Sinéad O'Connor

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Sinéad O'Connor

La Giovanna d'Arco del rock irlandese.
Artista tra le più trasgressive, talentuose e ribelli della scena internazionale, Sinéad O'Connor ha spesso vacillato tra picchi e abissi, successi e polemiche, alti e bassi. I motivi di questo continuo altalenare vanno ricondotti alla personalità irrequieta e alla spiritualità della cantante nata a Dublino nel 1966.
Dopo un'infanzia tormentata e un periodo di reclusione in un riformatorio irlandese, Sinéad emerge grazie a un talento vocale straordinario: esordisce nel mondo discografico come coautrice del singolo "Take My Hand" della band dublinese In Tua Nua (collegata agli U2), che la porta dritta dritta alla firma di un contratto discografico con l'etichetta Ensign Records.
Dopo aver collaborato con il chitarrista The Edge nella colonna sonora del film "The Captive" (1986), l'artista irlandese, in seguito ad un contrasto con la Ensign, produce da sola il suo esordio discografico ("The Lion And The Cobra" 1987): l'album ottiene subito un eccezionale riscontro di pubblico e di critica.
La personalità eccentrica della cantante di Dublino inizia a manifestarsi al grande pubblico attraverso dichiarazioni sorprendenti che, se da un lato sono fonte di reazioni e contrasti con i media, dall'altro sono vettore di enorme pubblicità gratuita: infatti la pubblicazione dell'album del 1990 "I Do Not Want What I Haven't Got", preceduto dal singolo "Nothing Compares 2 You" scritto da Prince, avviene in un clima colmo di aspettative. Che vengono puntualmente soddisfatte da un disco che per qualità dei contenuti artistici è considerato uno dei migliori di quegli anni.
Il grande successo internazionale non sembra avere effetti benefici sull'incontenibile personalità di Sinéad O'Connor che, nonostante la venerazione dei fan e l'appoggio della critica, non esita in più di un'occasione a lanciarsi in dichiarazioni controproducenti. È di questo periodo il celebre oltraggio al Papa: durante il Saturday Night Live Show la cantante distrugge una foto del pontefice al grido di "fight the real enemy" (combatti il vero nemico).
È solo l'ultimo, e il più eclatante, di una serie di comportamenti che inesorabilmente provocano l'ostracismo dei media e il progressivo allontanamento della genialoide irlandese dallo showbiz.
Finisce che i seguenti album, "Am I Not Your Girl" del 1992 e "Universal Mother" del 1994, vengono boicottati da televisioni e riviste fin dalla pubblicazione e di conseguenza non riescono a raccogliere quanto meriterebbero dal punto di vista commerciale.
Dopo aver tentato con alterne fortune la carriera teatrale ed aver (pare) inscenato un tentativo di suicidio, Sinéad O'Connor pubblica nel 1997 un EP dal titolo "Gospel Oak". Poi chiede scusa al papa per l'episodio del '92, ma continua a macinare scandali uno via l'altro: prende il nome di suor Bernadette-Marie e viene ordinata sacerdote della chiesa cattolica Latin Tridentine (non riconosciuta dal Vaticano) che la esenta dal voto di castità; poi fa un gran parlare la sua sessualità (Sinéad dichiara di essere lesbica ma di fare fatica ad accettarlo).
Quest'ultima rivelazione viene rafforzata nel nuovo album, l'agrodolce "Faith And Courage" (2000), dalla presenza della traccia "No Man's Woman".
Dopo aver collaborato in studio al nuovo album dei Massive Attack ("100th Window") la fine del 2002 vede la nascita di un altro album lungo, "Sean-Nós Nua", 13 brani dal forte richiamo tradizionale irlandese che rappresentano per certi versi un tentativo di affrancamento da tutte le vicende passate.
Quando la carriera di questa straordinaria quanto controversa artista sembra definitivamente lanciata verso nuovi traguardi, Sinéad sorprende tutti ancora una volta, dichiarando di volersi ritirare definitivamente dal musicbiz per dedicarsi ai suoi figli e all'insegnamento della religione.
Rimane spazio, a settembre del 2003, per un doppio album di materiale inedito e tracce live che vanta il lunghissimo titolo "She Who Dwells In The Secret Place Of The Most High Shall Abide Under The Shadow Of The Almighty".
Stessa logica commerciale, compilation che non implica il ritorno sulle scene, anche per il successivo "Collaborations" (giugno 2005), che come suggerisce il titolo raccoglie le apparizioni di Sinéad O'Connor in dischi di altri musicisti.
Il ritorno, quello vero, arriva nell'ottobre del 2005: nel disco "Throw Down Your Arms" la cantante irlandese esegue alcuni classici della tradizione reggae (religione alla quale si era avvicinata negli anni precedenti).
Poi arrivano il 2006 con le nuove date dal vivo (Italia compresa), e il 2007 con il nuovo disco di materiale originale ("Theology", ispirato alla situazione mondiale dopo l'attentato alle Torri Gemelle).