Saint Etienne

Saint Etienne
  • Britpop, Indie Pop, Club/Dance, Indie Electronic, Alternative Dance, Alternative Pop/Rock, Alternative/Indie
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Come ogni gruppo di concetto che si rispetti, nato dalle idee di un giornalista musicale, i Saint Etienne hanno avuto il merito di fondere l'estetica del pop anni '60 con la scena dance degli '80, influenzando moltissimo anche la nascita del Brit-pop di metà anni Novanta.
Grazie a loro, l'indie-dance si è affermata come una strada perseguibile e di successo in Inghilterra: tutto quello che serviva erano pezzi orecchiabili che non durassero più di tre minuti e che – grazie a melodie leggere, una produzione minuziosa e vocal sussurrati – riportassero in auge l'era dorata della Swinging London.
Il gruppo prende vita nella cittadina di Croydon, a sud di Londra, quando due amici d'infanzia, Bob Stanley e Pete Wiggs decidono di mettere in pratica la comune passione per la musica e per il calcio francese (!). Dopo aver trascorso la maggior parte degli anni Ottanta a fare cassette di musica da party, si separano per parecchio tempo, intraprendendo i lavori più disparati. Proprio in questo periodo, Bob – che è diventato critico musicale – ha l'idea di attualizzare il pop anni Sessanta con la club scene degli Ottanta. Nell'88 i due si trasferiscono a Camden e danno vita ai Saint Etienne, prendendo il nome a prestito dalla squadra di calcio d'Oltralpe che ad alcuni italiani è cara per aver ospitato il grande Michel Platini, prima che passasse a far gol alla Juventus.
Dopo aver realizzato diversi singoli di successo come "Only Love Can Break Your Heart", cover di Neil Young cantata da Moira Lambert, “Kiss And Make Up”, cover dei Field Mice cantata da Donna Savage dei Dead Famous People e “Nothing Can Stop Us”, cantata da Sarah Cracknell, nel 1992 avviene l'esordio vero e proprio.
L'album "Fox Base Alpha", che vede l'inserimento full-time in formazione di Sarah Cracknell (vero e proprio trademark del sound St Etienne, grazie ai suoi vocalizzi da ragazzina) è una hit moderata, da cui scaturiscono vari singoli. È un momento di continui giudizi positivi per il trio, sia da parte degli addetti ai lavori che dal pubblico, che a poco a poco si allarga a tutta l'Europa.
Oltre al loro impegno principale, Bob e Pete lavorano come remixer e produttori, fondando l'etichetta Caff Records, su cui pubblicano alcuni 7” a edizione limitata di band come Pulp e Manic Street Preachers. Contemporaneamente nasce la Ice Rink, con lo scopo di far uscire dischi di gruppi solamente pop: nel roster annoverano gli Oval, i Sensurround, i Golden, ma nessuno di loro ottiene – ahimé – l'attenzione sperata.
Nel 1993 esce "So Tough", anticipato dal singolo “You're In A Bad Way”: le recensioni sono sempre più positive e le vendite continuano a crescere. I singoli “Who Do You Think You Are”, “Hobart Paving” e “I Was Born on Christmas Day” ottengono buoni piazzamenti in classifica. A breve distanza, arriva "Tiger Bay", accolto da giudizi discordanti di critica, anche se commercialmente dimostra ancora la loro forza di traino per le masse. Dopo aver pubblicato la compilation di singoli “Too Young To Die” e la traccia uscita soltanto sul mercato francese, “Resurection”, i tre prendono un lungo periodo di pausa.
Sarah esordisce da solista, pubblicando il brano “Anymore” a fine 1996, mentre Bob e Pete creano un'etichetta sussidiaria della EMI su cui scritturare giovani band da lanciare. Nell'autunno di quell'anno esce l'album di remix, “Casino Classics”. Per vedere la luce di nuovo materiale bisogna aspettare il 1998, con “Good Humour”, seguito poco dopo dall'EP “Places to Visit” e da un best of.
A metà 2000 appare nei negozi “Sound of Water” - uscito per la Sub Pop, storica etichetta grunge di Seattle che lanciò i Nirvana - a cui collaborano Sean O'Hagan degli High Llamas e i To Rococo Rot. Ottenuti ampi consensi anche in America, dove si recano in tour, i Saint Etienne danno vita a “Interlude”, collezione di nuove canzoni, instrumental e b-side, incalzato nel 2002 da “Finisterre”.