T-Bone Burnett

T-Bone Burnett
  • Rock, Folk-Rock, Roots Rock, College Rock, Heartland Rock, Singer/Songwriter
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American original. Cantautore, performer, musicista, produttore: T-Bone Burnett è la quintessenza della musica americana e l'oggetto di un culto sotterraneo lungo più di 30 anni. Nonostante l'altissima considerazione da parte della critica specializzata T-Bone Burnett infatti non ha mai aspirato a conquistare il grande pubblico, portando avanti la sua ricerca sulle radici musicali della tradizione americana e coltivando la sua piccola e fedele nicchia di pubblico attento e colto, tanto che il suo nome è più noto per le collaborazioni come produttore con molti nomi celebri del pop-rock contemporaneo e come autore di raffinate colonne sonore per film indipendenti.
Joseph Henry Burnett nasce il 14 gennaio 1948 a St. Louis, Missouri, ma è a Fort Worth in Texas che si imbeve di quella miscela di blues, R&B, rock e Tex-Mex sound così caratteristica della tradizione a stelle e strisce: T-Bone ha la musica nel sangue, e al posto di iscriversi al college apre la sua prima casa di produzione appena più che adolescente, la Fort Worth Recording Studio, e si mischia al movimento blues del Texas suonando in diverse band locali. Dopo questo apprendistato nella profonda America, agli inizi degli anni Settanta si trasferisce a Los Angeles, dove il suo primo ingaggio è quello di produttore per Glen Clark e Delbert McClinton. È sulla east coast che compone il suo album d'esordio "The B-52 Band & The Fabulous Skylarks" con il quale punta l'attenzione sui toni roots della tradizione americana e sforna i primi esempi delle sue doti di cantautore soul-rock. Ma non è ancora tempo per buttarsi in un tour solista e così si mette on the road con Delaney & Bonnie, il duo (sono marito e moglie) che agli inizi di quel decennio sforna alcuni tra i più bei brani sul crinale tra soul, blues, country e gospel. Ed è proprio in tour con i due Bramlett che T-Bone Burnett entra in contatto con Bob Neuwirth, il folksinger più noto come manager di Bob Dylan: tre anni dopo il menestrello di Duluth lo invita a partecipare al suo Rolling Thunder Revue Tour durante il quale T-Bone diventa amico di Dave Mansfield e Steve Soles con i quali fonda gli Alpha Band. L'omonimo album di debutto del trio esce nel 1977, seguito da "Spark In The Dark" e da "Statue Makers Of Hollywood" ma per Burnett e la sua band la storia sembra ripetersi: grande successo di critica ma il mercato fatica a rispondere e così dopo appena 3 album gli Alpha Band si sciolgono definitivamente e Burnett torna alla carriera solista.
Quando ricompare nel 1980 è per pubblicare "Truth Decay" e il disco mostra tutta la maturazione di questo autore, chitarrista e produttore che dal pittoresco carrozzone della Rolling Thunder Revue ha imparato come mettere a frutto i suoi molteplici talenti: il tema e filo conduttore dell'album sono i dubbi morali ed etici di T-Bone, rocker di integrale fama cristiana che confeziona questa via crucis dell'introspezione tra rockabilly, blues, guitar pop e country&western prodotti con un suono secco e tagliente. Il successo questa volta gli procura l'aggancio con la Warner Bros. per la quale l'anno successivo pubblica l'EP "Trap Door" (sei pezzi folk rock in compagnia dei fedeli David Mansfield e Steven Soles con in più la cover ammiccante e maliziosa di "Diamonds Are A Girl's Best Friend" di Marilyn Monroe) e poi "Proof Through The Night" (1983), l'LP con ospiti celebri come Pete Townshend, Ry Cooder e Richard Thompson. Tuttavia nemmeno l'approdo a una major e la compagnia di alcuni mostri sacri del momento gli garantiscono il successo di vendita e così Burnett torna a dedicarsi all'attività di produttore lavorando con i Los Lobos ("How Will The Wolf Survive?", Marshall Crenshaw ("Downtown") e BoDeans ("Love & Hope & Sex & Dreams").
Il 1986 è l'anno di un altro disco solista e omonimo, affogato nelle atmosfere country-folk: circondato da molti dei suoi amici (Jerry Scheff, Jerry Douglas e David Hidalgo dei Los Lobos) sforna canzoni roots e senza fronzoli, tra cui una cover di "Time" di Tom Waits e "Annabelle Lee" di Bob Neuwirth. Ma soprattutto nello stesso anno Burnett si dedica alla produzione di "The Turning" della cantante gospel cristiana Leslie Phillips: il disco ottiene recensioni piene d'entusiasmo dalla critica ma è l'ultimo lavoro d'ispirazione religiosa della vocalist americana, che vira verso temi secolari e grazie a Burnett firma un contratto con la Virgin per il suo debutto discografico del 1987 con l'album "The Indescribable Wow". Poco dopo Burnett e Sam Phillips (il vero nome dell'ormai ex Leslie) si sposano e Burnett rimane il suo produttore anche per i successivi "Cruel Inventions" (1991), "Martinis & Bikinis" (1994) e "Omnipop" (1996).
Intanto Burnett lavora con Elvis Costello per "King Of America" (1986) e poi con Roy Orbison per "A Black & White Night" (1987), uno degli album migliori del pioniere del rock anni Sessanta, e non dimentica la carriera solista, pubblicando nel 1988 "The Talking Animals", album con il quale Burnett esplora le strade della world music in compagnia di guest star d'eccezione come Bono e David Rhodes, il chitarrista di Peter Gabriel.
Bisogna attendere il 1992 per vedere un altro suo album solista, quel "Criminal Under My Own Hat" in cui torna a collaborare con Bob Neuwirth e mette assieme tutte le sue anime, da quella rock di "Criminals" e "Humans From Earth" a quella folk acustica di "Over You" fino all'introspezione ("Every Little Thing") e all'invettiva di tono politico e religioso contro i predicatori da network televisivo ("I Can Explain Everything"): il rallentamento della uscite discografiche è dovuto alla sempre più impegnativa attività di produttore accanto a grandi nomi come il solito Elvis Costello ("Spike") ma anche Counting Crows ("August And Everything After"), Wallflowers ("Bringing Down The Horse") e Gillian Welch ("Revival").
La sua popolarità raggiunge l'apice nel 2001 quando firma la colonna sonora di "O Brother, Where Art Thou?" dei fratelli Coen e vende 9 milioni di copie che gli permettono di conquistare 4 Grammy Award: comporre musica per le immagini diventa sempre più la sua attività principale tanto che con i fratelli Coen fonda la DMZ Records con la quale pubblica altre colonne sonore tra cui "Cold Mountain", "A Mighty Wind", "Crossing Jordan" e "The Ladykillers". Nel 2006, 14 anni dopo la sua ultima uscita solista, Burnett torna a pubblicare nuovo materiale con l'album "The True False Identity" seguito da un doppio CD in cui Burnett ripercorre in 40 pezzi tutta la sua carriera ("Twenty Twenty: The Esssential T-Bone Burnett").