Swing Out Sister

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Swing Out Sister

Il pop ammantato di swing. Corre l'anno 1986 quando bastano una manciata di singoli per presentare le credenziali degli Swing Out Sister: "Breakout" e "Surrender" raggiungono rispettivamente i numeri 4 e 7 delle charts inglesi e preparano il terreno al disco di debutto del trio di Manchester. "It's Better To Travel" scalerà fino al top le classifiche UK degli album ad appena due anni dalla prima idea del tastierista e arrangiatore Andy Connell e del batterista Martin Jackson.
I due ragazzi di Manchester si erano infatti chiusi in studio nel 1985 dopo le loro prime esperienze indie: Connell nella funky – new wave band A Certain Ratio, che si era guadagnata una solida reputazione in città; Jackson si era seduto dietro la batteria di numerose band tra cui i Magazine e i Chameleons. Quando decidono di unire forze e talento l'idea è quella di levigare, con il jazz e lo swing, i pezzi pop vecchio stile che già erano nel loro carnet. Corinne Drewery, una fashion designer di Nottingham che aveva respirato musica grazie alla militanza del padre nei Junco Partners, si aggiunge ai due appena in tempo per il primo singolo "Blue Mood". Il pezzo non passerà certo alla storia, ma getta le basi per i primi due singoli che sdoganano il trio dall'anonimato e lo catapultano sotto i riflettori della top ten.
Subito dopo l'uscita del primo album Jackson abbandona il progetto e non compare nel seguito "Kaleidoscope World" (al quale contribuisce comunque programmando la drum machine per diversi pezzi): il disco, nel quale Connell ha infuso i suoi studi pianistici e la sua passione per Burt Bacharach e Herb Alpert, si allontana dalle hit commerciali di "It's Better To Travel" ma conquista il plauso della critica e di conseguenza la terza posizione nelle classifiche inglesi del 1989. Al contrario del precedente poi i singoli di successo in Europa ("You On My Mind" e "Waiting Game") non conquistano gli States ma c'è un altro mercato che rimane affascinato dal duo inglese: il Giappone.
Già "It's Better To Travel" aveva avuto un ottimo successo e il secondo album lo conferma al punto tale da indurre gli Swing Out Sister a pubblicare alla fine del 1989, e solo per il sol levante, una speciale collezione di remixes - "Another Non-Stop Sister" – seguita l'anno successivo da "Swing 3", con B sides della prima ora e pezzi rari. Il 1992 è l'anno del ritorno verso i fan angloamericani: salutato definitivamente Jackson, Drewery e Connell confezionano "Get In Touch With Yourself", trascinato dalla cover anni sessanta "Am I The Same Girl" di Barbara Acklin. Come già per i due album precedenti anche questo lavoro diventa una hit assoluta in Giappone, dove ormai gli Swing Out Sister sono una delle band più note e Drewery e Connell producono un'altra compilation ("Swing Out Singles") e un live ("Live At The Jazz Cafe") che escono nel paese asiatico nello stesso anno.
Nel 1994 gli Swing Out Sister decidono di riunire una vera e propria band con Derick Johnson (basso), Myke Wilson (batteria), Tim Cansfield (chitarra), John Thrikell (tromba) e Gary Plumey (sax) e si mettono al lavoro per "The Living Return". L'album però non ottiene il successo di vendite che i lavori precedenti avevano avuto nel mercato inglese e americano tanto che la Mercury cerca di rinverdire i fasti della prima ora con la raccolta "The Best Of Swing Out Sister", uscita nel 1996. Nemmeno gli album successivo riescono a ripetere i successi di vendita degli esordi: "Shapes And Patterns" del 1997, "Filth And Dreams" del 1999 e "Somewhere Deep In The Night" del 2001 conquistano i fan giapponesi ma non quello americani e inglesi, che continuano a rimanere alal dimensione del piccolo zoccolo duro di culto. Nel 2004, dopo i passaggi nel mondo acid jazz, gli Swing Out Sister pubblicano "Where Our Love Grows" che riaccende l'interesse per la band anche al di fuori del seguito giapponese.