Teenage Fanclub

Teenage Fanclub
  • Indie Pop, Pop Underground, Alternative Pop/Rock, Alternative/Indie
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Hang On

Un sabato pomeriggio di luglio, nel 1989. Un furgoncino bianco posteggia in una via di Glasgow: scendono Norman Blake, Raymond McGinley, Francis Macdonald e Gerard Love, assestano qualche botta al portellone, scaricano tre chitarre, un paio di amplificatori usati, una batteria ed entrano in studio. Con i soldi di un frigorifero e di una lavatrice svendute a una vicina di casa si pagano i sette giorni di registrazione e quando ne escono hanno tra le mani il demo, in musicassetta, di quello che diventerà "A Catholic Education", l'album di debutto dei Teenage Fanclub.
Norman si incarica di distribuire tra amici, colleghi e magari qualche casa discografica il materiale che tra gli altri finisce nelle mani di Stephen Pastel, un amico che ha amici influenti nell'Atlantic e che soprattutto ha una sua band, The Pastel, e che di li a poco suonerà all'ULU di Londra. Poco prima di salire su quel palco Francis annuncia che non può proseguire, perché vuole finire gli studi (e suonare con i suoi BMX Bandits), e alla batteria i Teenage piazzano Brendan O'Hare. I primi concerti, e il piccolo tour con i Primal Scream, convincono la band a tornare in studio per rivedere il materiale proprio mentre la Matador Record e la Paperhouse si fanno vive per pubblicare "A Catholic Education" (alla fine il disco uscirà per l'etichetta newyorkese, mentre per la londinese verrà pubblicato il singolo "Everything Flows").
Intanto il nome dei Teenage Fanclub comincia a essere non solo sulla bocca dei fan della prima ora, e nel 1990 la band se ne va in giro ad aprire i concerti di My Bloody Valentine e Ride prima di attraversare l'oceano e affrontare un mini tour fatto di notti passate su assi di legno, docce improvvisate ai bagni pubblici e trasferimenti su auto di terza o quarta mano. Ma il mini tour americano è la prima vera grande esperienza per i Teenage, che dopo un paio di date al CBGC incontrano Kim Gordon e Thurston Moore dei Sonic Youth che li arruolano per alcune date tra Dublino, Belfast e Glasgow. Una vera e propria investitura d'onore. In dicembre, con i primi soldi intascati in questa superattività promozionale, la band affitta uno spazio a Motherwell per i neonati Spaghetti Studios e a febbraio del 2001 è di nuovo tempo di volare negli states, ma questa volta ad aspettare i Teenage non ci sono i fan ma i boss delle major label: un gran stringere le mani, grandi pacche sulle spalle e alla fine nel gran mazzo la band preferisce la Geffen, per il semplice motivo che è la label dei Sonic Youth. E i Sonic non fanno errori, si dicono loro giustamente.
Con le spalle protette Norman, Raymond, Gerard e Brendan tornano agli Spaghetti Studios, buttano giù del materiale e poi si spostano a Liverpool con il produttore Don Fleming: il singolo "Star Sign" è l'anteprima di "Bandwagonesque" che esce in novembre su entrambi i lati dell'atlantico. La stampa è entusiasta, i fan anche di più, e i Teenage si godono il successo aprendo nientemeno che per i Pixies a Glasgow: è l'inizio del tour di "Bandwagonesque" che passerà tra spaziose stanze d'albergo, catering sontuosi e club giganteschi. Esattamente come avviene anche negli USA, quando i Teenage girano prima con Superchunk e Uncle Tupelo e poi con i Nirvana. Ci vuole un mese per riprendersi da quelle fatiche live, ma i Teenage sono lanciatissimi e appena recuperate le forze tornano in studio con Andy Macpherson per lavorare a "Thirteen". È la fine del 1992 e il disco non uscirà che nel marzo del 1994, dopo un lungo processo di digestione di un suono che stava abbandonando gli schemi di "Bandwagonesque" per usare strumenti come il flauto, il violino, il bouzouki e le tastiere, che prendono uno spazio mai avuto prima.
