Soundgarden

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Soundgarden

Una voce calda e 'con le palle', riff di chitarra che prendono a prestito da Black Sabbath e blues-rock grandioso à la Led Zeppelin.
Sono gli ingredienti chiave dei Soundgarden, la band di Seattle che prima di ogni altro (anche dei Nirvana) ha aperto le porte al grunge, emergendo dall'underground e ottenendo un contratto prima con la Sub Pop, e poi con una major, la A&M.
Più ispirati dal noise-rock degli Stooges e meno inclini al prog-art rock tanto prediletto dai Jane's Addiction, i quattro guidati da Chris Cornell hanno definito un modo di fare musica prendendo a prestito dall'estetica fai-da-te del punk, aggiungendovi ua spruzzata di sound 'chitarrosi' e sense of humor ironico, concedendosi infine qualche deviazione psichedelica.
La band in nuce prende le mosse nel Midwest, ben lontano dalla Emerald City (o Seattle) che sarebbe diventata il cuore della nuova scena rock anni '90. Tre amici di Park Forest, Illinois, decidono di trasferirsi a Olympia, Washington, nel 1981 per frequentare là il college ed entrare nell'ambiente underground. Sono Kim Thayil, Hiro Yamamoto e Bruce Pavitt: i primi due ben presto si trovano coinvolti in una band (come chitarrista e bassista, rispettivamente) che si fa chiamare The Shemps, il cui vocalist e batterista è Chris Cornell, mentre Pavitt fonda una fanzine che più tardi sarebbe evoluta nell'etichetta seminale Sub Pop Records.
Nel 1984 The Shemps cessano di esistere, ma Yamamoto e il nuovo compagno di stanza Cornell decidono di continuare e di formare un nuovo progetto insieme a Thayil: la neonata creatura viene battezzata Soundgarden, in onore di una famosa scultura di Seattle. Dopo un primo e definitivo assestamento (l'originario batterista Scott Sundquist viene rimpiazzato da Matt Cameron, ex-Skin Yard, nel 1986) i quattro cominciano a suonare nei club costruendosi un cult-following niente male grazie alle modalità uniche con cui mixano rock, metal e punk.
Pavitt fa firmare loro un contratto con la Sub Pop nel 1987 e pubblica il singolo “Hunted Down”, che anticipa gli EP “Screaming Life” e FOPP, entrambi hit underground, che attirano l'attenzione di varie major. I Soundgarden comunque decidono di allearsi con l'etichetta SST per dare alle stampe l'album di debutto, “Ultramega OK” nel 1988: l'accoglienza delle riviste specializzate nel ramo alternative e metal è ottima e convince i quattro a fare 'il grande salto' unendo le proprie forze alla A&M Records per la release del successivo “Louder Than Love” del 1989.
Il disco presto diventa una hit 'passaparola', guadagnandosi delle recensioni positive da parte delle pubblicazioni mainstream e ottenendo una nomination ai Grammy: a seguito di questa uscita, però, Yamamoto lascia la formazione per tornare a scuola e il suo posto viene preso prima da Jason Everman (già ex-chitarrista dei Nirvana) e poi da Ben Shepard, che si unisce alla line-up nel 1990.
Vicino all'uscita del terzo album, “Badmotorfinger”, venuto alla luce nel 1991, i critici cominciano ad andare in fibrillazione, anticipando questo LP come il 'punto di rottura' della scena di Seattle. Sfortunatamente, però, il lavoro viene messo nell'ombra dal successo inaspettato e globale di “Nevermind” dei Nirvana. Questo non impedisce loro, comunque, di ottenere lo status di disco di platino e raggiungere la nr. 39 nelle chart americane, generando dei classici come “Outshined” e “Rusty Cage”.
Nel frattempo iniziano a mettersi in tour con band come Guns N'Roses, Monster Magnet e Skid Row, prima di unirsi al programma stellare del Lollapalooza '92 con Pearl Jam, Ministry e Red Hot Chili Peppers. Inoltre hanno i riflettori puntati addosso anche per il coinvolgimento di Cornell e Cameron con i Temple of the Dog, un tributo a Andrew Wood - il cantante scomparso dei Mother Love Bone – insieme a Jeff Ament, Stone Gossard e Eddie Vedder dei Pearl Jam.
Dopo una breve pausa, è il momento di “Superunknown”, nel 1994. Considerato il loro capolavoro, include hit come “Spoonman”, “Fell On Black Days” e uno dei preferiti della rotazione di MTV, “Black Hole Sun”, traghettato alle folle da un inquietante video in morphing, che sembra polemizzare con l'american dream. Grazie a questi pezzi da novanta, l'album si aggiudica tre dischi di platino e due Grammy Award.
A seguito di un lungo tour di supporto a questa celebre release, due anni più tardi arriva “Down On The Upside”, che pur ottenendo recensioni positive, debuttando alla nr. 2 della classifica degli album in Usa e nascondendo gemme come “Pretty Noose”, “Burden In My Hand” e “Blow Up The Outside World”, non riesce ad incantare il pubblico e si rivela un fallimento di vendite.
Quell'estate il giardino del suono torna a calcare il palco del Lollapalooza, insieme a band del calibro di Ramones e Metallica, prima di imbarcarsi in un tour vero e proprio a fine anno. Ma contemporaneamente iniziano a diffondersi sulla stampa voci di 'lotte intestine': il 7 aprile 1997 è annunciata ufficialmente la fine del progetto Soundgarden.
Da allora Tahyil e Shepard hanno preso parte a vari progetti paralleli, Cameron è diventato il batterista a tutti gli effetti dei Pearl Jam e Cornell prima si è dedicato alla carriera solista per poi riapparire nel 2002 nel supergruppo Audioslave, insieme a Tom Morello, Tim Commerford e Brad Wilk dei Rage Against The Machine.