alfiere canadese del trip-hop, Esthero, e il beat-maker di Minneapolis Doc hanno fatto la magia con “Breath From Another” del 1998. Allo stesso modo, Doc è lo Yin dello Yang di RES nell' accattivante album di debutto dell'artista, “How I Do”, una tappezzeria di suoni avventurosa che riflette il suo caleidoscopico background.
Nata e cresciuta nei sobborghi di Filadelfia, RES – al secolo Shareese Renee Ballard – è affascinata dai dischi ascoltati dai suoi genitori: Marvin Gaye, Stevie Wonder e Teddy Pendergrass. Durante gli anni all'Academy of Notre Dame (un college cattolico femminile) sviluppa una fortissima adorazione per gruppi come gli Eurythmics e i Pearl Jam. Contemporaneamente, fra i 14 e i 19 anni, prende lezioni di canto lirico.
Al suo secondo anno di università, la giovane prende coraggio e chiama Santi White, un'amica di famiglia che lavora nel dipartimento A&R (quello che 'cerca i talenti') alla Epic Records di New York. La discografica le chiede di cantare al telefono e subito dopo la invita a casa sua per lavorare insieme a delle canzoni che aveva scritto. Da lì a diventare sua manager, il passo è veramente breve.
Dopo aver rifiutato l'offerta della Epic di diventare la vocalist dei Groove Theory, RES comincia a far ascoltare il suo demo a varie etichette e alla fine ottiene un contratto con la MCA. È il 1999. Inizia a muovere i primi passi nel glamour dello showbiz partecipando a due progetti che ottengono grandissimo riscontro di critica. Canta il ritornello nella title track del secondo album di GZA, “Beneath The Surface” (1999) e si offre come corista su “Too Late”, una traccia atmosferica e sognante che appare su “Reflection Eternal” di Talib Kweli & Hi Tek.
La giovane trova finalmente l'anello mancante al suo sound, Doc, dopo che un amico le fa ascoltare “Breath From Another” di Esthero. È lì che si accorge che è lui il produttore di cui ha bisogno. Mesi più tardi RES si trasferisce a Manhattan e insieme a Doc comincia a lavorare a “How I Do” una collezione di canzoni fresche e originali piene di testi stimolanti e di elementi di soul, hip hop, rock alternativo, reggae, acid jazz, folk, drum'n'bass e psichedelia.
Il disco fa la sua comparsa nei negozi nella primavera 2002 e ha tutta l'aria di essere uno di quei pezzi cult di cui non si può fare a meno, il perfetto punto di partenza per conoscere le varie sfaccettature dei generi musicali attraverso un'unica e preziosissima voce.