Tears for Fears

Tears for Fears
  • New Wave, Pop/Rock, College Rock, Alternative/Indie
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Video Sowing The Seeds Of Love

Tears For Fears, ovvero il synth-pop con le emozioni e l'inquietudine. Gli anti Duran Duran, i sofisticati del kayboard, gli sperimentatori musicali nell'epoca in cui il look e il video vincevano su tutto.
In principio (e per sempre) furono Roland Orzabal e Curt Smith, due bambini difficili, ai limiti della delinquenza (soprattutto Smith) che scorrazzano per le strade di Bath, sud dell'Inghilterra. Orzabal è il 'colto' del duo, cresce con un interesse particolare per le teorie neurologiche di Arthur Janov su un metodo curativo per le nevrosi dei bambini derivate della paure, che anche John Lennon aveva abbracciato dopo lo scioglimento dei Beatles. Roland coinvolge Curt nelle sue letture e nel frattempo i due formano (fine anni '70) i Graduate, una band di ska-revival; compongono dei singoli (il più significativo è "Elvis Should Play Ska") e si sciolgono per formare nel 1981 i Tears For Fears, il cui titolo e i cui testi si ispirano direttamente al lavoro di Janov.
I TFF virano decisamente verso il synth-pop, una tendenza molto in voga nei primi anni '80, senza dimenticare la lezione dei movimenti New Wave e New Romantic. Alla coppia di amici si aggiunge, agli inizi, il tastierista dei Graduate, Ian Stanley e nel 1982 il gruppo ottiene un contratto con la Polygram. L'anno dopo il debutto, con "The Hurting", un disco di pop infettivo che fa subito breccia nel pubblico inglese e piazza 3 pezzi nella top five. "Change" è il singolo di maggior successo, che incorona i Tears For Fears alfieri del pop più ricercato e meno 'videocentrico' dell'epoca (siamo in piena epoca Duran-Wham-Spandau).
Due anni dopo arriva "Songs From The Big Chair", un lavoro che rivela influenze più complesse, soprattutto in campo soul. E nonn è un caso: l'album sfonda anche in Usa, trascinato in vetta alle charts dai singoli "Everybody Wants to Rule the World", che arrivano al # 1 ("Head Over Heels" al # 3) e diventano due pietre miliari del sound degli Eighties. Stavolta Orzabal e Smith prestano più attenzione allo style dei videoclip e il gioco è fatto. I TFF si confermano come l'alternativa sofisticata alle videoband del momento.
La release del terzo album arriva molto tempo dopo e non riesce a sfruttare l'effetto trainante dei successi precedenti. È il 1989 quando nei negozi esce "The Seeds Of Love", ma è anche la dimostrazione dell'indipendenza dallo showbiz che i due vogliono mantenere. L'album si spinge ancora di più verso territori psichedelici, jazz e soul, ospitando la vocalist Oleta Adams in "Woman In Chains" e diventa comunque un altro successo; il singolo "Sowing The Seeds Of Love" arriva al secondo posto delle pop charts in Usa.
Ancora una volta Orzabal e Smith decidono di prendersela comoda e riflettere a lungo sul prossimo album, mantenendo viva l'attenzione con una raccolta ("Tears Roll Down (Greatest Hits '82-'92)"). Ma nel frattempo i due litigano pesantemente e Smith lascia il gruppo nel 1992 (realizzerà l'inosservato "Soul On Board" nel '93), tanto che "Elemental", del 1993 va considerato un album solo di Orzabal. Gli effetti si sentono: rispetto ai precedenti, il disco ottiene risultati modesti, pur raggiungendo il disco d'oro in Usa.
Le cose vanno peggio a Orzabal, che mantiene il nome della band e percorre strade pretenziose e sofisticate, ma non riesce a bissare il successo del duo. Nel '95 "Raoul And The Kings Of Spain" viene totalmente ignorato, tanto che ormai i TFF sono considerati un gruppo del passato e lo testimonia il fatto che gli anni seguenti compaiono solo raccolte, compilation, rarità e riedizioni di vecchi successi.