The All-American Rejects

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The All-American Rejects

Nel profondo sud degli States c'è qualcuno che fa rock.
Ancora giovani e sbarbati, Tyson Ritter e Nick Wheeler, iniziano ad appassionarsi febbrilmente alla musica. D'altronde quando sei nato a Stillwater, un'anonima cittadina dell'Oklahoma, devi per forza qualcosa per ammazzare la noia, e la musica può essere il migliore antidoto.
Se Ritter si avvicina al basso e scopre di avere ottime doti vocali, Wheeler abbraccia presto la chitarra, senza disdegnare performance alla batteria e al piano.
Gli anni '90 volgono al termine e arrivano gli anni del liceo. I due iniziano a capire quello che vogliono fare da grandi: suonare in una band, e perché no, scalare le classifiche.
Vuole il destino che s'incontrino ad una festa e si mettano a chiacchierare: scocca la scintilla, decidono di suonare insieme e mettere in piedi in gruppo.
Nel 2000, con l'arrivo del chitarrista Mike Kennerty e del batterista Chris Gaylor, nascono ufficialmente gli All-Amercinan Rejects.
I quattro ragazzi bruciano le tappe e in meno di due anni hanno già pronto il loro disco d'esordio, l'omonimo "The All-American Rejects", autoprodotto e pubblicato con l'etichetta indipendente Doghouse nell'ottobre del 2002.
È un album di guitar-rock fresco e sincero, sulla scia di band come Goo Goo Dolls e Fastball, che piace a critica e pubblico d'oltreoceano: non è un caso se la major Dreamworks li metta sotto contratto e qualche mese dopo ripubblichi l'album su vasta scala. Stupiscono le capacità tecniche e la maturità musicale di un gruppo di ventenni, che grazie soprattutto al singolo "Swing, Swing" sono ormai delle piccole celebrità del rock.
Bisogna attendere il luglio 2005 perché il quartetto dell'Oklaoma torni sulle scene con un nuovo lavoro, "Move Along": i toni leggermente smorzati e gli arrangiamenti più sofisticati (entrano il piano e la chitarra classica) fanno storcere il naso a qualcuno, ma il disco, nel suo complesso, non perde la carica dell'album d'esordio, come dimostrano le chitarre del singolo "Dirty Little Secret".