Supergrass

Supergrass

Piccole superstar del pop: bizzarri, energici, divertenti. Il suono debordato dei Supergrass viene da un mix di freschezza pop e di sedimenti da negozio d'antiquariato.
Freschezza: Buzzcocks, Jam, Madness, Pixies.
Antiquariato: un che di Elton John, di Small Faces, di Kinks, di David Bowie, di Beatles e di Rolling Stones.
Il trio che va sotto il nome di Supergrass nasce nel 1993; prima c'erano stati i The Jennifers, messi insieme da Daniel 'Danny' Goffey (nato il 7 febbraio del 1974; batteria) e Gareth Michael 'Gaz' Coombes (8 marzo 1976; voce e chitarra), ai tempi del liceo a Oxford. Dopo un singolo uscito sotto Nude Records, i Jennifers si sciolgono; quando Gaz presenta a Danny Michael 'Mickey' Quinn (17 dicembre 1969; basso), suo collega in un ristorante della catena Harvester, nascono i Theodore Supergrass.
Caduto il prefisso nel moniker, la band è pronta a debuttare nel 1994 con il primo singolo semi-autobiografico "Caught By The Fuzz", un memorabile scoppio fuzz-pop, pubblicato dall'etichetta indie Backbeat in 250 copie, bruciate in un lampo anche grazie al supporto del mitico John Peel di Radio One (quello delle 'session'). Per la cronaca, la canzone è ispirata all'arresto di Gaz, quando era quindicenne, per possesso di cannabis. Nello stesso anno, la Parlophone mette sotto contratto la band e ripubblica il singolo, che si fa subito notare e si merita anche l'elogio di gente come Blur ed Elastica.
Nel 1995 esce il secondo singolo, "Mansize Rooster", che si infila nelle classifiche pop; altrettanto fa "Lenny", che viene pubblicato poco prima del disco "I Should Coco". La stampa inglese impazzisce e sbrodola di entusiasmo e le chart fanno spazio in top ten all'opera prima dei Supergrass, che si guadagnano fama improvvisa. I tre buttano fuori il doppio singolo "Alright/Time", che si fa quasi un mese tra nelle prime tre posizioni della classifica e scaraventa "I Should Coco" in vetta.
La strada per la gloria pop è spianata, tanto che addirittura Steven Spielberg li contatta per una serie TV ispirata al loro clamoroso exploit, ma i Supergrass scelgono di tenere i piedi per terra, di ritirarsi dalla bagarre e di concentrarsi sul secondo LP: e infatti "In It For The Money" è un grosso passo in avanti, la conferma che la band ha solidità e visione. I singoli "Richard III", "Sun Hits The Sky", "Late In The Day", ambiziosi e dall'umore oscuro, vanno benissimo: il solito tripudio di critica (su tutti NME e Melody Maker) e di pubblico.
Nel 1999 esce il nuovo singolo "Pumping On Your Stereo", forte di un video fantasioso e divertente; segue un mini-tour incandescente, che lancia i Supergrass nell'empireo delle migliori live band del pop inglese. La qualità del disco "Supergrass" che arriva poco dopo è sintomo di una crescita artistica senza pause, ma con qualche ombra: registrato, come sempre, agli studi Sawmill, l'album è più complesso, bizzarro (infarcito di strumenti poco ortodossi) e ricercato degli altri due, forse anche a discapito di quell'immediatezza sbracata che i fan tanto amano. Le recensioni intessono canti di lode, i singoli se la cavano egregiamente (una nota merita il video di "Pumping On Your Stereo", animato da pupazzi creati dal Jim Henson Creature Shop, quello dei Muppets e di Flat Eric). Tuttavia, il vento cambia: a distanza di qualche mese dall'uscita, le vendite risultano essere anni luce distanti dalle previsioni e lentamente il fenomeno mediatico Supergrass si sgonfia; nel 2001 Coombes si ritrova ad ammettere che non tutto, nel disco omonimo, è filato per il verso giusto.
Diventa allora fondamentale il nuovo album, al quale la band si dedica interamente; per circa un anno di quello che i Supergrass stanno combinando si sa davvero poco. Si ritirano in una villa nel sud della Francia, dove a suon di sbronze scrivono "Life On Other Planets", prodotto poi da Tony Hoffer (già al lavoro su roba di Beck e Air). Il disco esce nel settembre del 2002, accompagnato dal singolo "Grace": estroverso ed energico, mostra una band che ha ritrovato tutta la sua carica. Aiuta probabilmente anche l'innesto del quarto membro (più o meno) fisso, Robert Coombes (27 aprile 1972; tastiere), il fratellone di Gaz.
Nell'estate del 2004, per celebrare degnamente 10 anni di splendida carriera, la band pubblica il greatest hits "Supergrass Is 10: The Best Of 94-04", condito da due inediti ("Bullet" e il singolo "Kiss Of Life") e accompagnato da un DVD. Ma già in aprile i quattro sono al lavoro sul nuovo album, per registrare il quale allestiscono uno studio in Francia, questa volta però in Normandia.
Finalmente, nell'agosto 2005 arriva "Road To Rouen", anticipato dal singolo "St. Petersburg". Il suono è più eclettico, la maturità lampante e magari anche spiazzante, il disco un po' corto: il godimento però è lo stesso, inconfondibile, di tutte le cose migliori dei Supergrass.