Spandau Ballet

Spandau Ballet: ultimi video musicali

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Spandau Ballet

I paladini del new romantic.
Tra i più famosi gruppi musicali britannici degli anni '80, gli Spandau Ballet sono i fratelli Gary Kemp, songwriter e chitarrista della formazione, e Martin Kemp, bassista , a cui si uniscono il sassofonista e percussionista Steve Norman, il cantante Tony Hadley, John Keeble alla batteria e Toby Chapman, tastierista e sesto membro mai riconosciuto ufficialmente nella band, ma che partecipa alla realizzazione di tutti i loro lavori. La line-up rimane immutata per tutti i dieci anni di carriera degli Spands (soprannome coniato in patria per identificarli velocemente). Formatisi nel 1976, il sound degli Spandau inizialmente trova riferimenti funk e synthpop, sonorità tipiche di quel decennio, per spostarsi poi verso un raffinato connubio di pop, rock, soul e melodie vocali.
Insieme ai Duran Duran sono stati gli ambasciatori del filone 'new romanticism': divisi da una grande rivalità commerciale, queste due band spaccano letteralmente il pubblico di fans soprattutto al femminile tra 'duraniane' e 'spandauballettiane', in America e nel Regno Unito ma soprattutto in Italia. Complice dell'enorme successo dei cinque è l'amico Steve Dagger, che fin dalle prime apparizioni live della band diventa manager e membro aggiunto dei The Makers, moniker originario che viene in seguito cambiato in Spandau Ballet, un quartiere di Berlino (spandau) dove venivano impiccati i criminali nazisti che ballavano impauriti (ballet) prima di andare al patibolo. Il gruppo suona nei locali londinesi come il 'Billys' e il noto 'Blitz Kids' e la loro fama si propaga in un attimo, provocando una vera e propria battaglia tra le case discografiche per accaparrarsi i cinque: ad avere la meglio è Chrysalis Records, etichetta che pubblica il primo singolo "To Cut A Long Story Short", prodotto da Richard James Burgess, che diventa immediatamente un successo nazionale. Seguono altri singoli che anticipano il lancio del primo album intitolato "Journeys To Glory" considerato la prima pietra miliare del new romanticism: testi caldi e fascinosi, ritmiche ballabili prive di assoli di chitarra ma elaborate nella struttura, beat elettronici e rullanti che accompagneranno tutti gli anni 80. Sull'onda del grande successo del precedente lavoro, nel marzo del 1982, ad un solo anno di distanza, esce "Diamond", sequel prodotto sempre da Burgess, che si occupa anche del remix di tutti i brani (utilizzati, anni dopo, per comporre compilation postume). I primi tre singoli estratti si rivelano un flop: è solo grazie all'intervento di Trevor Horn che remixa il brano "Instinction" che la band guadagna la top 15 britannica. Gli Spands non si perdono comunque d'animo e nel febbraio del 1983 pubblicano "True", lavoro caratterizzato da un sound più maturo e curato, grazie anche alla produzione del duo Jolley & Swain, tra i sound engineer più famosi all'epoca. Anche il look e l'approccio della crew cambia radicalmente: le coordinate del new romanticism vengono accantonate in favore di uno stile più motown , fatto di vestiti eleganti, aspetto pulito e un modo di presentarsi vagamente nobile. La mossa si rivela azzeccata e il disco raggiunge la vetta delle classifiche di tutto il mondo e con il quarto LP arriva anche la definitiva consacrazione fuori patria: è il giugno del 1984 quando vede la luce "Parade", album che spalanca agli Spands le porte del jet-set. Alla fine dello stesso anno infatti Tony Hadley ottiene un ruolo di primo piano nel progetto Band AID accanto a Simon Le Bon e George Michael, mentre il gruppo al completo partecipa l'anno dopo a Live AID presso il Wembley Stadium. E' il 1985 quando con la raccolta di singoli "The Singles Collection" gli Spands conquistano il disco di platino. Si tratta dell'ultimo lavoro per Chrysalis Records : nel 1986 inizia infatti la collaborazione con la major CBS, che ad ottobre dello stesso anno pubblica "Through The Barricades", che col singolo "Fight For Ourselves" riceve consensi in Inghilterra, ma non negli Stati Uniti, dove passa quasi inosservato. Segue una lunga pausa, durante la quale i fratelli Kemp tentano l'avventura cinematografica recitando nel film gangster "The Krays". E' il 1989 l'anno in cui vede la luce l'ultimo effettivo lavoro degli Spands: esce infatti "Heart Like A Sky", album che ottiene buone vendite solo nella fedele Italia. E' il canto del cigno della band, che di lì a poco si scioglie. Martin Kemp prosegue la sua carriera come attore nella soap opera britannica 'East Enders', il fratello Gary ottiene un ruolo secondario nel film "The Bodyguard" al fianco di Whitney Houston e Kevin Costner mentre Hadley persegue una carriera musicale da solista, aiutato da Keeble e Chapman. Gli anni novanta sono quelli delle battaglie legali tra i cinque per la spartizione dei diritti d'autore. L'unico che sembra coltivare degnamente l'eredità degli Spandau Ballet è Tony Hadley, vincitore del reality americano "Reborn In The USA", attore protagonista a teatro nel musical "Chicago" (nel ruolo che fu di Richard Gere) e super ospite a Sanremo 2008. Nonostante le controversie legali che dividono i cinque, nel 2000 cominciano a circolare voci di una possibile reunion: il sogno diventa parzialmente realtà quando nel dicembre 2007 gli Spands si accordano per l'esecuzione di un unico concerto a Las Vegas per quasi 5 milioni di sterline. Non male per una band che molti consideravano una semplice meteora e che invece ha influito molto nel panorama pop mondiale (il fenomeno boyband, ad esempio, è nato sulla loro scia).