Take That

Take That
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EMA Performance 2008

Tutte le boy band del mondo sono cloni dei Take That?
I Take That sono stati la teen-pop band più amata in Inghilterra dai tempi degli anni Sessanta, hanno dominato le classifiche del Regno Unito nella prima metà degli anni Novanta e hanno dato la struttura al trend delle boy band.
Dal punto di vista del successo commerciale, hanno venduto più dischi di ogni gruppo inglese dall'epoca dei Beatles.
Nati come la risposta agli americani New Kids On The Block, inizialmente si dedicano all'R&B, all'urban soul e al pop di moda, per poi orientarsi verso lidi più morbidamente dance e verso le ballad di facile presa. La bella presenza dei membri della band ne fa un feticcio per le teenager, ma inaspettatamente anche per l'audience gay.
La figura centrale dei Take That è Gary Barlow, cantante solista e compositore delle canzoni, già da piccolo rivelatosi musicista dotato. Insieme agli sconosciuti Robbie Williams (musicista in erba) e Mark Owen (calciatore fallito) fonda il trio Cutest Rush, che però ha vita breve.
Il colpo di fortuna arriva grazie al produttore Nigel Martin Smith, che progetta di formare un gruppo pop inglese sulla falsariga dei New Kids On The Block e decide di contattare proprio i Cutest Rush. Barlow, Owen e Williams accettano l'offerta e insieme a Jason Orange e Howard Donald (ex membri di una band di breakdance) danno vita ai Take That nel 1990.
Dopo alcuni concerti nei nightclub gay, la band pubblica il suo primo singolo, "Do What U Like", che solleva abbastanza rumore da attirare l'attenzione di RCA Records. I Take That firmano il contratto con la prestigiosa etichetta nel 1991 e pubblicano due singoli, che non ottengono il riscontro sperato. La band esplode grazie a una cover dei Tavares, "It Only Takes A Minute", che si piazza al settimo posto delle classifiche di vendita.
Sfruttando l'onda del successo, i Take That diventano in breve un vero e proprio fenomeno mediatico. Il momento è propizio e difatti "Take That And Party" (1992), il disco d'esordio, debutta alla posizione #5 nelle chart e vale al gruppo una vasta serie di premi e riconoscimenti. Ma se in Inghilterra il successo è massiccio, il debutto negli States passa quasi inosservato, nonostante l'insistente battage pubblicitario (il loro volto compare anche sulle scatole dei cereali).
Il fallimento americano non arresta minimamente la marcia trionfale dei cinque in madrepatria, tanto che l'album "Everything Changes" (1993) conquista la posizione #1 delle classifiche, sospinto da una serie di singoli fortunatissimi (fra cui "Relight My Fire" in cui appare anche Lulu, famosa cantante inglese anni Sessanta, e "Pray").
Il disco vende molto in Europa e in Canada, ma non viene nemmeno pubblicato negli Stati Uniti.
Mentre i Take That preparano il loro terzo LP, il vento nella scena musicale inglese comincia a tirare in una direzione diversa: band come Oasis, Blur e Pulp riportano in auge il classico guitar pop anglosassone e lanciano la sfida alla boy band. La risposta è data da "Sure" e "Back For Good", i primi singoli estratti dal nuovo album, che mostrano una band in netta fase di maturazione artistica, ma ne mettono anche a nudo i dissidi interni. Gary prende sempre più le distanze dai 'suoi' Take That e non è l'unico a dare segni di insofferenza. In particolare, Robbie Williams agisce da mina vagante e nel terzo disco, "Nobody Else" (1995), è praticamente tenuto al guinzaglio.
La rottura è prossima: Robbie dichiara di avere pronto del materiale in stile Oasis, imita gli eccessi dei Gallagher (alcol e droga a fiumi) e diventa il bersaglio dei tabloid scandalistici per i suoi comportamenti eccessivi. Quando, nel luglio del 1995, lascia i Take That annunciando di aver pronto un disco solista, non è una sorpresa per nessuno.
