Something Corporate

Something Corporate

Rock alternativo fatto al pianoforte: che idiozie andiamo dicendo? Indie-music 'elegante': ma dove viviamo? Nel mondo dei Something Corporate, ecco dove.
Mettendo insieme canzoni che colpiscono e fanno pensare, impacchettate in modo fresco e inusuale, il quintetto californiano è uno dei più incisivi esponenti della scena alt. del Terzo Millennio, capace di citare Billy Joel e Elton John tanto quanto i Jimmy Eat World e Jets To Brazil.
Tutto ha origine a fine anni Novanta, nell'assolata Orange County, California, dove il cantante e pianista Andrew McMahon, il batterista Brian Ireland e il bassista Clutch suonano in un gruppo con il quale partecipano a una 'battle of the bands' organizzata dalla loro high school. Pur vincendo il concorso, presto pongono fine a quell'avventura. Ma non per molto. McMahon incontra il chitarrista Josh Partington durante un party e, con un rinnovato entusiasmo (e l'addizione di un secondo chitarrista, William Tell), iniziano a fare jamming session sotto il nome di Something Corporate.
In poco tempo passano dai club locali a esibirsi come supporter di Sugar Ray e Better Than Ezra. È in questo periodo che la stimata etichetta californiana di indie-punk, la Drive-Thru, scopre il loro talento e li mette sotto contratto. Pur sembrando un'accoppiata alquanto peculiare (la band è tutt'altro che punk-rock), si rivela in realtà una scelta azzeccata: da una parte la label trova in loro il potenziale crossover che va cercando, dall'altra i Something Corporate riconoscono di poter godere della reputazione della Drive-Thru in tutta la scena della West Coast.
Il loro tipo di alt-rock leccato, colto e radiofonico li fa notare anche alla MCA Records, che chiude con loro un contratto di distribuzione poco prima che venga dato alle stampe l'EP di debutto, “Audioboxer”, nella primavera 2001. Nonostante contenga solo sei tracce, mostra già il caratteristico mélange di chitarre post-grunge con qualità scritturali tipicamente emo, il tutto perfettamente amalgamato dal suono degli 88 tasti del pianoforte di Andrew che – particolare non da poco – ha la perfetta immagine da ragazzo-copertina.
Qualità musicali notevoli e appeal commerciale per il pubblico adolescente: cosa si può volere di più?
Da gennaio ad aprile 2002 la band incide il materiale per l'album di debutto "Leaving Through The Window". Musicalmente, le tracce selezionate per il risultato finale sono la prestazione di una band al massimo della sua potenzialità. Cinque dei brani vengono addirittura arricchiti da splendidi arrangiamenti per un'orchestra d'archi di 26 elementi, composti e diretti da Paul Buckmaster (vincitore del Grammy Award con "Drops Of Jupiter " dei Train e già arrangiatore per David Bowie ed Elton John). A suggello finale c'è anche il tocco del produttore Jim Wirt (Incubus, Hoobastank, Fiona Apple), che contribuisce invece alla cura dei suoni più duri ed energici dell'album.
Il disco esce nell'autunno 2002.