Sugar Ray

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Sugar Ray

Le radici dei Sugar Ray si sono formate alla fine degli anni Ottanta, quando il chitarrista Rodney Sheppard e il batterista Stan Frazier, entrambi studenti liceali di Newport Beach, California, decidono di mettere su una band. Battezzatisi i Tories, il gruppo si specializza in cover sui generis di canzoni di band britanniche come gli Who, gli Small Faces, e The Jam. Con il tempo però, i Tories si rendono conto che lo stile mod non è fra i più popolari ai party del college. Ecco che cambiano il nome in Shrinky Dinx, e reclutano il compagno di scuola bassista Murphy Karges. La band sposta l'attenzione su versioni estremizzate dei classici degli anni '80 come “Working For The Weekend” di Loverboy, o “Bad Case Of Loving You” di Robert Palmer.
Dopo pochi mesi la band incontra un frontman a dir poco carismatico. Ispirato dalla performance dei Shrinky Dinx di una cover degli AC/DC ad uno degli innumerevoli concerti tenuti alle confraternite, l'amico e fan Mark McGrath salta sul palco e comincia a cantare il ritornello. Senza tante discussioni, il debutto canoro di McGrath si trasforma in un impiego a tempo pieno, anche se i suoi studi al'Università della California del Sud (dove consegue il diploma in Comunicazioni) lo costringono a prendere degli anni sabbatici occasionali. Durante questo periodo la band comincia a scrivere proprio materiale. Una canzone originale, un pezzo rap-metal intitolato “Caboose”, viene accompagnato da un video che la band realizza grazie all'aiuto finanziario di un amico che ha appena ereditato 5 mila dollari. Dopo aver girato di mano in mano, il clip di “Caboose” compare sulla scrivania dei boss dell'Atlantic Records. Anche se la musica non li entusiasma, rimangono impressionati dall'appeal visivo del gruppo e si impegnano a metterli sotto contratto. Dopo aver cestinato gran parte delle prime canzoni, la band comincia a comporre più seriamente. Come risultato del loro profilo più 'ricercato' i Shrinky Dinx vengono minacciati da una causa legale da parte della Hasbro, che non approva il fatto che abbiano scelto come nome quello di uno dei loro giocattoli. Così, in onore di Sugar Ray Leonard, un pugile che tutti loro ammirano, il gruppo si ribattezza Sugar Ray, poco prima di entrare in studio alla fine del 1994.
Nel 1995 viene pubblicato il loro album d'esordio, “Lemonade & Brownies”, un tentativo di replicare lo stile funk-metal dei Red Hot Chili Peppers. Il disco vende poco, e anche se i cinque riescono a riscuotere successo dal vivo –aprendo per i Sex Pistols, i Cypress Hill e i Korn- l'Atlantic pensa seriamente di eliminarli dalla loro scuderia. Ma grazie alle doti dialettiche del cantante, i discografici vengono convinti che se i Sugar Ray potessero lavorare con il producer dei Sublime, David Kahne, ne potrebbero scaturire vendite di platino. L'anno successivo, Kahne è nello studio con i Sugar Ray. L'album che risulta da queste sessioni, “Floored”, esce nell'estate 1997, e beneficia non solo delle capacità del producer ma anche dell'aggiunta di un sesto membro, il DJ Craig Bullock, meglio conosciuto come DJ Homicide, che apporta il marchio di fabbrica che definisce così lo stile dei Sugar Ray: un giudizioso utilizzo dei piatti e delle tecniche di scratching. Ironia della sorte, è un brano lontano dallo stampo più metal ed estremo del gruppo a portarli al successo: la caraibica “Fly”. Sull'ondata di quel brano, l'album vende più di due milioni di copie. McGrath diventa il cocco dei media, consacrato dalle copertine di Cosmopolitan, dai sondaggi che lo eleggono 'il più sexy fra le nuove leve d'America' e da partecipazioni televisive di spicco. I sei trovano anche il tempo di apparire sul grande schermo nel film del 1997, “Fathers Day”. Ciononostante Mark insiste che i Sugar Ray sono solo una massa di buontemponi il cui regno nelle chart è destinato a scomparire presto.
Fatto sta che nel gennaio del 1999 viene pubblicato “14:59”, il terzo album che invoca la famosa frase di Andy Warhol che tutti riescono ad avere i loro 15 minuti di celebrità. Le nuove canzoni hanno un taglio più pop rispetto ai precedenti lavori. “Every Morning”, il primo singolo tratto dall'LP, diventa la traccia più programmata dalle radio alternative statunitensi nella prima settimana di airplay. Segue un tour che vede i Sugar Ray aprire tre date dei Rolling Stones ad aprile. Durante il tour di supporto ai Goo Goo Dolls, nello stesso anno, cominciano a lavorare al quarto album. Ma è solo dopo un meritato break che, nell'estate 2000, “Sugar Ray” prende forma: i sei si trovano nel garage di Murphy a registrare i primi scheletri delle canzoni. Successivamente passano alle incisioni 'serie' ai Swinghouse Rehearsal Studios e agli NRG Studios di North Hollywood. A dirigere le operazioni c'è Don Gilmore, già collaboratore di Lit e Eve 6. Dopo che David Kahne, considerato dalla band il principale fautore del loro successo, viene chiamato a mettere il tocco finale al disco, nel giugno 2001 finalmente il nuovo LP viene alla luce. Ancora una volta, il sound è una collezione variegata di pop, punk, hip-hop, reggae, new wave e buon rock'n'roll, con uno sguardo al pop anni Ottanta. Il primo singolo estratto è “When It's Over”.