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Sean Paul

La superstar del dancehall giamaicano.
Fin dal suo primissimo esordio, il singolo "Baby Girl" del 1996, Sean Paul è subito assurto a nuovo volto e a grande speranza della musica reggae e della sua comunità, colui che un giorno avrebbe riportato questo genere ai fasti che gli spettano.
Nato l'8 gennaio 1975 (altre fonti dicono 1973) da padre portoghese-giamaicano e madre cinese-caraibica, Sean Paul Henriques cresce nei dintorni di St. Andrews, in Giamaica, spendendo tempo più nello sport (è tradizione di famiglia) che nella musica.
Nuotatore provetto e giocatore della nazionale giamaicana di pallanuoto, Sean comincia a coltivare anche la passione per l'arte del DJing a 13 anni, quando sua madre gli regala una tastiera da 30 dollari.
Ma è dal 1993 in avanti che il ragazzo comincia ad approcciare il musicbiz con velleità artistiche e professionali. Seguace di Super Cat (figura di riferimento del dancehall giamaicano, a cui Sean si ispira anche nello stile, di chiara inclinazione rap) e protetto di Don Yute, in quell'anno viene introdotto nell'ambiente dai musicisti Carrot Jarret, Cat Coore e Bunny Rugs della band Third World e dai producer Rupert Bent, Paul Castick e soprattutto Jeremy Harding.
Dopo un po' di doverosa gavetta, durante la quale collabora a numerose produzioni nel suo paese (oltre alla già citata "Baby Girl", altre hit quali "Nah Get No Bly (One More Try)", "Deport Them", "Excite Me", "Infiltrate" e "Hackle Mi"), Sean Paul comincia ad attirare l'attenzione del grande pubblico americano. Nel 1998, anno in cui collabora a una produzione con Mr. Vegas, "Here Comes The Boom", entra a far parte della soundtrack (siglata Def Jam) di "Belly", pellicola d'esordio di Hype Williams (il regista dell'ultimo videoclip di Aaliyah, "Rock The Boat"), interpretata da due mostri sacri dell'hip hop come Nas e DMX. È l'inizio della scalata al musicbiz: subito dopo la sua "Hot Gal Today" (2000) entra nella Top Ten della classifica rap di Billboard e diventa il suo cavallo di battaglia, nonché il preludio ideale per il lancio del primo album completo: in "Stage One", prodotto dalla label VP Records, Sean Paul condensa molti dei suoi singoli degli ultimi anni, inframmezzati dagli inediti appena sfornati. Nell'estate del 2000 il DJ/producer/vocalist giamaicano si esibisce un po' ovunque, compreso il Summer Jam 2000 di New York, l'epicentro della sua popolarità.
Con il secondo album "Dutty Rock", molto più incisivo del precedente e traboccante di contagiosa energia, il suo successo varca anche i confini del continente nordamericano. Uscito nei negozi nel settembre del 2002, il disco è una riuscita fusion di dancehall, hip hop e r'n'b contemporaneo facile da ballare, che si afferma grazie a numerosi singoli di richiamo ("Gimme The Light" e soprattutto l'asfissiante "Get Busy", con lo stesso Paul nei panni di vocalist in stato di grazia) e ad alcune collaborazioni eccellenti: Busta Rhymes per il remix di "Gimme The Light", Rahzel dei Roots per "Top Of The Game" e le superstar della produzione Neptunes per la track "Bubble".
Ma nonostante la fama internazionale, Paul non si accontenta e non cade nel tranello di sentirsi arrivato solo dopo un paio di album. Anzi, per raggiungere i suoi obiettivi decide di aprire una propria etichetta, la Bassline Records, per migliorare ulteriormente la qualità delle sue produzioni e avere un maggiore impatto sull'industria reggae.
Nel 2004 Paul si imbarca in un tour internazionale che lo porta in giro per l'Egitto (compreso uno show sulla piana delle piramidi di Giza!), gli Emirati Arabi e l'Europa. Esce anche "Duttyology", il suo primo DVD, che contiene, oltre ai video di "Gimme The Light", "Get Busy", "Like Glue" e "I'm Still In Love With You" (ospite Sasha), anche il backstage dei suoi concerti e alcune interviste esclusive.
Dopo mesi e mesi passati in studio, nel 2005 arriva "We Be Burnin'". Il singolo, con video annesso girato nel deserto del Mojave e diretto da Jessy Terrero (50 Cent, Cam'ron, Chingy), precede di poco l'uscita di "The Trinity", terzo album registrato completamente in Jamaica con la collaborazione dei più grandi produttori del circuito dancehall dell'isola.