Stereophonics

Stereophonics: ultimi video musicali

Stereophonics - Bank Holiday Monday - Live at Wembley

Video Musicali

Stereophonics - My Friends - Live at Wembley

Video Musicali

Stereophonics - My Friends

Video Musicali

Stereophonics - Before Anyone Knew Our Name

Video Musicali

Stereophonics - Caught By The Wind

Video Musicali

Stereophonics - All In One Night

Video Musicali

Stereophonics - We Share The Same Sun

Video Musicali

Stereophonics - All In One Night

Video Musicali

Stereophonics

Gli Stereophonics sono tra le band di riferimento dell'alt rock britannico – e non solo.
I tre fondatori Kelly Jones (chitarra e voce), Richard Jones (basso) e Stuart Cable (batteria) nascono e crescono nel villaggio di Cwmaman, nel Galles meridionale. Richard e Kelly frequentano la stessa scuola, mentre Kelly e Stuart (più vecchio di qualche anno) vivono nella stessa strada e suonano insieme in una band fin dall'età di 11 anni. Più tardi, i due decidono di chiamare Richard a bordo perché è "il figlio di puttana più cool della città".
E' l'inizio del 1996 e i tempi non sono propizi. Con il nome di Tragic Love Company (derivato dalle band del cuore: The Tragically Hip, Mother Love Bone e Bad Company), il trio all'inizio non sembra andare da nessuna parte. Però basta un cambio di monicker azzeccato, ispirato dall'antiquata radio di Stuart, e un anno dopo gli Stereophonics firmano un contratto discografico per la V2 di Richard Branson e condividono il palco con i Manic Street Preachers e con gli Who (giusto per fare qualche nome).
Nel novembre del 1996 esce il singolo "Looks Like Chaplin/More Life In A Tramp's Vest"; l'album d'esordio, "Word Gets Around", viene pubblicato nell'agosto del 1997 ed entra nella chart inglese al numero 6, grazie a un'attività live senza soste. Durante l'anno la band lancia tre hit nella top 40 ("More Life Than In A Tramp's Vest", "A Thousand Trees" e "Traffic"), ma nessuna di esse va oltre la rotazione radiofonica nazionale.
Nel 1998, quando si esibiscono negli show natalizi a Cardiff, gli Stereophonics esplodono: "Word Gets Around", con le sue storie dal gusto tragicomico messe in rock'n'roll (l'autore è Kelly Jones), diventa disco d'oro e finisce col vendere un milione di copie in tutto il mondo. Nel febbraio del 1998 vengono votati Best New Band Of The Year ai Brit Awards.
In primavera il trio è impegnato nei tour europei e americani, poi si ferma per scrivere e incidere il suo secondo album. Dopo un'estate di apparizioni ai festival in patria (Glastonbury, ad esempio) e in tutta Europa, il trio completa le registrazioni di un nuovo singolo, "The Bartender And The Thief", che viene pubblicato nel novembre 1998. Con un video filmato su un ponte sovrastante il fiume Kwai, in Tailandia, e un sensazionale tour britannico sold-out, questa canzone di lesbiche e carcerati raggiunge la terza posizione nella classifica inglese.
Nella primavera 1999 esce il secondo album, "Performance And Cocktails", un'ulteriore distillazione del loro sound diretto e melodico. Il disco entra dritto alla posizione numero uno delle classifiche e, con altre quattro hit sfornate nel corso dell'anno, rimane vicino alla vetta per diciotto mesi.
Nell'estate del 1999, dopo un tour in Giappone e una serie di date con Aerosmith e Black Crowes, gli Stereos sono co-headliners del concerto T In The Park in Scozia e sono il gruppo di punta all'evento da 50 mila persone allo Swansea Morfa Athletics Stadium. Il 2000 si apre con un tour nord-americano e con un'altra hit, questa volta una collaborazione con il connazionale Tom 'laringe d'acciaio' Jones, "Mama Told Me Not To Come". Dopo due anni frenetici, la band stacca la spina per un po': Richard si trasferisce a Londra, Stuart si sposa e compra una casa nuova, Kelly si mette a scrivere il terzo album.
L'EP "T-Shirt Suntan" esce nella primavera del 2000; l'estate vede gli Stereophonics accamparsi ai Real World Studios di Peter Gabriel, a Bath, per registrare il loro terzo album, interrompendo le sessioni soltanto per fare da headliner ai festival di Reading, Leeds e Glasgow. Pubblicato nell'aprile del 2001, "Just Enough Education To Perform" viene anticipato ad una ristretta cerchia di fan da Kelly Jones durante la sua tournée acustica da solista, nella quale propone il nuovo materiale nella sua forma più pura. Il primo singolo è "Mr. Writer", un'accusa contro la critica spicciola di certi giornalisti britannici, seguito poi da "Have A Nice Day" (giugno 2001). L'LP piazza oltre due milioni di copie. Nello stesso periodo, gli Stereophonics suonano, per la prima volta, all'Heineken Jammin' Festival di Imola.
Nel 2002 Cable presenta un suo show televisivo (in compagnia della mamma) sulla rete BBC Wales; Jones partecipa come cantante ospite, nella canzone "Call Me No 5", al disco di Paul Weller "Illumination". Poi la band, dopo la pubblicazione del singolo "Vegas Two Times", è impegnata sul fronte live e su quello delle attività benefiche: oltre ai soliti concerti, insieme ad Embrace, Placebo, Sugarbabes e Doves, Cable si fa testimonial di una campagna per la prevenzione del cancro ai testicoli. Jones e soci si fanno notare anche per una feroce sparata contro i Radiohead: Thom Yorke sarebbe solo "un miserabile fighetto".
A dicembre si concludono le registrazioni di "You Gotta Go There To Come Back", quarto LP del trio. Il disco esce sul finire del 2003: è più eterogeneo (pop, psichedelico, rock e anche soul), prodotto da Kelly Jones con l'assistenza di Jim Lowe. Pochi mesi dopo, però, il trio esplode: Kelly estromette Stuart probabilmente per questioni personali, e infatti non manca lo strascico di polemiche.
All'inizio gli Stereophonics pensano di proseguire come duo, ma per non sacrificare l'attività live del 2004 (che è mostruosamente intensa, tra America, di spalla a Bowie e Howie Day, ed Europa, anche con Lenny Kravitz) chiamano a suonare con loro Steve Gorman, ex Black Crowes. Ma quando Kelly e Richard vanno in studio per registrare il nuovo LP scoprono nel tecnico del suono, l'argentino Javier Weyler, un batterista con i fiocchi, e lo integrano fisso nella band. All'inizio del 2005 esce "Language. Sex. Violence. Other?", trainato dal singolo "Dakota" e da un tour per pochi intimi (300 persone alla volta, anche meno).