System of a Down

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System of a Down

Il metal rivoluzionario.
I System Of A Down sono una delle band di metal alternativo (poco a che fare con il nu metal, comunque) più originali e creative del panorama rock internazionale. E vendono badilate di dischi, anche tra chi, ascoltando una chitarra distorta, di solito accusa reazioni allergiche. Autentici fenomeni.
Serj Tankian, cantante, incontra il chitarrista Daron Malakian nel 1993 a Los Angeles: entrambi sono di origine armene, e proprio questo fattore di affinità li porta a lasciare le rispettive band per crearne una tutta americo-armena. La prima incarnazione, battezzata Soil, ingloba anche il bassista Shavo Odadjian e il batterista Andranik 'Andy' Khatchadurian. Nel 1995 cambia tutto: John Dolmayan sostituisce Andranik e il monicker, dopo un mutamento di mezzo (Victims Of A Down), si assesta su System Of A Down.
Ispirati da Black Sabbath e Slayer, a cui innestano suggestioni mediorientali, i SOAD cominciano a conquistare un seguito caldissimo a Los Angeles e dintorni. Durante uno show in un club di Hollywood capita sotto il palco Rick Rubin, produttore genio con il tocco di re Mida, che resta folgorato dalla potenza di Serj e soci e li convince a firmare per la sua label American Recordings.
L'omonimo album d'esordio (1998, prodotto da Rubin in persona e mixato da Andy Wallace) spalanca al gruppo le porte del giro che conta: i System Of A Down suonano di spalla ai loro miti, gli Slayer, e nel 1998 incendiano l'Ozzfest. Il messaggio è chiarissimo: i System Of A Down hanno le carte in regola per diventare una delle migliori band metal in circolazione.
Cosa che, in effetti, avviene già al secondo disco. "Toxicity" (2001) è una fusione prodigiosa di chitarre al tritolo, oscure melodie ipnotizzanti e testi di lotta politica. Il mondo ringrazia e manda i SOAD dritti dritti al numero uno della classifica americana.
Nel 2002, dopo diversi milioni di copie vendute per "Toxicity", la band pubblica "Steal This Album!", una raccolta con 16 brani rimasti fuori dalle sessioni di registrazione precedenti. La solita operazione riempitivo acchiappa-fan-che-devono-avere-tutto? Niente affatto: "Steal This Album!" suona come fosse un vero e proprio disco, fresco e ispirato. Geniale la copertina (una delle quattro disponibili) che riproduce un cd con scritta a pennarello, come se fosse piratato.
Riparte l'offensiva live e qui la fortuna viene in aiuto: a causa dell'assenza di Ozzy (cose di famiglia), i System Of A Down ottengono il posto di headliner in alcune date dell'Ozzfest del 2002. Gli show, clamorosi, sono la consacrazione. Nel 2003 e fin dentro l'anno dopo si espande l'onda dei singoli, dei discussi video antibellici, dei concerti, dell'impegno militante e dichiarato (come le battaglie anti-Bush prima delle elezioni americane). Poi, i 4 si mettono all'opera sulle nuove canzoni.
A fine 2004 entrano in studio e incidono non un disco, ma due: il primo, "Mezmerize", esce nella primavera del 2005 insieme al singolo "B.Y.O.B. (Bring Your Own Bombs)", il secondo, "Hypnotize", in autunno. Nel frattempo, dopo un breve giro di concerti di riscaldamento nei club, i System Of A Down partono in tour.