The Agony Scene

The Agony Scene

Il death che viene dall'Oklahoma. A sentirli sembrano una band europea, magari scandinava, ma i The Agony Scene arrivano da Tulsa, Oklahoma, lo stato 'sfigato' degli Usa, fatto di reddito inferiore alla media, panorami desolati e poco terreno di coltura per chi nutre ambizioni artistiche. E ancora meno per chi ama l'heavy metal. Il batterista Brent Masters e il vocalist Michael Williams si buttano nella musica fin da giovanissimi, cominciando a suonare insieme in piccole band, ma la vita è dura perché non esiste una scena heavy e devono inventarsi tutto. Sarà la loro fortuna: imparare da soli senza consiglieri, guide o guru musicali tipici delle grandi città sarà da stimolo allo sviluppo di uno stile personale e di una visione del mondo originale e ricca di onestà e sense of humour.
La band trova il suo assetto definitivo con Chris Emmons e Steve Kaye alle chitarre e Brian Hodges al basso. Dopo un periodo di prove e raccolta materiale, il quintetto si chiude in studio per incidere il primo lavoro full lenght, supportato da Adam Dutkiewicz, chitarrista e produttore dei Killswitch Engage. "The Agony Scene" esce nel settembre 2003 per la Solid State Records. È un debutto feroce, che vomita in faccia all'ascoltatore un mix devastante di America (qualche reminiscenza dei Pantera) e Europa (In Flames, Arch Enemy, At The Gates, The Haunted, Cradle Of Filth); un moderno death melodico in cui i riff alla scandinava generano intensità emotiva da cortocircuito. I testi sono distanti dal canone tradizionale del death: più allegorici, più brillanti, lontani dai cliché ribellisti della maggior parte delle band. Più che urlare rabbia, ogni brano racconta una storia, con protagonisti i personaggi più diversi.
L'originalità dei TAS ottiene un insperato successo e il tour con i compagni di label Extol è un buon viatico per fare breccia nel pubblico americano. Seguono altri tour con i Norma Jean e i Beloved. Poi la band torna in studio per sfornare il secondo album, "The Darkest Red", che esce nel 2005 prodotto da Rob Caggiono dei Cradle Of Filth), con l'aggiunta della chitarra di Steven Kaye. È un altro pugno in pancia di dissonanze punk, death svedese, cantato melodico e ritmi polverizzanti.