Roger Waters

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Roger Waters

Senza di lui i Pink Floyd non sarebbero esistiti.
Cantante, bassista, compositore, talento puro: Roger Waters è stato il centro gravitazionale dei Floyd dal 1965 al 1983, attraversando la storia della musica rock in sella a uno dei migliori gruppi di sempre.
Dopo di che ha abbracciato un'interessante carriera solista, ha festeggiato la caduta del muro di Berlino in modo indimenticabile ed è invecchiato senza consentire a chicchessia di dirgli cosa pensare. Impossibile aspettarsi di meno da uno dei figli più illustri del movimento psichedelico inglese.
Comincia tutto il 6 settembre del 1943, quando George Roger Waters diventa il secondo bambino di casa.
Non è un anno particolarmente bello, in cui nascere: la Seconda Guerra Mondiale sta devastando il mondo e può succedere che tuo padre sia arruolato per combattere al fronte. È esattamente quello che succede: Eric Fletcher Waters non tornerà mai a casa, ucciso sui campi di battaglia. A lui sarà dedicato, molti anni dopo, "The Final Cut" (tredicesimo disco dei Pink Floyd, targato anno 1983).
Durante e dopo la guerra mamma Waters tiene duro, cresce i figli da sola e manda Roger a farsi una cultura nel politecnico londinese di Regent Street. Qui il destino comincia a giocare le sue carte: in quelle stesse aule studiano infatti Richard Wright, Nick Mason e Clive Metcalf. Diventano i compagni di Waters nei Sigma 6, la sua prima band.
È il 1965 e tre dei futuri Pink Floyd già suonano insieme.
Dopo aver cambiato un sacco di nomi e di musicisti, il trio assolda Syd Barrett. Da qui in avanti la storia di Floyd diventa realtà.
All'inizio il grosso dell'ispirazione musicale viene proprio da Barrett, cui si deve gran parte del materiale di "The Piper At The Gates Of Dawn" (1967). Però Barrett si fa di acidi a più non posso, rischia di mandare il gruppo a vacche e molla tutto all'inizio del 1968.
La palla passa a Roger Waters, quello dei Floyd che aveva più contribuito alla composizione di "The Piper At The Gates Of Dawn". Da qui in avanti il gruppo diventa sempre più una sua creatura. Fino a quando "The Final Cut" (1983), l'album più personale di Waters, non segna la fine dei Pink Floyd.
Dopo la pubblicazione del disco ogni componente va per la sua strada.
Roger Waters ci mette una pietra sopra e comincia a pensare al futuro. Del resto, è l'unico dei Floyd ad avere una sorta di disco solista alle spalle: si tratta di "Music From The Body" (1970), bizzarra colonna sonora del film "The Body", realizzata insieme a Ron Geesin e anticipatrice di alcuni lavori successivi dei Pink Floyd.
Colonna sonora a parte, il primo vero album solista di Roger Waters arriva già nel 1983, complice il fatto che buona parte del materiale era stato sottoposto ai restanti Floyd al tempo di "The Wall". Il titolo? "The Pros And Cons Of Hitch Hiking". Si tratta di un concept album che indaga la psiche umana, si avvale dell'ottimo contributo di Eric Clapton e vanta una copertina censurata negli States (il sedere della modella Linzi Drew viene coperto da una grossa banda nera).
Nel 1986 esce il film "When The Wind Blow" (regia di Jimmy T. Murakami), storia di una coppia di vecchi inglesi che si prepara per un imminente attacco nucleare. La colonna sonora del film è di Roger Waters, che in questo lavoro anticipa molti dei temi del suo secondo album ufficiale, "Radio K.A.O.S." (1987).
Prima, però, c'è una lunga querelle legale: Gilmour, Mason e Wright vogliono rimettere insieme i Pink Floyd. Waters dice fate pure ma non utilizzate il nome. Di mettersi d'accordo con le buone non se ne parla. Finisce che vengono coinvolti gli avvocati e che il giudice dà torto a Waters: i Floyd tornano a esistere come trio e continuano per la loro strada.
Waters incassa la sconfitta e passa oltre.
