Settlefish

Settlefish

Il sangue nuovo dell'indie italiano: i Settlefish sono giovani, bolognesi (eccezion fatta per il cantante, nato in Canada) e con ancora tanti assi nella manica da giocare.
Il gruppo si forma nel 2001, quando dietro alla voce carismatica di Jonathan Clancy si riuniscono Bruno Germano (chitarra e tastiera), Paul Pieretto (basso e sampler), Federico Oppi (batteria) ed Emilio Torreggiani (chitarra). I cinque iniziano a suonare nel circuito bolognese indipendente, alzando ben presto il tiro mettendosi a fare date in tutta Italia.
Nel 2003 arriva la svolta internazionale: l'americana Deep Elm Records, punto di riferimento per l'indie rock di stampo fortemente emotivo degli anni Novanta, nota il gruppo felsineo e lo mette sotto contratto. Dopo qualche pezzo di rodaggio, pubblicati su tre antologie della Deep Elm ("Hearts Bleed Blue ", "Too Young To Die " e "Sad Songs Remind Me", tutte del 2003), i Settlefish sono pronti per il debutto: "Dance A While, Upset", 2003.
Il disco è un ottimo biglietto da visita, e porta la band a suonare in giro per Europa, Stati Uniti e Canada in compagnia di gente come Afterhours, Perturbazione, El Guapo, Lungfish, Desert City Soundtrack, Giardini Di Mirò e Fantomas.
Nel 2006 i cinque ragazzi di Bologna sfornano il loro secondo capitolo discografico, "The Plural Of The Choir", coprodotto da Deep Elm e dall'italiana Unhip Records. In studio con il gruppo entra Brian Deck, batterista dei "Red Red Meat", band culto dell'indie anni Novanta. Brian mette tutta la sua esperienza dietro alla console al servizio dei Settlefish, guidandoli verso un disco già maturo, con una tensione verso la forma canzone che lo rende più accessibile del lavoro precedente.
Incassate ottime recensioni per "The Plural Of The Choir", Jonathan e soci ripartono on the road per un nuovo tour internazionale.