Spiritualized

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Spiritualized

L'incedere della psichedelia.
All'alba dei tempi era il monolite allucinato Spacemen 3. Prima ancora che la frizione permanente tra il chitarrista Jason Pierce e l'altro cervello della band, Pete Kember (in arte 'Sonic Boom'), producesse l'inevitabile deflagrazione nel 1990, Pierce (classe 1965, originario di Rugby, Warwickshire, Inghilterra) genera una sua creatura, che al trapasso degli Spacemen 3 ne assorbe gli ex-membri Will Carruthers (basso) e John Mattock (batteria). Si aggiungano Mark Refoy (chitarra) e all'organo Kate Radley, fidanzata dell'eroe psichedelico, et voilà: gli Spiritualized al gran completo, sfrigolanti e deraglianti con il loro rock (di ascendenza Velvet Underground) onirico e noise, ossessivo e iterato. I vecchi fan sono accontentati, i nuovi accorrono presto.
Subito il primo giro di singoli, la cover dei Troggs "Anyway That You Want Me" (giugno 1990), i 13 minuti di "Feel So Sad/I Want You" e "Sway" (1991), poi la band guida la ICA's Irn Bru Rock Week. Nel 1992 esce il primo LP, "Lazer Guided Melodies", che al di là di incongruenze tra visione/delirio certosino per gli arrangiamenti e la qualità tecnica del gruppo, sorprende e impressiona molta critica. Pierce è artista della stratificazione sonora, cultore del collage, dispensatore di droni e tremoli, scienziato dell'alchimia digitale in studio: scompone, sovrappone, mixa fino al parossismo. È uno stralunato Caino morboso, schivo e restio alle routine del mestiere: è reticente durante le interviste, ai concerti suona seduto per terra, imitato spesso dai fan.
Gli Spiritualized prendono parte al Rollercoaster Tour con Jesus And Mary Chain e Curve. Nel 1993 il sistema postale consegna a domicilio dei richiedenti (unico modo per averlo) il live "Fucked Up Inside"; più avanti nell'anno arriva l'EP "Electric Mainline". Iniziano i lavori per un secondo album, dilatati nel tempo a causa dell'infatuazione di Pierce per alcuni artisti house anni Novanta: realizza remix per LFO, Global Communications e altri.
Gli Spiritualized, ridotti ai soli Pierce, Radley e Sean Cook (basso), concludono "Pure Phase" nel 1995. La critica fa fuochi d'artificio, loro si permettono il lusso di evocare pop elegiaco sopraffino con la bellissima "All Of My Tears" in combutta con gli archi del Balanescu Quartet.
Nel 1997 la formazione è ancora mutata e consta di Pierce, Mike Mooney (chitarra), Tim Jeffries (tastiere), Damon Reece (batteria) e Ray Dickaty (sassofono). I 5 accompagnano l'ascoltatore in un viaggio siderale tra le delizie del nuovo "Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space". Il catalogo di omaggi/citazioni di cui l'album è infarcito annovera anche Beach Boys, Primal Scream, Pink Floyd, Grateful Dead e tanto soul; il leggendario pianista di New Orleans Dr. John partecipa all'epica "Cop Shoot Cop". Siamo in un cosmo lontano dall'ipnosi drogata degli esordi di Pierce: qui dominano trance-pop lussureggiante e autoindulgente, space-rock maestoso, minimalismo sinfonico.
Gli Spiritualized celebrano se stessi con un tour mondiale, coronato dall'esibizione alla Royal Albert Hall presto tramutata in un doppio live (1998). Poi Pierce il lunatico scarica il resto della band (Mooney, Cook e Reece formano i Lupine Howl), Radley lascia di sua volontà, pare, poco dopo il suo matrimonio con Richard Ashcroft dei Verve. Pierce torna in studio con una formazione tutta nuova: oltre a Dickaty e Tim Lewis alle tastiere, membro saltuario, servono allo scopo Tom Edwards (percussionista), Martin Shallards (bassista), Kev Bales (batterista degli Echoboy) e Dogan, chitarrista della band di Julian Cope. Ad essi Pierce aggiunge coristi, cantanti gospel e una sezione di ottoni e archi completa, fino a quota 100 e più musicisti.
E nel 2001 ecco "Let It Come Down", che forse non eguaglia quel disco monstre galleggiante nello spazio, ma rinsalda il culto del genio di Pierce.
Il successivo "Amazing Grace" (settembre 2003) esce fra le due raccolte "Complete Works Vol. 1" (marzo 2003) e "Complete Works Vol. 2" (gennaio 2004). Ancora una volta il livello soddisfa pubblico e critica, che si godono la dimostrazione di quanto sia eclettico il loro beniamino grazie a un disco musicalmente più asciutto e sempre più influenzato da gospel, blues e soul.
Poi Jason Pierce si ammala gravemente e ci vogliono anni di terapia per riprendersi completamente. Finisce che il sesto disco in studio ("Songs In A&E") arriva solo alla fine maggio 2008.