Slayer

Slayer

Controversi, estremi, imprescindibili.
Gli Slayer nascono nel 1982 a Huntington Beach, un sobborgo di Los Angeles, fondati dai chitarristi Kerry King e Jeff Hanneman; con loro ci sono il bassista di origini cilene Tom Araya e il batterista Dave Lombardo. All'inizio suonano cover, pescando dal repertorio dei Judas Priest e degli Iron Maiden, fino a quando scoprono un paio di trucchi: accelerando il tutto a velocità impossibili (fino ad allora) e impastandolo con iconografia horror-satanica, viene fuori qualcosa di nuovo. E, soprattutto, la gente presta attenzione.
Brian Slagel della benemerita Metal Blade invita il gruppo a incidere un pezzo ("Aggressive Perfector") per la compilation "Metal Massacre III" (la serie che ha lanciato anche Metallica e Voivod), poi lo mette sotto contratto e nel 1993 pubblica il disco di debutto, "Show No Mercy". Il disegno qui è ancora abbozzato e anche un po' goffo, ma già si nota che i 4 dispongono di abilità strumentali (Lombardo è un marziano) e di una velocità di esecuzione fuori dal comune.
Escono due mini, "Haunting The Chapel" (1984) e "Live Undead" (1985), ma la prima profezia si compie con "Hell Awaits": gli Slayer raffinano le loro ossessioni (stupro, omicidio e male in ogni sua forma) in una sorta di concept album sulla dannazione e la tortura, che crea scalpore nella scena metal e attira sciami di fan. Gli Slayer, al secondo disco, sono già una band culto.
Ma questa è solo l'alba della loro era più grande, che si apre quando Rick Rubin, co-fondatore della Def Jam e fino ad allora prevalentemente all'opera, come produttore, su gruppi rap, li porta alla sua etichetta e crea il suono brutale e rigoroso di "Reign In Blood" (1986). Un capolavoro, un classico istantaneo, il disco più efferato e dannatamente veloce che il mondo abbia mai ascoltato: gli Slayer abbassano la durata dei singoli pezzi e in meno di 30 minuti sparano una raffica di canzoni devastanti, puro speed-thrash con la furia senza compromessi dell'hardcore.
Il calvario di apertura, la lacerante "Angel Of Death", fa male ancora a distanza di vent'anni (oltre a rappresentare la pietra dello scandalo sul dibattito Slayer filonazisti sì-Slayer filonazisti no). I testi sanguinari e disturbanti e la copertina, un affresco diabolico-pagano con un capro portato in trionfo, causano l'ostracismo di alcuni distributori, il che si traduce nella più ovvia delle pubblicità indirette. "Reign In Blood" lancia gli Slayer tra i quattro grandi del thrash (gli altri sono Metallica, Megadeth e Anthrax) e traccia la strada per il death metal americano.
Nel bel mezzo del tour di supporto a "Reign In Blood " Lombardo lascia i compagni, sostituito dall'ex Whiplash Tony Scaglione, ma rientra in tempo per il terzo disco. "South Of Heaven" (1988) lascia molti perplessi: il ritmo rallenta, qua e là compare addirittura qualche sprazzo di chitarra acustica. Eppure, è un album maestoso e soffocante, solo di un soffio inferiore al predecessore.
Gli Slayer non si accontentano dello scettro di band più estrema della terra: hanno tutte le capacità per evolversi e mutare e lo fanno disco dopo disco. "Season In The Abyss" (1990), dove riemerge tutta la virulenza del gruppo, canalizzata in un approccio più diretto e accessibile, tanto che "War Ensemble" e la title track spopolano a Headbanger's Ball, il programma di MTV per le teste-di-metal.
Dopo la pubblicazione del doppio live celebrativo "A Decade Of Aggression" (1991), Lombardo rompe con i compagni (o viene sbattuto fuori: punti di vista), questa volta in modo radicale, e fonda i Grip Inc. E gli Slayer, quasi che senza il loro motore ritmico abbiano perso le forze, si fermano per due anni, rompendo il silenzio solo con un duetto insieme a Ice-T, un medley di canzoni degli Exploited registrato per la colonna sonora di "Judgment Night" (1993). Intanto, il mondo intorno a loro cambia: il thrash sta scomparendo, nuovi generi prendono il sopravvento (il grunge su tutti).
