Sonic Youth

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Sonic Youth

Hanno trasformato il rumore in musica.
Figli degeneri delle sperimentazioni noise di dissoluzione della forma portate avanti da Velvet Underground e Stooges, a cui miscelano l'etica presa dall'avanguardia post-punk di New York, i Sonic Youth a partire dai primi anni ottanta scalano, senza nessuna pretesa di seguire la tradizione, l'estetica della forma canzone per travolgerla dalla vetta.
Sono le loro dissonanze, i feedback, le accordature non convenzionali e la rinuncia all'uso classico del riff che ridefiniscono il senso del noise e tirano fuori dalle chitarre quello che nessuno prima aveva mai neanche osato immaginare. Ottenendone un successo di culto e di vendite inimmaginabile quando si formarono, nell'ormai lontano 1981, dall'incontro di Thurston Moore (chitarra e voce), Kim Gordon (chitarra, basso e voce) e Lee Ranaldo (chitarra e voce). Il primo batterista è Richard Edson e con questa formazione che annovera anche Ann Demarinis (tastiere) debuttano nel 1982 con l'eponimo mini-LP pubblicato dalla Neutral Records, etichetta fondata dal chitarrista e compositore newyorchese Glenn Branca.
Thurston Moore e Lee Ranaldo sono protagonisti e spettatori oculari della nascita della scena newyorkese del CBGB e del Max's (dove a quei tempi passano band come Television, Patti Smith, Suicide, Ramones) mentre Kim Gordon a quel tempo studia alla scuola d'arte di Los Angeles. Quando si trasferisce a NY e incontra Thurston Moore (in seguito suo compagno e marito) i due cominciano a suonare la loro musica abrasiva e provocatoria, sperimentando quel mix di rock, noise e improvvisazioni jazzistiche tipiche della scena no wawe. Ed è proprio la conoscenza di Glenn Branca che li porta all'incontro con Lee Ranaldo (che suona proprio nell'ensemble radical rock iconoclasta di Branca) e al debutto discografico.
Subito dopo Richard Edson lascia i Sonic rimpiazzato da Bob Bert (e, per breve tempo, anche da Jim Sclavunos, futuro membro dei Bad Seeds di Nick Cave) con i quali il gruppo registra, ancora per la Neutral, l'LP del 1983, "Confusion Is Sex" (che nella versione su cd contiene anche l'Ep "Kill yr. Idols") cui segue il primo tour europeo. Il primo disco veramente noise dei Sonic, "Bad Moon Rising", arriva solo nel 1985, dopo che Moore ha cercato inutilmente di ottenere un contratto con la label indie Doublevision. Ma tra i proprietari dell'etichetta c'è Paul Smith che decide di fondare per i Sonic una nuova label, la Blast First Records, per la quale esce il disco – distribuito dalla Rough Trade - che scatena gli entusiasmi della stampa underground.
L'album lascia un solco indelebile come una ferita da acido muriatico nella scena noise e attira l'interesse delle major, ma i Sonic decidono di firmare con la SST (l'etichetta di Hüsker Dü e Black Flag) e con il formidabile batterista Steve Shelley – ex Crucifucks e Spastic Rhythms che dopo l'uscita dell'EP "Death Valley 69" in cui compare anche la poetessa della no wave di New York Lydia Lunch sostituisce Bob Bert, passato poi nei Pussy Galore e nei Chrome Cranks - si mettono al lavoro per "Evol", accolto da fan e critica come il nuovo manifesto dell'art-noise. Dopo questa pietra miliare della loro discografia nel giro di due anni i Sonic escono con un altro album fondamentale nella costruzione delle loro sonorità, "Sister", che precede il capolavoro che arriverà dopo pochi mesi (e dopo "The Whitey Album", tributo dissacrante a Madonna e alle stelle del pop firmato con il loro side project Ciccone Youth).
