Richard Hawley

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Richard Hawley

Il crooner bianco che sembra uscire dritto dagli anni Sessanta.
Ha conosciuto demoni e fantasmi, si è abbandonato alla droga, è riemerso con la sua chitarra, le sue storie suonate come classici d'annata, la sua voce morbida e roca.
Richard Hawley nasce a Sheffield, in Inghilterra, figlio di un metalmeccanico chitarrista rock e appassionato di Gene Vincent. Sia il padre che lo zio, quando capita, suonano insieme alle stelle del blues che si esibiscono all'Esquire Club. Richard finisce così per innamorarsi della chitarra (prende in mano la prima a sei anni) e di Fats Domino, Bo Diddley, Hank Williams, Johnny Cash, Little Walter, Roy Orbison e altri giganti. A dodici anni comincia la gavetta nelle feste dei matrimoni e all'inizio degli anni Ottanta finisce in Germania a suonare r'n'b nelle birrerie, poi torna in patria ed entra a far parte dei Treebound Story, band indie che allora piaceva molto a John Peel.
Tenta senza successo di entrare nel gruppo solista di Morrissey, poi partecipa alla vicenda dei Longpigs, che si sciolgono sfiancati dagli abusi di droghe e dalla cattiva sorte. Hawley ne esce prostrato e vittima di ogni tipo di dipendenza. La salvezza viene dai Pulp, amici di vecchia data, che lo prendono con loro per suonare in tour e in seguito anche nei dischi. Intanto, l'industria si è accorta di questo chitarrista versatile e dotato e lo chiama a prestare servizio in diverse occasioni per artisti come All Saints, Perry Farrell, Finlay Quaye, Robbie Williams e Beth Orton, e anche per la colonna sonora di "Romeo + Giulietta" di Baz Luhrman.
Ma Richard deve ancora trovare la sua voce. Dopo anni di titubanze, capisce di esserci riuscito quando sottopone qualche registrazione a Jarvis Cocker e Steve Mackey dei Pulp: il loro silenzio assorto e compiaciuto dice tutto. Nel 2001 debutta con un mini omonimo, a cui fa seguire il singolo "Coming Home" e l'album "Late Night Final", un'antologia di racconti delicati e accarezzati che fa agganciare Hawley alla tradizione del songwriting anglosassone e scomoda paragoni di un certo peso (Andy Williams, Percy Sledge, Billy Fury, Fred Neil, Orbison, Chris Isaac e anche Frank Sinatra, tra gli altri). Peccato, almeno per ora, che le vendite vadano al rallentatore.
Nel 2003 esce "Lowedges", un'altra splendida opera dal sapore retrò che miete recensioni eccellenti e finalmente fa conoscere il nome di Hawley a un pubblico più vasto. Giungono parole di apprezzamento addirittura da Coldplay, Radiohead e R.E.M., che anzi decidono di portarselo in tour.
Mentre alcune beghe legali legate al passaggio dalla Setanta Records alla Mute rallentano l'uscita del terzo LP, Richard si dedica alla produzione (lavora con Nancy Sinatra), alla sua band rockabilly, i Feral Cats, e a curare una sgradevole pleurite.
Nel 2005 torna a incantare con "Coles Corner"; il titolo, ancora una volta, è dedicato a Sheffield, dove vive con la moglie e la figlia, e si riferisce a un tipico luogo di incontro per amici e amanti.