Ten Foot Pole

Ten Foot Pole
  • Indie Rock, Punk Revival, Alternative Pop/Rock, Alternative/Indie
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Broken Bubble

Sfighe, tragedie vere e terremoti in formazione non hanno scalfito nei Ten Foot Pole l'urgenza viscerale di fare punk.
La band si afferma nel 1994, in piena esplosione dell'hardcore melodico (Offspring e Green Day sembrano la nuova frontiera del rock), ma Dennis Jagard (cresciuto a pianoforte, chitarra e "Iron Man" dei Black Sabbath), Steve Von Treetrunk (chitarra) e Scott Radinsky (voce) non sono i baciapile dell'ultima moda: con il nome di Scared Straight e con Jordan Burns alla batteria, cominciano a fare punk già nel 1982, a Simi Valley, in California.
Per anni la musica è solo una passione, a metà tra il passatempo amatoriale e le velleità di professionismo. Il vincolo maggiore è la carriera sportiva di Radinsky, che gioca come pitcher nei Chicago White Sox ed è disponibile a tempo pieno come cantante solo durante i due o tre mesi di pausa da Major League e allenamenti.
Fanno anche qualche tour (durante il primo gli rubano furgone e materiale), registrano il disco di debutto "Swill", poi, stufi di essere scambiati, a causa del nome, per una band straight edge, cambiano la ragione sociale in Ten Foot Pole. È il 1993: il nuovo ensemble nasce già con l'esperienza di veterani underground.
Il tour in Europa è l'occasione perfetta per dire basta all'asfittica assistenza della Mystic Records e alla girandola di bassisti e batteristi (si sono succeduti: Tony Palmero, Pete Newbury, Jordan Burns, Jordan Lieberman): inizia una storia tutta da scrivere. Si rivolgono a Fat Mike dei NOFX (conosciuto in un tour americano), che si offre di distribuire "Swill", ma non di registrarlo lui stesso – troppa roba da limare, troppe sbavature sperimentali. Il gruppo se lo ristampa da solo, con il nuovo nome che splende sulla copertina.
Qualche mese dopo, il colpo di scena: il vengono contattati da Brett Gurewitz dei Bad Religion, patrono della casa discografica leader del settore, la Epitaph.
Passano dieci mesi, coincidenti con la stagione sportiva di Scott, poi i Ten Foot Pole incidono il melodico, e forse troppo canonico, "Rev" (1994), poi partono in tournée, ancora in Europa, con NOFX e Face To Face. È l'annus mirabilis dell'hardcore melodico: "Dookie" dei Green Day e "Smash" degli Offspring dominano strafottenti nelle classifiche di tutto il mondo.
Nel 1995 esce lo split "Bad Taste" con gli svedesi Satanic Surfers. Ormai la band non può più dipendere dalle vacanze di Scott e nel 1996 decide di cercarsi un altro cantante; dopo vari provini fallimentari, al microfono si piazza Dennis, che tra l'altro ha sempre scritto i testi.
Il secondo album, "Unleashed", esce nel 1997 con la produzione satura, effetto live, di Ryan Green. Segue un tour massiccio in Stati Uniti, Canada ed Europa, poi molla anche Pete Newbury, che sceglie la vita più tranquilla – e con stipendio fisso – del tecnico del suono; al suo posto entra Glen Vegas, appena in tempo per una serie di date in Australia, Nuova Zelanda e Giappone.
"Isider" (1998, con la formazione Dennis Jagard-Steve Von Treetrunk-Tony Palmero-Glen Vegas) è un album teso, espressione di autentica urgenza creativa, e porta ad un'altra serie di concerti (cento date in cinque mesi), alla fine della quale Tony e Glen, stremati, lasciano il combo: il primo passa ad alcune band commerciali e continua a fare punk solo a tempo perso, con i Pulley del vecchio compagno Radinsky; il secondo si ricicla come grafico e animatore in Flash.
All'inizio del 2000, quindi, compaiono nuove facce: Leigh Lawson, ex Garden Grove, al basso e Kris Kwiatkowski alla batteria, disposto a trasferirsi da Philadelphia a Los Angeles solo per suonare con i Ten Foot Pole. La band, con questo nuovo assetto, incide una cover di "Love Song" dei Tesla per la compilation "Punk Goes Metal" (Fearless Records), poi si scatena in compagnia dei Millencolin nel Punk O Rama Tour. Kris si professa entusiasta, poi di colpo molla anche lui e va a fare l'operatore di borsa.
L'addio di Leigh, invece, non è una scelta: muore improvvisamente nell'agosto del 2000, a pochi mesi dal suo ingresso nel gruppo, per una disfunzione cardiaca che aveva tenuto segreta a tutti. I Ten Foot Pole sospendono immediatamente il tour e interrompono la loro attività; poi, invece, trovano la forza di reagire e continuare. Steve e Dennis reclutano il chitarrista John Chapman, dotato di fertili intuizioni pop, e Kevin Ruggeri, batterista funambolico e talentuoso.
Scaduto il contratto con la Epitaph, i Ten Foot Pole firmano per la Victory e nel giro di una settimana sono già in studio per "Bad Mother Trucker" (pubblicato nel 2002), che si rivela un disco ispirato, affilato come un rasoio, divertito e militante. Il giorno dopo aver chiuso l'ultima sessione di registrazione, sono già sul palco con i Voodoo Glow Skulls. Finito il tour, come da tradizione-maledizione, se ne vanno due membri: Steve e John, rimpiazzati da Eric Cody alla chitarra e Mike Levy al basso. L'occasione per testare la voglia di punk della nuova formazione è il concerto del 12 febbraio 2003, a Milano.