Con la consueta formula delle divergenze musicali Brendan molla il gruppo, sostituito da Paul Quinn (anche perché pure lui è un fan del calcio e del té) e il primo test della nuova lineup avviene con la registrazione di una Peel Session: tre mesi live, per rodare la nuova formazione, precedono l'ingresso in studio per le registrazioni di "Grand Prix" in compagnia di David Bianco. Quando ad aprile del 1995 il primo singolo "Mellow Doubt" esce nelle radio è chiaro che i Teenage hanno scelto un suono più naturale e semplice, privo di effetti e quasi pop, una direzione confermata dall'EP "Teenage Fanclub Have Lost It" che esce all'inizio del 1996 (quattro pezzi unplugged registrati in perfetto stile DIY) e soprattutto dalle prime prove per "Songs From Northern Britain", che però vengono più volte interrotte durante i campionati europei di calcio del 1996. Risultato: in ritardo con la stesura dei testi, la band deve usare le due settimane dedicate al missaggio per finire di scrivere il cantato e registrare le tracce. L'uscita del disco è però ritardata dalla malattia che improvvisamente colpisce Chas Banks, il manager tutto fare con la band dal 1991, costretto su una sedia a rotelle da un'infezione virale.
I Teenage riescono solo in dicembre a varcare la porta degli Air Studios di Londra in compagnia di George Shilling: quando vi tornano dopo le vacanze di natale fuori dall'edificio si trovano file di Rolls Royce, fotografi a non finire e una gran confusione. Ma non è per i Teenage: dentro ci sono gli Oasis, seduti nello studio 1. Liam Gallagher vuole conoscerli, dice loro che sono la seconda band del mondo e soprattutto parla di loro alla Creation, che in marzo piazza un contratto tra le mani dei Teenage Fanclub. "Songs From Northern Britain" esce in giugno ed è ormai chiara alla band la necessità di aggiungere un tastierista in pianta stabile (Finlay Macdonald ex BMX Bandits e Speedboat) prima di affrontare un tour da Los Angeles a New York al seguito dei Radiohead.
Il disco vende bene, i Teenage sono popolarissimi, ma nel 1998 praticamente scompaiono: è l'anno dei mondiali di calcio e dopo aver registrato "Long Shot" proprio per la World Cup spariscono dalla circolazione almeno fino a quando la Scozia, insieme a Spagna e Norvegia (guarda caso le nazioni europee in cui il disco aveva meglio venduto!) non sono eliminate dalla competizione. Ci vuole un invito dei Belle & Sebastian all'inizio del 1999 per tirarli fuori dalla depressionem e dopo aver perso il torneo di calcetto del Bowlie Weekender festival i Teenage si risollevano solo viaggiando in compagnia dei REM per alcune date in Galles. Di ritorno a casa si rimettono lentamente al lavoro per "Howdy!", sul cui cammino però si metteranno non pochi osctacoli: la Creation chiude baracca, Paul molla il gruppo giocando la carta delle divergenze personali e i Teenage Fanclub si trovano senza batterista e senza casa discografica.
Per fortuna che in soccorso giunge Blair McDonald della Columbia, che sceglie "I Need Direction" come primo singolo da lanciare, e soprattutto Francis Macdonald, che intanto aveva finito gli studi e, dopo 10 anni, torna nei Teenage debuttando al concerto di Santiago de Compostela. "Howdy!" esce finalmente in agosto e nel gennaio del 2001 la band affronta il quinto viaggio in Giappone in compagnia delle tastiere di Chris Beans Geddes dei Belle & Sebastian. Dopo il singolo "Dumb Dumb Dumb" con i De La Soul nel giugno dello stesso 2001 la band si rimette al lavoro per "Words Of Wisdom And Hope", una raccolta di pezzi registrati nel 1999 con Jad Fair che si mette in tour con la band. Solo una domenica pomeriggio del settembre 2002 Norman Blake, Gerard Love, Finlay Macdonald, Francis Macdonald, Raymond McGinley, Brendan O'Hare e Paul Quinn si ritrovano nel giardino di Raymond tutti assieme contemporaneamente per la prima volta da quel ormai lontano 1989. E dopo cinque anni da "Howdy!" i Teenage tornano con un nuovo disco, "Man-Made" prodotto da John McEntire, un altro capolavoro della lunga storia dei Teenage Fanclub.