Con l'innesto del nuovo batterista Paul Bostaph, ex metronomo dei Forbidden, la macchina finalmente si rimette in moto e nel 1994 sforna "Divine Intervention", salutato dagli osanna della critica e dei seguaci della band (il movimento death ormai è vasto e affermato e riconosce negli Slayer i padri fondatori). Oltretutto, il disco debutta dritto all'ottava posizione della classifica di Billboard e riscuote un massiccio successo commerciale. Scatta una querelle con i Sepultura, i nuovi re del metal, che accusano gli Slayer di attirare i neonazisti ai concerti per colpa della loro immagine. E dire che qualche anno dopo Araya e Max Cavalera duetteranno amabilmente nel disco dei Soulfly "Primitive"...
Riparte anche l'attività live: come sempre, la band, che dal vivo è una furia spaventosa, si concede il meglio, partecipando ai festival più massicci (come il Donington del 1995) e scegliendo gruppi di spalla di assoluto valore, come Machine Head e Biohazard. Alla fine del 1995 esce la videocassetta "Live Intrusion".
Poi, un'idea bizzarra: un disco di cover punk, vecchio amore della band. "Undisputed Attitude" (1996) segna la fine del rapporto con Bostaph, che decide di dedicarsi ai The Truth About Seafood; al suo posto arriva Jon Dette, ex batterista dei Testament. Nello stesso anno mettono a ferro e fuoco il palco del Dynamo Open Air e dell'Ozzfest.
All'inzio del 1997 gli Slayer si ritrovano per l'ennesima volta senza batterista, dopo aver licenziato Dette, e richiamano Bostaph. Collaborano con gli Atari Teenage Riot per una traccia della colonna sonora di "Spawn". Nel 1998 arriva finalmente il nuovo disco, "Diabolus In Musica", che mostra un sound 'aggiornato' alle ultime tendenze in fatto di chitarre distorte. Nel tour di supporto gli Slayer si portano dietro i System Of A Down e, per qualche data, niente meno che i Sepultura una volta tanto odiati; nel 2000 suonano con gli Iron Maiden in Europa e incidono "Bloodline" per la colonna sonora di "Dracula 2000". Passa un anno ed ecco "God Hates Us All" (2001), un altro furibondo tassello nella discografia degli Slayer.
All'inizio del 2002, nel corso del tour Bostaph, minato da un problema cronico al gomito, lascia il posto al rientrante – colpo di scena – Lombardo, che poi resta fisso in formazione. In compenso, nel 2003 rischiamo di perdere Araya, che minaccia (ma non esegue) di mollare tutto per questioni contrattuali.
A testimonianza di oltre vent'anni di carriera ai massimi livelli, viene pubblicato il DVD "Still Reigning" (2004; è il terzo DVD in due anni, dopo il box 3 CD + DVD "Soundtrack To The Apocalypse" e "War At The Warfield"), che contiene per intero l'esecuzione dal vivo di "Reign In Blood", il disco che ha generato il mito degli Slayer.
Intanto che Araya litiga con mezzo jet set metal (se la prende, tra gli altri, con Dave Mustaine e coi Machine Head), i carnefici californiani mettono in cantiere un nuovo disco: "Christ Illusion" (2006), l'ennesimo massacro sonoro. Previsto per il 6 giugno 2006 (06.06.06), l'album in realtà esce ad agosto perché, a detta della band, è da sfigati uscire proprio quel giorno.
"Christ Illusion" debutta col botto, andando al quinto posto della Billboard Chart, e manda gli Slayer in giro per il mondo a suonare con In Flames, Mastodon, Children Of Bodom, Lamb Of God e Thine Eyes Bleed nell'Unholy Alliance Tour.
Il 2007 inizia nel migliore dei modi: "Eyes Of The Insane", secondo singolo tratto da "Christ Illusion", vince il Grammy nella categoria Best Metal Performance. Neanche il tempo di ritirare il premio che Araya e soci sono di nuovo on the road: Germania, Australia, poi – in estate – Donington in Inghilterra e Heineken Jamming Festival in Italia.