Poi, a giugno del 1987 pubblica "Radio K.A.O.S." e parte per un lungo tour promozionale. Il disco è un concept album che racconta la storia di Billy, un ragazzo scozzese e invalido che sviluppa la capacità di ricevere le onde radio nella sua testa e lentamente scopre di poter controllare i più potenti computer del pianeta per sventare la minaccia nucleare. Non manca una vena fortemente polemica, anche se in alcuni casi è 'nascosta': per esempio, la copertina del disco è composta dai titoli delle canzoni in codice morse.
È un sorta di avvertimento: dopo l'ultima traccia del disco, infatti, un messaggio audio in codice morse dice "Now the past is over but you are not alone, together we'll fight Sylvester Stallone. We will not be dragged down in his South China Sea, of macho bullshit and mediocrity".
Chiaro che Waters accolga con entusiasmo la fine della Guerra Fredda e la caduta del muro di Berlino. Per festeggiare organizza un concerto da paura nella Potsdamer Platz: è il 21 luglio 1990. Solo 12 mesi prima quella era terra di nessuno, divideva Berlino Ovest da Berlino Est, era guardata da soldati che sparavano a chiunque tentasse di attraversarla. Adesso contiene oltre 300.000 persone e un supercast di musicisti, tutti intenti a suonare le note di "The Wall". Ci sono Bryan Adams, The Band (Levon Helm, Rick Danko, Garth Hudson), Paul Carrack, Thomas Dolby, James Galway, Jerry Hall, The Hooters, Cyndi Lauper, Ute Lemper, Joni Mitchell, Paddy Moloney, Van Morrison, Thomas Dolby, Ute Lemper, Marianne Faithfull, Sinead O'Connor e gli Scorpions.
Ci sono anche gli attori Tim Curry e Albert Finney: nel brano "The Trial" interpretano rispettivamente il pubblico ministero e il giudice (quello che sancisce l'abbattimento del muro).
Il concerto va in mondovisione, viene registrato ed esce l'anno successivo come disco: "The Wall: Live In Berlin, 1990" è il migliore festeggiamento possibile per la caduta del muro.
Il ritorno con un nuovo album solista è per settembre del 1992, quando esce "Amused To Death" (alcuni lo considerano il capolavoro di Waters). Si tratta ancora di un concept album, che raffina ulteriormente il lavoro sui testi e sulla musica affrontando in modo diretto e profondo i pericoli del capitalismo, l'insensatezza dell'uomo, la stupidità della guerra e lo schifo di un intrattenimento programmaticamente vuoto. Come è facile intuire, ad alcuni non piace troppo.
A differenza di "Radio K.A.O.S.", dopo "Amused To Death" non c'è la tradizionale tournée promozionale: Roger Waters comincia a diradare i suoi impegni, ma non smette di lavorare. Gran parte del tempo la dedica al progetto di un'opera in Francese e Tedesco, "Ca Ira".
Alla fine, però, il palco torna a chiamarlo con insistenza e lui cede. È il 1999: il pubblico dimostra di gradire parecchio, tanto da costringerlo ad aggiungere un sacco di date al tour statunitense. Il risultato dà vita a "In The Flesh Live" (2001), un doppio CD che raccoglie il meglio delle performance in terra americana.
Raggiunto il nuovo millennio, Roger Waters ha ormai superato la cinquantina, ha fatto la storia della musica e ha dimostrato di saper sopravvivere ai Pink Floyd portando avanti un percorso di alto livello artistico. Non tutti ci sarebbero riusciti. Secondo molti critici e fan, neppure i Floyd sono stati più in grado di raggiungere le vette del periodo in cui era lui a fare da centro gravitazionale della band.
Insomma: è tempo di fare le cose con più calma, magari a costo di non pubblicare più niente di nuovo.
E infatti il suo ritorno discografico non è con una novità: "Flickering Flame" (2002) esce in coincidenza con il nuovo tour mondiale e raccoglie uno spaccato della sua carriera post Pink Floyd, comprese un paio di rarità, due demo e un'intrigante cover di "Knockin' On Heaven's Door" di Bob Dylan.
Ancora non è finita: il lungo lavoro sull'opera "Ca Ira" pare giungere a una fine all'inizio del 2005: si parla di una pubblicazione a breve sotto l'etichetta Sony Classical, con tanto di esecuzioni nei teatri.