"Daydream Nation" (martoriato da gravissimi problemi di distribuzione per la bancarotta dell'etichetta Enigma Records), è l'album che esclude qualsiasi paragone fra la gioventù sonica e le qualsiasi altra band indipendente. Ma oltre che per i suoi meriti estetici è anche un disco miliare nel rapporto tra band indie e major discografiche. Proprio a causa dei problemi di distribuzione di "Daydream Nation" i Sonic passano, nel 1990, alla DGC, a condizione – accettata contrattualmente - di mantenere assoluta indipendenza nelle scelte artistiche. "Goo" è la dimostrazione che si può rimanere credibili, portare avanti la propria filosofia underground anche sotto l'egida di una major e irrompere direttamente nella Top 100. Neil Young li invita a fare da apertura ai suoi concerti, nella tournèe di "Ragged Glory"; non tutto il pubblico li digerisce, lui rafforza il suo status di artista cult della scena alternativa e per la band di Moore è il primo excursus nel giro che conta.
Il 1991 è l'anno dell'esplosione della rivoluzione grunge (con gruppi come Mudhoney e Nirvana, che gli stessi Sonic hanno sostenuto per anni prima del successo) e gli Youth decidono di fare i conti con il suono di Seattle pubblicando nel 1992 "Dirty", disco, prodotto da quel Butch Vic che ha dato forma al suono di "Nevermind". "Dirty" è un lavoro pesantemente grunge, ma anche più pop e accessibile delle destrutturazioni noise precedenti e in breve con i suoi singoli ("100%", "Youth Against Fascism" e "Sugar Kane") diventa una hit del rock alternativo. Il binomio Sonic Youth - Butch Vic continua anche con l'album successivo, "Experimental Jet Set, Trash & No Star", il loro disco più venduto (nonostante una presenza lampo nelle chart internazionali) che li proietta nella luce di headliner del Lollapalooza, il concerto - carrozzone alternativo itinerante più celebre del mondo.
Il gruzzolo guadagnato con quella mitica tournée e con l'uscita di "Washing Machine" lo reinvestono per costruirsi uno studio di registrazione tutto loro le cui porte si aprono nel 1996. Finalmente i Sonic Youth si trovano nella condizione di creare liberi dalla tirannia delle scadenze e delle esigenze di mercato e un anno dopo la neonata Sonic Youth Recordings permette alla band di dare sfogo ad ogni delirio artistico: registra materiale sperimentale e per lo più strumentale, con incursioni nell'improvvisazione e nell'ispirazione del sub-conscio. Nel 1998 esce "A Thousand Leaves", disco che chiude quella fase della loro storia artistica anche a causa di un incidente che si rivelerà cruciale nella storia della band.
Dopo un concerto sulla West Coast nell'estate del 1999 viene rubato il camion della band con tutte le chitarre scordate, gli amplificatori, gli effetti a pedale che li avevano accompagnati per quasi vent'anni. Per i Sonic Youth è un'autentica tragedia, perché quella strumentazione, opportunamente manipolata, non era stata soltanto un imprescindibile elemento nella costruzione del loro suono, ma anche e soprattutto la chiave verso nuovi percorsi musicali. Come ammetterà in seguito uno sconscolato Lee Ranaldo, con quegli strumenti se n'è andato per sempre gran parte del loro vecchio repertorio. E così, alla gioventù sonica non resta che ripartire da zero, come verginelle del rock alla loro prima volta, e forgiano "NYC Ghosts And Flowers", prima parte di una trilogia 'about the cultural history of lower Manhattan'.
Con la presenza al basso di Jim O'Rourke, produttore e polistrumentista acclamatissimo nella scena post-rock, e lo spostamento di Kim Gordon alla chitarra per un sound a tre chitarre insieme a Moore e Ranaldo, questo disco segna anche l'allargamento dei Sonic Youth alla dimensione del quintetto, formazione che rimane anche per il disco successivo. La seconda puntata del trittico newyorkese è pronta nel 2002, quando dopo una serie di dischi della SYR pubblicati in proprio danno alle stampe "Murray Street", dal nome della location dello studio in cui l'hanno registrato, non lontano da Ground Zero e dalle polveri dell'11 settembre. Come un metronomo a scadenza biennale, nel 2004 pubblicano l'ultimo tassello della trilogia dedicata alla Grande Mela, "Sonic Nurse", album meno abrasivo dei precedenti. Come se, dopo 23 anni di onoratissima carriera e 19 album all'attivo, la gioventù sonica giunta alla soglia dei 50 anni, si concedesse il lusso di smussare gli angoli senza rinunciare al marchio di fabbrica del loro sound inconfondibile.