In seguito alla sua fuoriuscita, la band immediatamente cancella il suo nome e la sua immagine da tutto il materiale commerciale e promozionale; il suo volto non compare nemmeno sulla copertina della versione americana di "Nobody Else". La ventata di brit rock però influenza anche gli altri membri della band, sempre più a disagio nei panni di ninfetti del pop adolescenziale. Gary Barlow, invece, è impermeabile al nuovo suono: punta a seguire le orme di George Michael e di Elton John e progetta anche lui una carriera solista.
Il 13 febbraio 1996 i Take That si sciolgono ufficialmente, salutando il loro pubblico con il singolo "How Deep Is Your Love" (cover della celebre hit dei Bee Gees) che preannuncia il "Greatest Hits" (che, neanche a dirlo, domina le classifiche).
Gary Barlow e Mark Owen continuano la loro carriera nel mondo dello spettacolo ma senza grandi risultati; Orange si improvvisa attore televisivo (ricorderete la sua interpretazione nella fiction programmata da MTV, Killer Net) e Donald, invece, dopo anni passati rinchiuso in casa a guardare la TV, a fare il papà e a ingozzarsi di junk-food (come lui stesso ha dichiarato più volte) si riscopre DJ di musica house (è anche approdato in Italia a fine 2001 per il Ministry of Sound Tour).
Tutto finito?
Mica tanto: il 16 novembre 2005 i Take That compaiono in televisione, raccontano il loro punto di vista sulla fine dalla band e cosa hanno fatto negli ultimi anni. Sembra l'annuncio di una reunion e infatti è così: circa 10 giorni dopo una conferenza stampa conferma un nuovo tour con la formazione senza Robbie Williams (che privilegia la sua carriera solista, di gran lunga quella di maggior successo rispetto ai compagni).
Finisce che un nuovo greatest hits ("Never Forget - The Ultimate Collection", pubblicato a partire da metà novembre 2005) riporta i Take That nelle zone alte della classifica e propizia il ritorno in studio per un nuovo disco di materiale originale. Il CD si intitola "Beautiful World", esce a partire da novembre del 2006 e viene anticipato dal singolo "Patience".
Il singolo diventa il nono pezzo della band che arriva in cima alla chart inglese e riceve anche il premio come Best British Single ai BRIT Awards del 2007. Anche il disco va alla grande: 2,5 milioni di copie nel solo Regno Unito, e il secondo singolo, la stupenda "Shine", segue il destino del primo.
Quello stesso inverno il gruppo è impegnato nel Beautiful World Tour: 32 date sold out. Arriva un altro Brit Award come Best British Live Act, e il premio per Tour dell'Anno ai Vodafone Live Music Awards. Ormai è chiaro che i Take That sono tornati e non se ne andranno dal top della scena musicale mondiale per molto molto tempo.
Ad aprile del 2008 il gruppo è già pronto per tornare in studio di registrazione, i SARM Studios di Notting Hill. I quattro si chiudono tra queste quattro mura e le canzoni vengono fuori in men che non si dica, come fossero lì da anni ad aspettare di essere messe nero su bianco. Al produttore John Shanks non resta che scegliere quali tenere e quali scartare dato che i quattro boy hanno scritto ben 25 nuovi pezzi!
Nasce così in pochissimo tempo il ssecondo disco dei Take That dopo la reunion: "The Circus" contiene 12 brani in puro stile Take That, 12 brani tra cui lenti strappalacrime, ma anchde pezzi perfetti per essere cantati allo stadio, 12 brani che guardano al futuro ma che non rinnegano il passato di una band che ha fatto la storia del pop. Nella prima settimana il disco vende la straordinaria cifra di 430.000 copie nel solo Regno Unito, diventando così il terzo album più venduto di sempre in questo lasso di tempo.