Ronan Keating

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Ronan Keating

Ovvero, come realizzare il proprio sogno di bambino di diventare famosi e fare un sacco di soldi. Questa è la storia di un piccolo irlandese dagli occhi verdi, il cui unico desiderio nella vita era quello di sfondare nella musica e trasformarsi nell'uomo più ricco del proprio paese. Unica condizione: tutto questo avrebbe dovuto accadere entro i 20 anni d'età. Altrimenti si è carne da macello.
Ladies & Gentlemen, lasciate che vi presentiamo Ronan Keating.
Il bel Ronan, ex-frontman dei Boyzone (acerrimi rivali dei Take That), ha venduto 16 milioni di album alla tenera età di 25 anni: se pensate che questo non è solo che l'inizio della sua carriera…beh, fate i vostri conti. Nonostante la sua faccia da bambino, il ragazzo dallo sguardo che uccide è una sorta di eminenza grigia del pop irlandese, con uno straordinario bagaglio di ricordi: il duetto con Elton John al Madison Square Garden di NY, l'intervista a David Bowie sul web, l'esperienza come presentatore a manifestazioni come Miss Mondo e gli MTV Europe Music Awards, i viaggi intorno al mondo, l'ascesa alle stelle dei suoi protegés Westlife e l'inizio della sua carriera parallela come rappresentante UNICEF (ormai passaggio obbligato per tutte le popstar). E un numero troppo grande di successi, concerti e riconoscimenti vari per ricordarli tutti. Allora, meglio andare per ordine (e prendete nota, che magari vi serve per capire i trucchi del mestiere!).
Ronan Patrick John Keating nasce a Dublino il 3 marzo 1977. Cresciuto in una famiglia disagiata, ultimo di cinque fratelli, già in tenera età dimostra di possedere un notevole talento artistico iniziando a comporre le sue prime canzoni. I suoi sforzi vengono ripagati quando, nel 1993, si presenta a un'audizione per entrare in una boyband e la supera a pieni voti. Nascono i Boyzone, che nel giro di soli sei anni vendono più di 12 milioni di copie dei loro dischi, diventando una delle band più amate dai giovani di tutto il mondo (da tutti quelli che non amavano i Take That, si intende).
Niente sembra fermarli. Ma anche nelle più belle favole non tutto va sempre bene, almeno non per tutti: ancora quando il gruppo non manifesta segni di cedimento, Ronan esterna le sue volontà di uscire dai confini della teen-band per esplorare nuove strade. Spinto dallo stesso manager del gruppo, Louie Walsh, a tentare la carriera solista, Ronan debutta nel natale 1999 con “When You Say Nothing At All”, una hit istantanea grazie al fatto che entra nella colonna sonora del film “Notting Hill”.
Il singolo vende in pochissimo tempo oltre 500 mila copie, conquistando il primo posto della classifica inglese. Stessa sorte tocca a “Love Is A Rollercoaster” – secondo singolo, scritto insieme a Gregg Alexander dei New Radicals – che anticipa il suo album d'esordio “Ronan”. L'LP esce nell'estate 2000 e, a dimostrazione del grande spirito di attesa per quella pubblicazione in UK, vengono prenotate 400 mila copie prima ancora che sia disponibile nei negozi.
Fino a qui, l'affascinante biondino, è ancora ufficialmente membro dei Boyzone: anzi, i cinque smentiscono più e più volte le insistenti voci sparse dai media (che, sommando la sua divagazione solista con i suoi interessi come manager degli astri nascenti Westlife sono giunti ad un'unica inconfutabile conclusione), e arrivano anche a presentarsi tutti insieme appassionatamente sul palco degli MTV Europe Music Awards di Dublino del 1999 (quelli che, guardacaso, presenta il vulcanico Ronan). Verso la fine del 2000, però, una serie di dissapori personali che si trascinano da tempo con gli altri membri (in particolare Shane Lynch) portano alla rottura definitiva.
Non tutto il male viene per nuocere, dice il proverbio: anzi, forse quella è l'occasione che Keating aspettava da tempo. Proibito lasciarsela scappare.
Seguendo la naturale gestazione delle cose – in parallelo con quella della moglie, incinta del loro secondo figlio – l'ormai ex-Boyzone comincia a lavorare al follow-up di “Ronan”. Il 2001 lo vede impegnato al lavoro insieme all'amico Alexander e al produttore Rick Nowles alla stesura di quello che, nel maggio 2002, viene dato in pasto ai suoi milioni di fan con il titolo di “Destination”. Anticipato dalla hit “If Tomorrow Never Comes”, una cover di un famoso brano country portato al successo dalla leggenda del genere, Garth Brooks, il suo secondo album lo vede più maturo e più proteso ad esplorare le vie del rock (seppur melodico) che quelle del bubble-gum pop.
Un nuovo capitolo di una delle favole irlandesi più conosciute al mondo ha avuto inizio.