Talking Heads

Talking Heads
  • New Wave, Pop/Rock, Post-Punk, Album Rock, College Rock, American Punk, New York Punk, Alternative/Indie
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Crossover, pura energia nervosa e uno stile inimitabile: i Talking Heads hanno davvero mutato il corso del rock.
All'inizio della carriera, nel 1977, erano una band minimalista, dal ritmo sostenuto e dalle emozioni controllate: dodici anni dopo, alla fine della loro parabola avevano suonato di tutto, dall'art-funk, all'elettronica, al world beat, al guitar pop melodico, rimanendo per tutti gli anni '80 il gruppo più acclamato dalla critica e più ascoltato da chi cercava nuove vie espressive.
Il progetto Talking Heads nasce nelle aule della Rhode Island School of Design nei primi anni '70, quando David Byrne (chitarra e voce), Chris Franz (batteria) e Tina Weymouth (basso) si incontrano e decidono, nel 1974, di spostarsi a New York, per concentrarsi solo ed esclusivamente sulla musica. Il primo riconoscimento è la vittoria di un concorso per aprire lo stage dei Ramones al CBGB's, leggendario punk club della Grande Mela.
Nel 1976 al trio si unisce Jerry Harrison, tastierista proveniente dai Modern Lovers e l'anno dopo il quartetto firma con la Sire Records per il primo album, "Talking Heads '77". Testi intellettuali, sound 'disadattato', errante, multiritmico, colto e la voce tremolante di Byrne: il disco è una ventata di novità rispetto agli stereotipi punk dell'epoca; e l'accoglienza è ottima.
Per il lavoro successivo, alla band si aggancia Brian Eno, intrigato dalle potenzialità del gruppo e alla ricerca di talenti da far crescere con la sua sapienza in sala d'incisione. Ne esce "More Songs About Buildings and Food", 1978, un insieme di popsong dal tocco raffinato, curate nei minimi particolari e percorse di contaminazioni elettro-acustiche e venate di brillantissimo funk. È la conferma.
I 2 LP seguenti, ancora sotto la guida di Eno, segnano un'altra svolta e una tappa fondamentale nella musica leggera più recente. "Fear Of Music", 1979, spinge al limite la sezione ritmica, giocando per la prima volta con i poliritmi di matrice afro. "Remain In Light", 1980, porta al culmine le sperimentazioni, introducendo nella formazione una sezione fiati e le percussioni africane: la combinazione con il ritmo funk del basso e un innovativo uso delle tastiere fa gridare al miracolo. Secondo molti "Remain In Light" va considerato il disco seminale della world music, secondo altri la svolta decisiva nell'elettronica, secondo altri ancora il top del funk, secondo tutti uno dei dischi più importanti della storia del rock.
Segue un lungo tour e qualche progetto solista, poi "Speaking In Tongues" nel 1983, il primo dopo aver tagliato il cordone ombelicale da Brian Eno; il risultato è un sound sulle tracce dei due album precedenti ma una struttura dei brani molto più rigida e pop-oriented.
Arriva un nuovo tour, forse l'ultimo, che viene immortalato da Jonathan Demme nel memorabile film-concerto "Stop Making Sense".
David Byrne si dedica sempre più ad avventure in proprio, ma senza dimenticare i compagni: dopo l'LP "Little Creatures" (1985), scrive e dirige un film, ("True Stories", 1986), molto originale e apprezzato, la cui colonna sonora è realizzata dalla band.
Due anni dopo i quattro si ritrovano per "Naked", che segna il ritorno alle esplorazioni worldbeat, seppure un po' appesantito dalle pretese poetiche di Byrne. Sarà l'ultimo album da studio.
L'annuncio ufficiale dello scioglimento dei Talking Heads arriva solo nel 1991, ma Harrison e Byrne si già muovevano da soli, mentre Weymouth e Franz avevano optato definitivamente per il loro spin-off, i Tom Tom Club.
Ma in un gruppo che si rispetti la reunion non può mai mancare, così nel 1996 si tenta un esperimento (senza Byrne) sotto il nome di Heads, con l'album "Not Talking Just Heads", che passa abbastanza inosservato.
Nel 1999 anche il vecchio leader si unisce ai compagni, per celebrare il quindicesimo anniversario della band, con una nuova edizione live di " Stop Making Sense".