Stylophonic

Stylophonic

Prendete delle acciughe. Fatele soffriggere in olio d'oliva con un po' d'aglio. Aggiungete pomodori tagliati a cubetti, qualche aroma e mezzo bicchiere di Chianti. Lasciate cuocere per 30 minuti, poi servite su spaghetti al dente con una spolverata di parmigiano grattugiato. Buon appetito: state gustando il piatto di pasta preferito di Stylophonic. Dietro il moniker c'è un uomo, l'italianissimo Stefano Fontana, DJ estroso e raffinato che fa parte in quella controtendenza di artisti che credono nella musica house di qualità, elenco che comprende, tra gli altri, il creatore di hit Christiano Spiller, i tecnici romani del groove Jolly Music e Alex Neri dei Planet Funk. Milanese, figlio di un calciatore professionista (era portiere nel Milan), Fontana cresce completamente coinvolto nel movimento musicale dance degli anni ottanta: dalla discoteca di quartiere ai locali più underground della metropoli, Stefano viene iniziato fin da ragazzino alla musica d'elite che i DJ più cool custodiscono gelosamente: l'hardcore hip hop del Bronx, l'house ipnotica di Chicago, la techno primordiale di Detroit, questi sono i generi che fanno presa maggiormente sul giovane, spingendolo a cimentarsi in prima persona con piatti, puntine, console e campionamenti. Tra i suoi cult anche "Planet Rock" di Afrika Bambaataa e una sfilza di producer dalle mani fatate da studiare e da cui trarre ispirazione: Schooly D, T La Rock, UTFO e Mark the 45 King. L'obiettivo è riuscire a produrre brani nuovi partendo da dischi vecchi, che poi dovrebbe essere il fine ultimo di ogni bravo DJ. Dopo aver conseguito il diploma di ingegnere del suono, il padre di Stefano gli regala un paio di piatti Technics, un vero mito per chi vuole fare questo mestiere. Nei 10 anni che seguono il giovane Fontana studia, si applica, sperimenta, flirta con l'acid jazz e sviluppa una vera ossessione per i piatti, mania che lo porta a piazzarsi al secondo posto nel campionato italiano di freestyle. Tra gli oggetti del suo studio ci sono solo i migliori, tra cui i contemporanei Rob Mello, Basement Jaxx, Underworld e Derrick Carter, oltre ai grandi dell'hip hop come Ludacris, Erick Sermon e Timbaland.
Poco alla volta Stefano acquisisce sempre una maggior confidenza con il mezzo, fino a quando arriva il momento di lanciarsi con produzione proprie. Il centro arriva al primo colpo con il moniker Stylophonic: nel 2002 viene dato alle stampe l'opera prima "Man Music Technology", un excursus di 14 tracce in cui il DJ tratta la materia elettronica in modo mai banale, filtrandola col pop, con l'hip-hop, la house e tante altre derivazioni che potrebbero sfuggire a un primo ascolto. L'album in capo a qualche mese entra nel giro che conta e agguanta il successo internazionale, trainato dai singoli "Soulreply" e "If Everybody In The World", formidabile brano che imperversa ovunque nell'estate del 2003 e che viene adottata come canzone simbolo di amore e pace. La stampa estera di settore elogia il lavoro fatto, il suo nome e i suoi pzzi circolano nei club di mezza Europa e di colpo il buon Fontana si ritrova, con merito, nell'elite dei DJ internazionali.
Sul finire del 2005 arriva un nuovo singolo, "Babybeatbox", che anticipa l'uscita dell'album "Beatbox show", come sempre caratterizzato da contaminazione tra generi (hip-hop, funk, electro-pop, jacking house) e sperimentazione. Il brano esplode subito, grazie anche alla pubblicità: viene infatti scelto dagli stilisti Dolce & Gabbana per una campagna pubblicitaria legata al loro marchio.