Slipknot

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I clown omicidi che sbucano dal nulla.
Dallo Iowa, precisamente. Piena campagna americana: un buco nero geografico. Pecore e campi di grano e basta, senza storie di musica o altro da raccontare – a parte l'incidente aereo di Buddy Holly e Ritchie Valens che nel 1959 si schiantano proprio da queste parti.
La noia continua fino al 1995, quando un branco di psicopatici di Des Moines dà vita al mostro metal noto come Slipknot. Indossando tute da lavoro e maschere fai-da-te, rigurgitano furia letale e rancore combinando musica estrema, hip-hop e grottesco senso del teatro. La loro musica sarà definita ultraviolenza: riduttivo, ma rende l'idea.
Dopo una serie di cambi di formazione, la band si assesta a nove elementi, numerati da 0 a 8. Dietro il travestimento e la cifra si celano in ordine crescente: il DJ Sid Wilson, il fenomenale batterista Nathan Jonas 'Joey' Jordison, il bassista Paul Gray, il percussionista Chris Fehn, il chitarrista Jim Root, l'uomo di sample e campionamenti Craig '133' Jones, il percussionista Shawn 'Clown' Crahan, il chitarrista Mick Thomson e il cantante Corey Taylor.
Il gruppo – che si definisce un nucleo famigliare – riversa dai palchi una malvolenza furibonda mai sentita prima nella loro terra, sublimando la frustrazione di vivere in una realtà ottusa che li disprezza e li deride. Nel 1996 gli Slipknot autoproducono e distribuiscono il loro primo lavoro, "Mate. Feed. Kill. Repeat". Il rumore che li circonda monta fino a giungere alle orecchie delle case discografiche: nel 1997 firmano con la Roadrunner grazie alla I Am Records condotta dal produttore Ross Robinson, che aveva viaggiato fino a Des Moines per vederli nel loro ambiente naturale (l'inferno del palco) e che ora se li porta negli Indigo Ranch Studios a Malibu per guidarli nelle registrazioni del loro debutto omonimo, pubblicato nel 1999.
Poi, gli Slikpnot si scatenano sul mondo. I loro show sono micidiali (e autolesionisti: Crahan si squarcia due volte la testa contro la batteria): all'Ozzfest del 1999 i 9 mascherati dello Iowa scatenano un'isteria che si propaga in tutta la scena nu-metal. Negli anni che seguono mettono a ferro e fuoco le platee di mezzo mondo, con esibizioni killer nei tour Tattoo The Earth e Pledge Of Allegiance (con System Of A Down, Mudvayne e Rammstein). Intanto, nel 2000 "Slipknot" è diventato disco di platino.
Il nuovo "Iowa" esce nel 2001 circondato da un'attesa fremente, ma non riesce a ottenere immediatamente quel successo esplosivo che era quasi scontato prevedere. Riparte il massacro in giro per il mondo, con un'altro show dinamitardo all'Ozzfest del 2001, poi i 9 si prendono un lungo momento di pausa e si dedicano a svariati progetti: fondano la Maggot Recordings, mentre Wilson fa il DJ in solitaria con il nome di DJ Starscream, Root e Thompson sviluppano progetti solisti, Jordison suona con i Rejects, Taylor dà vita ai Superego e scrive "Bother" per la colonna sonora di "Spider-Man". Nel 2002 Jordison fa coppia nei Murderdolls con Tripp Eisen degli Static-X e Taylor riforma una sua vecchia band, gli Stone Sour. A fine anno ancora lui dichiara sul sito della band che gli Slipknot non si parlano da mesi e che sarebbe meglio che si sciogliessero, piuttosto che fare la fine dei Gwar (per inciso, si scatena una faida tra Taylor e il cantante dei Gwar Oderus Urungus, che non prende bene certe considerazioni).
All'inizio del 2003 i maggot – così la band chiama i suoi fan - possono tirare un sospiro di sollievo: la crisi è rientrata, gli Slipknot si preparano al nuovo LP. Trasferitisi a Los Angeles, lavorano con sua santità Rick Rubin (produttore di Slayer, System Of A Down, Red Hot Chili Peppers...) e nel 2004, dopo un breve tour di riscaldamento, pubblicano il brutale e - sorpresa - anche melodico "Vol. 3: (The Subliminal Verses)", che debutta direttamente alla posizione numero 2 della classifica di Billboard.
La band ricomincia immediatamente a macellare palchi e platee all'Ozzfest e di spalla ai Metallica, indossando anche nuovi costumi e nuove maschere: è il restyling integrale numero 3 dalla nascita del gruppo. Il tour, alla fine, dura quasi un anno e mezzo (compresa la pausa per la morte del padre di Shawn) e viene immortalato dal doppio "9.0: Live" (fine 2005).
A gennaio del 2006 gli Slipknot riescono finalmente, dopo 6 nomination consecutive, a conquistare il primo Grammy della loro carriera come Best Metal Performance per la canzone "Before I Forget". Ma intanto la band è entrata ancora una volta in animazione sospesa per smaltire le tensioni accumulate on the road. Interrotta ogni attività, i nove si dedicano al relax, alla famiglia e a vari progetti paralleli: Corey e Jim incidono il nuovo album degli Stone Sour, Clown si dedica ai suoi To My Surprise e Joey in estate va in tour con i Ministry.
Il coma compositivo dura fino all'ottobre del 2007, quando la band torna in studio per cominciare i preparativi per il loro quinto disco. Le registrazioni vere e proprie cominciano solo nel febbraio del 2008 e per l'occasione il mixer viene affidato a Dave Fortman, che ha già lavorato con Mudvayne, Evanescence e Otep. Prima di entrare in studio la band annuncia l'intenzione di realizzare il disco più pesante della storia della band, ma allo stesso tempo anche il più sperimentale. I nove mantengono la promessa: dopo aver pubblicato il singolo omonimo, un violento antipasto per aumentare l'attesa, "All Hope Is Gone" esce il 20 agosto 2008 e presenta un insolito intreccio di riff grind-core e chitarre acustiche. La formula funziona e il disco conquista subito il pubblico, è il primo album degli Slipknot a raggiungere la prima posizione nella classifica di Billboard. Riguardo al disco, Jordison afferma: "Questo è la cosa più vicina al suono che gli Slipknot dovrebbero avere".
La band riparte per un altro, massiccio tour. Prima dell'uscita dell'album era girata la voce che poiché ormai i membri della band si mostrano a volto scoperto nei loro side-projects, questo sarebbe stato il primo tour senza travestimenti. Niente da fare, i clown assassini raddoppiano. Al cambio di stile musicale si accompagna infatti un terzo cambio di maschere, che vengono rese meno grezze e più oniriche. Sul palco i nove si presentano vestiti in uniformi nere, giacche e cravatte, un altro mondo rispetto alle solite tute arancioni da operaio. Fino alla fine del 2008 la band è in tour accompagnata da Machine Head e Children Of Bodom, nel frattempo i video di "Psychosocial" e "Dead Memories" infettano i canali musicali in tutto il globo.