Rocket Science

Rocket Science

Il garage che sorprende.
Roman Tucker (classe 1978) finisce sulla copertina di un magazine australiano prestissimo: ha 10 anni e suona in una band punk. È un'insurrezione fin troppo precoce e dura poco, ma non stupisce che a metà degli anni Novanta Roman scuota la scena di Melbourne con i The Martians.
Nel 1998 organizza una prova ai Midian Studios con tutti i migliori membri dei gruppi concorrenti: Kit Warhurst dei Velvet Tongue alla batteria, Paul Maybury dei The Hogs alla chitarra e Dave Gray dei Freeloaders al basso semi-acustico. Basta un giorno per scrivere la prima canzone, "Welcome Aboard". Il verdetto è inoppugnabile: questi quattro non possono che suonare insieme.
Con una sequenza di concerti assatanati, guidati dall'Hammond alieno di Roman (i Rocket Science recuperano strumenti d'annata - anche il theremin!), conquistano le platee e diventano i cocchi della stampa nazionale. Nel 2000 suonano di spalla a Mudhoney e Supersuckers e debuttano con l'album "Welcome Aboard The 3C10", garage strafottente e urticante. Il 2002 è l'anno decisivo: i Rocket Science incidono l'ottimo "Contact High", partecipano al festival Big Day Out e finiscono sotto l'ala protettiva del management di Jet e Vines. Il che vuol dire: Europa, arriviamo.
Nella primavera del 2003 esce l'EP "Run Like A Gun", poi finalmente in estate "Contact High" (da cui sono estratti i singoli "Being Followed" e "One Robot") sbarca in Inghilterra e in tutta Europa, seguito pochi mesi dopo dalla ristampa del primo LP (in Italia arriva nel 2004). I Rocket Science in prima persona volano in Gran Bretagna e nel vecchio continente per una serie di concerti, sia da headliner che di spalla a Vines e Supergrass.
Nel frattempo, all'inizio del 2004 il nuovo disco è finito, pronto per la pubblicazione.