Rooney

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Rooney

Freschi, giovani e carini: i nuovi eroi del (pop) rock'n'roll.
Gli Ed Rooney – il nome viene da quello del preside (interpretato da Jeffrey Jones) nel film "La Pazza Giornata Di Vacanza" del 1986, con Matthew Broderick – iniziano la loro storia a Los Angeles, nel 1999. Il 22 novembre, per l'esattezza, nel classico garage obbligatorio per le band post-puberali, trasformato da Taylor Alexander Locke (chitarrista, nato nel 1984) in uno studio per le prove.
La prima formazione della band è costituita dai giovanissimi Robert Carmine (classe 1982, cantante, chitarrista e mente creativa), Matt Winter (1982, bassista), Matt Star e Teddy Briggs, oltre ovviamente a Taylor. In seguito il gruppo perderà sia la particella Ed, identificandosi solo come Rooney, che Teddy Briggs (lascia nel 2000 per motivi personali) e Matt Star (nel 2001), al posto dei quali entrano in rosa Ned Brower (il più vecchio del lotto, essendo nato nel 1978), batterista ed ex-modello, e Louie Stephens (1984), tastierista e arma segreta dell'ensemble.
Dopo solo un mese di prove, i Rooney suonano di spalla in uno show dei Phantom Planet riservato a pochi intimi: più che il talento, qui, conta la parentela, dato che Carmine è fratello di Jason Schwartzman, batterista dei Phantom. Il debutto dal vivo è promettente e i Rooney cominciano da qui, concerto dopo concerto, a costruirsi una certa nomea, ma quando tutto sembra andare per il verso giusto, Carmine decide di lasciare i compagni per trasferirsi a New York e frequentare il college. Il bello dei Rooney (le fan adolescenti impazziscono per lui) studia e recita anche, con il suo nome di battesimo Robert Schwartzman, nel film della Disney "Pretty Princess" (2001). Prima era già comparso nel "Giardino Delle Vergini Suicide" (1999), e prima ancora nel corto "Sfiora La Stella" (1998), entrambi diretti da Sofia Coppola (che è sua cugina).
Si prospetta un roseo e confortevole futuro da stellina hollywoodiana, ma Robert decide che, in fin dei conti, a lui interessa solo fare musica. Molla l'università e torna alla guida dei Rooney, che con lui prendono la rincorsa e in breve conquistano Los Angeles.
Suonano tantissimo dal vivo, fanno sold out ai concerti solo in forza del passaparola, registrano da sé tre EP ("Deli Meats", "Plug It In" e soprattutto "Mastedonia") che spopolano e alla fine la Geffen, nel marzo del 2002, non può che metterli sotto contratto. Durante l'estate vanno in tour per l'America con gli adorati Weezer, la loro band-mito; l'amore è reciproco, dato che Rivers Cuomo, leader dei Weezer, è un fan dei Rooney. Poi tornano in California e si trovano ad affrontare platee insolitamente vaste, per un gruppo che non ha nemmeno pubblicato un disco: il Roxy Theatre di Los Angeles, che non è un buco, va tutto esaurito. Suonano anche di spalla a Phantom Planet, Strokes, Donnas.
Le registrazioni del disco di debutto, guidate da Ric Ocasek, ex dei Cars, iniziano in estate e si concludono verso la fine dell'anno. La pubblicazione slitta a maggio del 2003 (anticipata probabilmente dal singolo "Shakin"), ma i Rooney fanno comunque capolino nei negozi di dischi grazie al tributo "We're A Happy Family", dedicato ai fondamentali Ramones, con la cover di "Here Today, Gone Tomorrow".
"Rooney" vede finalmente al luce nel maggio 2003. Subito dopo, la band parte per un tour promozionale e rimane on the road fino alla fine del 2004. Nel frattempo, la partecipazione alla colonna sonora di un episodio della patinata serie televisiva "The O.C." regala loro un boom di popolarità e il raddoppio delle vendite.
I cinque non perdono tempo e nel novembre 2004 mettono in circolazione il loro primo DVD "Spit & Sweat", che raccoglie i video realizzati fino a quel momento, oltre ad alcuni brani live.
Alla fine dell'anno la band è già in studio con il producer Tony Hoffer (Beck, Turin Brakes, Air) e nella primavera successiva decide il titolo del nuovo lavoro, "The Kids After Sunset".
Tutto lascia pensare a un'uscita imminente, ma la semplicità non sembra essere scritta nel loro DNA: insoddisfatti dei risultati, infatti, nell'autunno del 2005 i Rooney rimettono tutto in discussione. Mentre alcune track finiscono su Internet in versione demo, raccolte dai fan nel cosiddetto "Lost Album", i cinque tornano al lavoro con un nuovo produttore, Howard Benson, arrivando questa volta vicinissimi alla pubblicazione. Lo stop blocca tutto nella primavera dell'anno successivo, e questa volta è la casa discografica a porre il veto sulle canzoni da inserire.
Per dimenticare i guai, il gruppo parte con la cantante coutry-pop Kelly Clarkson per un tour estivo che lo impegna fino ad agosto. Al ritorno è tempo di fare sul serio, e questa volta il secondo disco non trova più ostacoli davanti a sé. "Calling The World" esce nel luglio 2007, completamente rinnovato rispetto alle bozze precedenti, mentre si apre un'estate di tour sui palchi degli States. E sembra che la chiamata per il mondo abbia ottenuto più di una risposta: il disco infatti si rivela un successo di pubblico e critica, e i numerosi live proposti dalla band un ottimo banco di prova per il nuovo lavoro. La band divide in palco con molte band del panorama indie statunitense e si appresta al termine dei concerti a tornare in studio per scrivere un nuovo lavoro. Inoltre un pezzo incluso nell'album diventa colonna sonora di un noto spot pubblicitario americano. Non male per le nuove sensation del indie rock d'oltreoceano.